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Recensione: Cuore a cuore, di Lisa Kleypas

San Pietroburgo, 1870. La bellissima Anastasia Ivanovna Kaptereva sta per sposare il principe Mikhail Angelovsky, ma poco prima delle nozze viene trovata priva di sensi accanto al cadavere dell’uomo. Rinchiusa in carcere e condannata a morte, Tasia riesce a fuggire grazie a una misteriosa pozione, ma gli imprevisti non sono ancora finiti! Dopo essersi trasferita in Inghilterra, infatti, la giovane prende servizio come istitutrice presso il marchese di Stokehurst e subito il suo fascino esotico la espone al rischio più grande: quello del cuore. Tuttavia, i tragici fatti del passato la inseguono ovunque. Forse solo la protezione del marchese potrebbe salvarla…

Titolo: Cuore a cuore.
Autrice: Lisa Kleypas.
Genere: Romance storico, con venature paranormali.
Editore: Mondadori (I Romanzi Oro). Serie Stockehurts, Volume Primo.
Prezzo: euro 3,99 (e-Book).

Lisa Kleypas sembra avere raschiato il fondo del barile delle storie a disposizione. Poco male, direte voi, un libro “minore” della signora del romance storico bagna pur sempre il naso a una moltitudine di altre autrici. Vero, per carità, ma ciò non toglie che sia rimasta delusa anche (e sottolineo anche) da questo terzo romanzo della nuova batteria di storici che ho acquistato. E che sto man mano leggendo.

Assassina, o innocente? Anastasia (Tasia) riesce a fuggire al capestro, grazie a una pozione (Il Conte di Montecristo non è stato scritto invano) che finge il rigor mortis. Fuggita in Inghilterra presso la cugina, viene assunta di malavoglia dal nobile marchese di Stokehurts. Sarà l’istitutrice della piccola (ma lunga come una pertica) Emma.

Tra un rapimento, molto sesso e un cane simpatico (lui e la bambina li salverei, se dovessi fare il gioco della torre con i personaggi), la storia si avvicina al lieto fine di prammatica, aprendo la strada al volume n° due, che avrà come protagonisti Nicholas, principe russo in esilio (vorrei anch’io essere esiliata con trenta milioni di sterline al seguito), e la piccola – non più piccola Emma.

Scritto benissimo, tradotto senza problemi, eppure… mi fa rimpiangere fino alle lacrime la serie delle WallFlowers (Zitelle).

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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