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Recensione: A fior di pelle, di Lauren Dane

Sono passati dieci anni da quando il sexy agente di polizia Todd Keenan ha avuto una bollente relazione con la rockstar Erin Brown, e ancora serba il ricordo di quelle notti di passione, nonostante sia stato lui a interrompere il loro rapporto per timore di ciò che Erin risvegliava in lui. Per caso, ora la vita li ha nuovamente riavvicinati e a Todd non sembra vero di ottenere una seconda occasione. Ma è impossibile ripartire da dove si erano lasciati, perché nel passato di Erin c’è un evento traumatico e doloroso. Mentre Todd sta lottando per riguadagnare la sua fiducia e convincerla che questa volta non fuggirà, il loro rapporto prende all’improvviso una piega inaspettata: il migliore amico di Todd, Ben, finisce nel loro letto e nei loro cuori. La forza del sentimento che li travolge sarà in grado di trasformare Erin, e aiutarla a lasciarsi il passato alle spalle?


Titolo: A fior di pelle. Serie Brown Family, Volume Primo.
Autrice: Lauren Dane.
Genere: Romance erotico (Ménage).
Editore: Leggereditore.
Prezzo: euro 1,99 (eBook); euro 5,40 (cartaceo).

I primi capitoli costituiscono una sorta di lungo prologo alla storia vera e propria: quella di un ménage a trois.

Lei: una rockettara sboccata che  adora essere dominata in camera da letto e non si vergogna a palesare questo bisogno all’amante di turno. Scaricata brutalmente da Lui, vivrà un’esperienza atroce che la segnerà a lungo.

Lui: poliziotto prima, esperto di security poi, dominatore che cerca di nascondere questa inclinazione e, quindi abbandona Lei e la dimentica (?) per dieci anni. Eterosessuale convinto, ma alla fine (perché? Come? Quando?) scopre di avere inclinazioni verso l’amico di sempre, cioè l’Altro.

L’Altro: non se ne sentiva proprio il bisogno, ma l’autrice ha voluto mettere al fuoco tutta la carne (e che carne!) che aveva a disposizione. Dominatore anche lui, bisessuale; un uomo per tutte le stagioni, insomma.

Come dicevo, troppa carne al fuoco. Il Ménage è un’aggiunta a una storia che si reggeva benissimo in piedi da sola: Lui e Lei si amano, si perdono, vivono esperienze più o meno traumatizzanti, si ritrovano, lieto fine.

Tanto sesso, buono e variegato. Avrei “osato” di più nei rapporti a tre, ma io sono una vecchiaccia perversa e non dimentico “Ménage proibito” di Lora Leigh.

Note positive: interessante l’ambientazione parziale della storia nel mondo del rock (Lei ha ricevuto due Grammy, non dimentichiamolo). Ovvia la mancata accettazione del ménage da parte di alcuni familiari (in troppi romance questo riconoscimento di situazioni particolari è troppo immediato e immotivato).

Note quasi positive: buona la presentazione dei personaggi principali, con il dubbio sulle inclinazioni omo di Lui, che saltano fuori all’improvviso e che sembrano voler giustificare l’accettazione dell’Altro nel ménage. Borbottare “Mah” a ogni piè sospinto, non rende piacevole la lettura, ve lo assicuro.

Note dolenti: la traduzione e l’editing (cioè, la mancanza di editing). In alcuni passi, mi sono chiesta: chi fa/dice cosa? Faticoso, tornare indietro e rileggere il pezzo, per orientarsi. Mancano dei congiuntivi, ci sono parole usate ad mentulam canis e l’espressione “a lavoro” (anziché “al lavoro”, che compare corretta una sola volta) disturba troppo spesso la lettura. Se devo interrompermi per riempire di parolacce l’editor (posto che il tizio/la tizia abbia lavorato sul testo, ma ne dubito), ecco che il piacere della lettura va a donnine di facili costumi.

In definitiva, il troppo stroppia e l’italiano non è un optional.

 

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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