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Recensione: Agnes, di Antonella Sacco

Titolo: Agnes.
Autrice: Antonella Sacco.
Genere: narrativa contemporanea.
Illustratore: Roberto Bonfanti.
Editore: self-publishing.
Prezzo: euro 1,50 (eBook).

La valutazione di Jane Doe: * * * *

http://www.amazon.it/Agnes-Antonella-Sacco-ebook/dp/B01B56NY82/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1457192260&sr=8-1&keywords=Agnes+antonella+sacco

Agnes ha settant’anni e non si è mai mossa dalla città in cui vive e quasi mai dal quartiere in cui abita e in cui ha insegnato per tanti anni. Un giorno, dopo aver letto la biografia di un pittore a lei sconosciuto sente che è stato il destino a mettere questo libro nelle sue mani e che deve sapere di più sull’artista e vedere i suoi quadri; non trovando alcuna notizia su di lui né in biblioteca né su Internet si reca nel paese in cui sembra che il pittore abbia vissuto ma trovare le sue tracce è quasi impossibile. Agnes comunque non si arrende e, inseguendo il pittore, intreccia nuovi rapporti e si trova, suo malgrado, a tirare un bilancio della propria vita, a scoprire il perché delle scelte fatte e capisce che un futuro è ancora possibile.

Una ricerca sulle tracce di un misterioso pittore e della sua biografa si trasforma per Agnes in un viaggio personalissimo dopo essere stata per anni estranea agli altri e a se stessa. Nessun raziocinio solo l’istinto la guida, per una volta, nel fare la scelta di intraprendere un viaggio alla ricerca di due sconosciuti e che si rivelerà un percorso all’interno di se stessa con la scoperta di sensazioni che non ha mai vissuto e forse nemmeno conosciuto, prima. Questa ricerca cambierà la sua vita per sempre.

Davvero bello questo breve romanzo di Antonella Sacco. La scrittura è fluida e piacevole e induce a considerazioni esistenziali. Quanta vita sprechiamo, barricati dietro dolori che di proposito ampliamo per la paura di vivere e andare al di là della nostra zona di comfort ci sembra un passo impossibile da compiere. Non è mai troppo tardi e Agnes, settant’anni e una vita sentimentale sacrificata al dolore dell’abbandono, ce lo dimostra in questo romanzo che fa bene al cuore.

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