Recensioni

Questione di tempo, di Mary Calmes

A N T E P R I M A – E S C E   I L   1 8   M A R Z O

TITOLO: “Questione di tempo”
(A matter of time).Volume primo – Libri 1 e 2.

AUTORE: Mary Calmes.
EDITORE: Dreamspinner Press
Italia (18 marzo 2014).
PAGINE: 423.
Traduzione: N.A.M.
Copertina: Anne Cain ([email protected]).
PREZZO: euro 6,99 (ebook).
Potete prenotarlo QUI (e, se
volete, scaricate un “assaggio”):
Jory Keyes conduce una vita normale come assistente di
un architetto fino a che non diventa il testimone di un brutale omicidio. Pur
essendo stato salvato dal detective di polizia Sam Kage, Jory rifiuta di
arruolarsi nel programma di protezione testimoni: non importa chi gli stia
dando la caccia, lui ha una vita che ama e a cui non vuole rinunciare. Ma Jory
è davvero in pericolo, soprattutto dopo aver acconsentito a testimoniare su
quello a cui ha assistito.
Anche se deve fare i conti con degli attentati alla
sua vita, amici ben intenzionati che lo vogliono vedere felice, un capo super
protettivo e un mistero che lentamente si rivela molto più sinistro di quanto
si fosse immaginato, il giovane uomo gay inizia una relazione con Sam, un
detective non dichiarato e combattuto. Forse Jory riuscirà a sopravvivere al
pericolo, ma potrebbe non sopravvivere al suo cuore infranto.
 

Jory si dimostra antipatico
fin dalla prima pagina: troppo bello, troppo ben vestito, troppo sciupa-uomini,
troppo di tutto. Un barattolo di miele in abiti firmati, con tanti mosconi che
gli ronzano intorno. Lui è il tipo da una notte (meravigliosa) soltanto ed è
inutile chiedergli di più.
Finché, in mezzo ai mosconi,
arriva un orso. Ugualmente attirato dal miele. Anche se non vorrebbe, perché
non è dichiarato (un poliziotto, figurarsi!), perché sogna una famiglia normale
con moglie e tanti bambini, perché teme il giudizio dei colleghi e,
soprattutto, della sua famiglia.
Sembrerebbe una storia
destinata a concludersi nel giro di una notte, come sempre. E invece, i due
sono destinati a incrociare le proprie vite. Più e più volte.
Mentre seguiamo Jory e Sam,
impariamo a conoscerli meglio. A capirli, soprattutto. Jory è l’uomo di una
notte sola, perché teme gli abbandoni. Lo ha sperimentato sulla propria pelle,
da bambino e l’esperienza tragica lo ha segnato per sempre. Nel contempo è un
amico adorabile, generoso, sempre presente. Si è diplomato a diciassette anni e
da allora lavora come assistente di un archistar. È riuscito anche a laurearsi,
mescolando professione e studio. Un ragazzo in gamba, quindi. E Sam? L’orso ha
la pellaccia dura, ma non abbastanza e Jory riesce a penetrare nell’animo e nel
cuore di colui che si è prefisso il compito di proteggerlo. Ma che non riesce a
proteggere se stesso da un sentimento meraviglioso e devastante.
Vidi un uomo di fronte a me, ma invece di rallentare,
accelerai. Quando lui tirò fuori la pistola, mi gettai in ginocchio lasciandomi
scivolare sul pavimento di legno lucidato. Sarebbe stata una scena molto figa
se non fosse stato per il fatto che stavo correndo per salvarmi la vita. L’uomo
mi si avventò addosso, ma io riuscii a divincolarmi e corsi verso l’ingresso
principale. Quando spalancai la porta, mi trovai davanti Darth Vader.
“Mettiti a terra,” ordinò lui e qualcosa che sembrava
una mazza da baseball lo colpì al petto.
Mi gettai sul pavimento e lui mi camminò addosso,
dopodiché qualcuno mi diede un calcio e il braccio mi fu tirato così forte che
pensai mi si fosse slogata la spalla. All’esterno, fui sollevato di peso prima
di essere portato verso la strada, dove c’erano tipo un centinaio di macchine
della polizia con le luci delle sirene accese.
La storia d’amore si mescola
con una crime story: Jory ha assistito ad un delitto e la Polizia vuole
metterlo sotto protezione, in attesa del processo durante il quale dovrà
fornire la propria testimonianza. Chi si occupa di lui è il detective Sam Kage.
L’orso.
Stava cercando di sembrare un detective della polizia
dai modi affabili, ma non mi fregava. Avevo già notato la bestia che era in
lui. Gli altri, il capitano, alto ma con la calvizie incipiente, il suo partner
basso e dall’aria da est europeo e gli altri due, che sembravano i ragazzi
immagine della Marina, tutti loro erano più gentili del detective Kage. Avrei
voluto chiunque in quella stanza tranne lui.
L’incontro-scontro si
definisce in alcune pagine divertenti. L’un contro l’altro armati, Jory e Sam
si affrontano e si confrontano.
“Beh, allora sarà facile.”
“Cosa sarà facile?”
“Farla sparire”.
“Come dice?”
“Programma di protezione… protezione testimoni… inizia
a capire?”
Scossi la testa. “Mi dica solo quando potrò andare a
casa.”
I suoi occhi si fecero ancora più sottili. “E’
completamente idiota?”
Con queste premesse, non ci
aspettiamo scintille amorose fra i due. Magari botte da orbi. Jory rifiuta la
protezione della polizia, ma conferma la propria intenzione di testimoniare
contro Brian Minor. Coraggioso? Incosciente? Probabilmente tutte e due le cose.
Eppure, ci sanguina il cuore, quando…
“Signor Keyes.” Sospirai e mi voltai, guardando il
capitano.
“Si rifaranno sulle persone che ama.”
Scrollai le spalle. “Saranno fortunati se riusciranno
a trovare qualcuno,” dissi, prima di voltarmi e allontanarmi da lui.
Ecco, Jory Keyes è tutto qui,
in queste parole tristi e definitive. È solo, lo è sempre stato. A chi dovrebbe
importare di lui?
Non vi racconto altro, per
non guastarvi il piacere di addentrarvi in questa storia. Vi avverto: il finale
vi lascerà con un magone straziante. Anche se sappiamo che il secondo volume ci
farà tornare il sorriso.
Mary Calmes procede con
grazia attraverso questa vicenda complessa. La tratta come una caccia al
tesoro. Ad ogni tappa, scopriamo lati nuovi della personalità dei due
protagonisti. E facciamo la conoscenza con personaggi di spessore, sia che
abbiano una parte importante nella storia, sia che compaiano per brevi cameos.
L’autrice possiede un’abilità strabiliante nel disegnare i caratteri. E poi si
diverte a “sbucciarli” come frutti gustosi, sino ad arrivare al nucleo. Alla
verità. Nessuno è come appare al primo impatto. Alcuni nascondono ferite, altri
rancori.
Sarà interessante arrivare
alla fine della storia.

Quattro stelline. 
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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. Anonimo
    13 marzo 2014 at 11:05 — Rispondi

    Brava Babette, bella recensione. Lo sto leggendo anch'io!
    Monica L.

    • 13 marzo 2014 at 16:14 — Rispondi

      Personaggi non facili, che all'inizio non ami per niente. Bravissima Calmes a farli scoprire un po' alla volta!

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