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Recensione: Altrisogni Vol. III

Il terzo volume di ALTRISOGNI – Antologia di narrativa fantastica – presenta sette racconti, differenti per lunghezza e genere letterario. Il volume è curato da Vito Di Domenico e le illustrazioni sono di Paolo Lamanna.

Si tratta di una lettura molto piacevole, che associa racconti diversi, non solo per genere, ma anche per lunghezza e stile di scrittura. Si va dal raffinato e breve “Mordred” di Fernanda Romani, allo “sboccato” “Hell Express”, di Matteo Pisaneschi, ai più lunghi “Furore” e “Figlio dei canti”.
Come sottolinea con chiarezza il curatore nella prefazione, si tratta di letteratura di intrattenimento, ma di ottima letteratura di intrattenimento. Concordo. I racconti sono tutti davvero godibili, ognuno nella sua peculiarità.

Li elencherò per genere letterario di appartenenza e non per posizione nell’antologia:
1) Distopico.
Apprezzo il distopico che, secondo me, ha un vantaggio: quello di poter parlare della nostra società e dei problemi che la affliggono facendo finta di trattare di altre cose. Mi hanno impressionato entrambi.
“Furore”, di Claudio Magliulo, come molti dei racconti del compianto Ray Bradbury, ha un che di attuale e di profetico insieme. Dov’è che l’umanità sta andando? Impossibile non chiederselo.
“La lunga notte del ladro di ricordi”, di Davide Schito, invece, ci pone di fronte a una generazione dolente, che vive in un mondo distrutto, di cui in molti ci hanno raccontato, ma che non finisce mai di stupire né di inorridire.
2) Fantasy.
Gli amanti del fantasy potranno scegliere tra il breve e intensissimo “Mordred”, di Fernanda Romani, della quale ho apprezzato la raffinatezza della scrittura, e l’epico “Figlio di Canti”, di Davide Camparsi, che associa lotta e magia, amore e morte. Due racconti affascinanti, capaci di trasportare il lettore nel loro mondo fantastico.
3) Horror.
“Veduta di Carcosa”, di Alessandro Girola, è un bel racconto lungo, di ambientazione italiana (quella che io amo più di tutte le altre). Un giovane professore di Storia dell’arte, nel corso del suo lavoro, si imbatte in qualcosa di davvero inquietante, che ha a che fare con riti antichissimi e con un quadro del grande De Chirico. Non vi dico altro per non rovinarvi la festa.
“Hell Express – consegna per l’Inferno”, di Matteo Pisaneschi, è sempre un horror, ma di genere completamente diverso. È un racconto “infernale” ma scanzonato, una sorta di romance alla rovescia, dal ritmo scatenato.
Con “Dietro il frigorifero”, di Federica Leonardi, l’horror assume una sfaccettatura ancora diversa, quella del weird. Inquietante. Ho guardato con sospetto il frigorifero di casa mia per tutto il pomeriggio.

Se dovessi dirvi quale dei sette racconti mi è piaciuto di più, sarei in difficoltà. Ognuno perfetto nella sua peculiarità.
Credo che questa antologia, raffinata e curatissima (non ho trovato neppure un refuso) cinque stelline le meriti tutte.
Correte a comprarla. È da non perdere.

Vito Di Domenico, il curatore, ci ha presentato l’Antologia, qualche giorno fa: leggete qui.

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Macrina Mirti

Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

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