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Recensione: Corella, l’ombra del Borgia, di Federica Soprani

Un romanzo storico che ci trasporta in un’epoca violenta, dove la guerra e l’intrigo facevano parte della vita quotidiana dei nobili. Il popolo poteva soltanto subirne le conseguenze.
Fu in un’Italia percorsa  da sovrani affamati di conquiste e capitani di ventura che la stella di Cesare Borgia fece la sua ascesa e tramontò in maniera rovinosa.

Federica  Soprani ci narra l’epoca dei Borgia puntando la sua attenzione su Michele Corella, colui che la Storia ricorda come il fedele sicario di Cesare.
Assistiamo alla giovinezza di entrambi, spagnoli costretti a vivere in una terra straniera, l’Italia, dove sono disprezzati e derisi. Ed è qui che inizia la discesa agli inferi di un uomo che si vota a vivere nell’ombra e al servizio di un altro.
Michele Corella stringe un patto di fedeltà eterna con il suo grande amico Cesare e quel patto lo perderà per sempre.
Il figlio di papa Alessandro VI è divorato dall’ambizione, dal senso di superiorità che lo porta a compiere qualsiasi nefandezza pur di raggiungere i suoi scopi.
So bene che gli storici lo considerano semplicemente un uomo dei suoi tempi, i cui metodi e comportamenti non erano né migliori né peggiori di quelli di tanti altri. Machiavelli, scrivendo “Il principe”, gli espresse un’ammirazione sconfinata e lo indicò come un modello da imitare: condottiero, stratega e governante, insomma un politico lungimirante che cercò con ogni mezzo di realizzare progetti ambiziosi.
Malgrado ciò, il Cesare Borgia che io ho incontrato in questo romanzo è una persona che in nessun modo può suscitare la mia ammirazione.
Un uomo divorato dall’ambizione, per il quale non esiste sangue che non possa essere versato, vita che non possa essere spenta, pur di soddisfare la sua brama di potere e grandezza.
E Michele Corella è sempre pronto a eseguire ogni suo ordine, ad annientare vite. Spietato, dolente, consapevole della propria condanna, ma incrollabile nel tener fede alla sua promessa.
Federica Soprani, con il suo stile raffinato ed evocativo ci porta nel cuore e nella mente di quest’uomo, che la Storia ha bollato come sicario, e ne fa una persona, un essere umano che non riusciamo a odiare, se non forse per la sua ostinata fedeltà verso un individuo che non la merita.
É vero, ci sono stati momenti in cui ho odiato Michele Corella, l’assassino disposto a qualunque sacrificio pur di eseguire gli ordini dell’amico al quale ha fatto un giuramento. Ma sono stati, appunto, solo pochi momenti.
Cesare Borgia invece, sì, l’ho odiato, con tutta me stessa, quasi con ferocia. Ho odiato ogni suo respiro, nonostante l’autrice lo abbia ritratto come un uomo spietato ma affascinante, dedito a inseguire un progetto troppo audace per i tempi: unire l’Italia.
Questo è il condottiero per il quale il protagonista perde la propria anima. E, mentre assistevo alla sua discesa agli inferi, avrei voluto essere dalla sua parte, ma non ci riuscivo. Sono stata spettatrice della sua agonia di essere umano e, a poco a poco, la Storia ha frantumato ogni mia speranza. É la Storia a dirci che Michele Corella non fu solo un esecutore prezzolato, ma un fedelissimo del Borgia. Non lo tradì nemmeno sotto tortura, quando ormai la stella del duca Valentino stava tramontando per sempre.
Questo è l’uomo che Federica Soprani ci fa conoscere attraverso un narrazione straordinaria, ricca, avvolgente. Ci conduce sulle strade del nostro passato, raccontando un paese devastato da nobili ambiziosi e da eserciti stranieri, mostrandoci cosa siamo stati per secoli: una terra di conquista. E lo fa con un linguaggio accurato, profondo, pieno di armonia. E, nell’inevitabile scorrere della Storia, ogni sfumatura dell’animo di Michele Corella viene messa a nudo, sviscerata, accarezzata, in un lento ma intenso percorso di sentimenti umani che ci accompagnano fino alla fine, avvinti all’anima di un uomo che fece una scelta e non la tradì mai.
Ma, forse, tradì la propria umanità.

Cinque stelline.

Roma, 1505. In un cupo sotterraneo di Castel S. Angelo, Niccolò Machiavelli visita un prigioniero spagnolo, Michele Corella. Il suo corpo è devastato dalla tortura, ma la sua mente ancora vigile e colma di ricordi trascina il letterato in un viaggio nel tempo, lungo l’ascesa e la caduta di Cesare Borgia, all’ombra del quale Corella ha vissuto, custode e araldo di un sogno non suo. Le vicende della famiglia Borgia si snodano lungo tredici anni di guerre, intrighi, matrimoni e delitti facendo emergere uomini e donne in un susseguirsi di grandezza e miseria che trascende la storia, riportando personaggi celebri al ruolo di comuni mortali. Alla fine, non più protetto dal nome del Borgia, Corella dovrà fare i conti con le proprie scelte.

Titolo: Corella, l’ombra del Borgia.
Autrice: Federica Soprani.
Genere: Romanzo storico.
Editore: Mondoscrittura.
Prezzo: euro 1,99 (e-Book); euro 15,00 (copertina flessibile).

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Fernanda Romani

Fernanda Romani

Fernanda Romani è autrice della Saga Fantasy "Endora".
Socia di EWWA, collabora come "recensora" con il nostro Blog.

4 Commenti

  1. Lidia Calvano
    28 aprile 2017 at 13:35 — Rispondi

    Meravigliosa recensione, grazie! <3

    • Fernanda Romani
      28 aprile 2017 at 14:38 — Rispondi

      Grazie a te per l’apprezzamento. 🙂

  2. 29 aprile 2017 at 2:32 — Rispondi

    Grazie infinite, Fernanda, sono davvero felice che il mio Michele sia stato capace di conquistarti 🙂

    • Fernanda Romani
      30 aprile 2017 at 14:01 — Rispondi

      É stato un piacere leggerti. 🙂

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