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QuattroZampe: Macrina Mirti e la Colonia Felina

Non tutti lo sanno, ma i gatti di una colonia non si comportano come i nostri gatti di casa. Quante volte vi hanno detto che i felini sono dei solitari individualisti? Bene: i gatti di una colonia non sono così, ma vivono in una società di tipo piramidale della quale noi umani neppure immaginiamo le regole.

In cima alla piramide c’è un capo che mantiene il suo predominio con la forza bruta. I giovani che tentano di contrastarlo sono pesantemente puniti a suon di morsi e graffi (qualche giovanotto ha perso un occhio nella sfida) e, se non si sottomettono, vengono allontanati dal gruppo. Quando questo succede, siccome non desidero che gli sconfitti muoiano di fame, devo dar loro da mangiare di nascosto, in genere sotto la macchina, fino a che non si sottomettono e vengono riammessi nella comunità.

Per molti anni, la colonia ha avuto come capo un grosso gatto nero, uno di quelli dal testone enorme. Era uno che si faceva rispettare con la sola presenza. Quando lui arrivava, gli altri si allontanavano dal cibo e lo lasciavano mangiare a sazietà. Riprendevano il pasto solo dopo che il capo si era allontanato. Anche lui, però, si è dovuto arrendere agli anni e alla malattia. Negli ultimi tempi, prima di andarsene, si era indebolito, ma ha continuato a lottare fino alla fine.

L’ho trovato, un pomeriggio uscendo da scuola, nascosto sotto una siepe. Era così sofferente che si è lasciato catturare senza nemmeno provare a resistere. L’ho portato dalla veterinaria del centro ASL. Aveva un ascesso a un dente. Lo hanno tenuto in clinica una settimana prima di giungere a un terribile verdetto: aveva la FEV e i reni non funzionavano più. Non poteva più vivere in colonia. Mi ricordo che, quando è stato soppresso, ho pianto. Nonostante fosse malato da tempo, aveva resistito fino all’ultimo, poi il suo declino era stato rapido e devastante.

Dopo pochi giorni, però, la colonia aveva un nuovo capo: il dolcissimo Rosciolone (leggi QUI l’articolo che lo riguarda). Dolce con noi esseri umani, ma come capo forse ancora più duro e determinato del vecchio gatto nero. Roscio, però, non è durato a lungo. Non era più giovanissimo, aveva almeno dieci anni, e la vita e le lotte da randagio lo avevano stremato. È scomparso l’anno scorso, verso ottobre. Era dimagrito e mangiava poco, però ci teneva a rimanere il capo.

L’ho cercato a lungo, non so che fine abbia fatto. Probabilmente si è allontanato per andarsene a morire lontano e in solitudine, come fanno spesso i gatti e i capi. Perché chi è al comando, uomo o gatto che sia, è sempre, profondamente solo.

Ora la colonia ha un nuovo boss: un gattone nero arrivato da fuori un paio di anni fa. La lotta di successione al Rosciolone è durata parecchio e lui ne è stato il vincitore. Gli altri hanno accettato e, per il momento, nella colonia è tornata la pace.

La Pagina-Autore di Macrina Mirti (Amazon)

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Macrina Mirti

La passione per i romanzi Horror le deriva dalla professione che svolge: è insegnante in una scuola secondaria di secondo grado.
Nei (rari) momenti liberi, scrive come se non ci fosse un domani.

3 Commenti

  1. Silvana Sanna
    27 novembre 2017 at 11:02 — Rispondi

    Quanto mi è piaciuto leggere il tuo articolo! Amo tutti gli animali, ma i gatti sono la mia passione <3. Grazie Macrina!

  2. 27 novembre 2017 at 18:06 — Rispondi

    Sembra che i boss siano preferibilmente maschi neri… Un caso o no?
    Interessanti le tue osservazioni. Almeno per chi ama i gatti. <3

  3. Macrina
    27 novembre 2017 at 18:11 — Rispondi

    I boss sono sempre maschi. Il nero è dominante. In tutti i sensi.

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