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Recensione: A un passo dalla luna piena, di Massimo Padua

Titolo: A un passo dalla luna piena.
Autore: Massimo Padua.
Genere: Narrativa italiana. Romanzo contemporaneo.
Editore: Fernandel 2014.
Prezzo: euro 6,49 (eBook); euro 11,90 (copertina flessibile).

Il romanzo racconta l’ipocrisia del mondo degli adulti vista attraverso gli occhi di un bambino di otto anni, Simone, che riconosce nel misterioso Michael, il nuovo amico della mamma, un pericolo per la stabilità della famiglia nella quale sta crescendo.  Mentre i suoi compagni di scuola si apprestano ad affrontare con entusiasmo l’arrivo delle vacanze di Natale, Simone si aggrappa come può ai brandelli di una vita che cambia in fretta e che lo costringe a guardare in faccia la realtà. Una realtà dove sua madre sembra mettere in primo piano le proprie esigenze e dove suo padre si rivela troppo spesso insensibile e cocciuto. E tutto ciò alimenta il suo senso di abbandono e la percezione del tradimento.  Quando la madre lascia il marito e insieme al figlio va a vivere con Michael, Simone si ritrova in una dimensione ambigua, inadatta a un bambino, perfino pericolosa. L’arrivo del fratello di Michael innesca una serie di eventi che faranno precipitare le cose, fino all’epilogo, in cui la mamma si convince a ritornare dove tutto era cominciato. Anche se nulla, evidentemente, sarà più come prima.

Simone ha otto anni e solo alcuni punti fissi nella sua ancora breve vita: la mamma, che sta in casa, cucina e sistema per bene le cose ed è sempre dolce con lui; il suo papà, che lavora tanto e che è sempre stanco, scuro in volto quando torna e che è meglio non disturbare; la sua cameretta, il suo orsacchiotto, la maestra, di cui Simone si fida e la scuola. Quando qualcosa nella routine quotidiana inizia a incrinarsi e a cambiare, Simone si accorge subito che qualcosa non va, che il suo mondo, monotono e tranquillo ma sicuro e protettivo, sta per andare in pezzi. E allora osserverà tutto con grande attenzione per cercare di resistere al cambiamento e fare in modo che tutto ritorni come prima.

Confesso: lo avrei letto in ogni caso perché un libro con un titolo così bello e intrigante, “A un passo dalla luna piena”, non si può non leggere. E Massimo Padua ha pubblicato solo libri con titoli stupendi, che ti attirano a sé come un bambino al luna park a guardare mentre fanno la “bolla” di zucchero filato.

Ho finito di leggerlo stanotte. Mi capita di rado ultimamente, che un libro in cui non si parli di “Amore romantico”, non ci siano incontri mozzafiato e fantasie luccicanti o momenti commoventi strappalacrime, mi tenga con il fiato sospeso fino a tarda ora.

“A un passo dalla luna” piena narra in prima persona – ma con POV alternati  anche di altri personaggi della storia –   la cronaca di una separazione tra marito e moglie principalmente attraverso gli occhi e le emozioni di un bambino di otto anni.  E il modo in cui l’autore riesce a rendere credibile e appassionante il  pensiero del bambino è davvero degno di nota;  le emozioni di Simone spaziano dalle domande serissime che si pone a quelle più leggere sul suo mondo e identità, dai ragionamenti e supposizioni che costruisce da solo e in silenzio alle reazioni tipiche di un bambino in sofferenza e profondo disagio. Mi è piaciuto meno il passaggio brusco, senza soluzione di continuità, dai pensieri di Simone alle visioni della madre, del padre e dell’amante di lei, Michael, che forse avrebbero avuto bisogno di maggiore stacco anche grafico nel testo. E che ho comunque trovato poco incisivi, in ogni caso. Ma Simone, il piccolo protagonista è strepitoso nel suo candore e nella sua innocente intelligenza, nell’arguzia e nelle intuizioni acute.  E il personaggio è “vero”, autentico, si palpa una realtà tridimensionale notevole, al punto da far chiedere al lettore se non si tratti di un testo autobiografico. Una lettura pregnante, non superficiale e non di svago, ma che attanaglia e che mantiene fermi a leggere senza riuscire a staccare. Cosa non da tutti, ché tanto, troppo si scrive e troppo poco si legge di interessante, figuriamoci di appassionante.

Voto 4 stelline.

AMNERIS DI CESARE

Amneris Di Cesare gestisce la rubrica “A modo mio”.

Potete trovare i suoi romanzi QUI.

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1 Commento

  1. Silvana Sanna
    14 ottobre 2016 at 14:00 — Rispondi

    Un commento interessante che incuriosisce nei riguardi del romanzo. Tempo permettendo credo che lo leggerò, mi piacciono molto le storie dove non è l’amore romantico il protagonista assoluto. E poi ho insegnato alle elementari per metà della mia vita e dunque un romanzo nel quale il personaggio principale è un bambino di otto anni mi attrae.
    Grazie Amneris!

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