Recensioni

Raven Boys, di Maggie Stiefvater

EDITORE: Rizzoli. Collana
“Narrativa Ragazzi” (20 novembre 2013).
PREZZO. EURO 16,00.
PAGINE: 468.
Maggie Stiefvater ha
trent’anni e vive in Virginia insieme al marito e ai due figli, due cani e un
gatto. Pittrice e illustratrice, da anni scrive con successo libri per giovani
adulti a sfondo fantasy. La trilogia dei lupi di Mercy Falls ha conquistato
migliaia di lettori in tutto il mondo.
È la vigilia di San Marco, la
notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, West
Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la
prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il
ragazzo di cui s’innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey
ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di
Henrietta, i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per
via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è
sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta
in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino, non può
voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle
tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato
trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la “linea di prateria” che
attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un’antica
leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di
aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un’avventura che
la porterà molto più lontano del previsto.
Raven Boys è il primo volume della
quadrilogia “The Raven Boys Circle”. La New Line – Warner Bros ha acquistato i
diritti del libro per farne un film.

Mi porto avanti con il lavoro
dicendovi che Maggie Stiedfvater è un’autrice che amo particolarmente: mi
affascinano le storie, poetiche ed originali, 
i personaggi, ricchi di sfaccettature psicologiche e la scrittura,
fluida e incantatrice.
Maggie Stiefvater, questa
volta, ci porta a Henrietta, una cittadina del West Virginia. Qui, i nostri
protagonisti sono alla ricerca di Owen Glendower, un re gallese il cui corpo,
se la leggenda ha un fondo di verità, dovrebbe giacere su una delle linee di
prateria che attraversano il nostro pianeta.
Raven Boys ha una trama
complessa e ricca, eppure la scrittura di Stiefvater sa presentarla con una
deliziosa successione di scene, commenti, pensieri. Ne deriva un romanzo
godibilissimo e inimitabile, in cui si intrecciano magia e avventura, amore e
amicizia.
Al primo approccio, confesso
di essere rimasta spiazzata: quante informazioni si accumulavano! Tanto da
esserne quasi sopraffatta. Eppure, pagina dopo pagina, il quadro si è delineato
chiaramente davanti ai miei occhi meravigliati. Che storia originale! Che aura
magica! Mi sono resa subito conto che Stiefvater ha ancora tante cose da dirmi,
dopotutto questo è il primo volume di una quadrilogia, eppure ho compreso il
quadro generale all’interno del quale la scrittrice opererà la sua magia
letteraria. Nemmeno il finale, così crudele, eppure così necessario, mi ha
turbata più di tanto.
I personaggi sono così
particolari, unici, interessanti! Ognuno di loro ha mille lati e mille storie
personali, eppure si intrecciano gli uni con gli altri in modo mirabile. Ne
sono stata conquistata.
Non ho mai amato i romanzi
YA, ma Stiefvater mi ha fatto ricredere: la storia che lei narra è anche una
storia di crescita personale per Blue, Gansey, Adam, Ronan e Noah. E come non
accennare a quello strampalato team di veggenti che compongono la famiglia
super-allargata di Blue?
Funziona tutto in questo
romanzo, anche ciò che non viene ancora detto e che Stiefvater ci racconterà in
un prossimo (speriamo, con i tempi dell’editoria italiana!) futuro.
Il mio voto? Quattro belle
stelline.
P. S. Cara Maggie, non usi il traduttore di Google per il latino…

La recensione è frutto della mia collaborazione con Insaziabili Letture.
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

1 Commento

  1. 3 gennaio 2014 at 17:46 — Rispondi

    Recensione perfetta, concordo su ogni minimo particolare! La Stiefvater è fantastica 🙂

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