IntervistePensieri sparsi

Pubblicare: una scelta difficile. Le Case Editrici

LEZIONI IN PILLOLE PER ASPIRANTI SCRITTORI

Quanti di noi hanno un libro nel cassetto? Quanti sentono il bisogno irrefrenabile di condividere con gli altri i propri pensieri e trasmettere loro qualcosa di importante?
Gli ingredienti per un buon libro sono pochi: immaginazione, idee semplici ma chiare e ovviamente una buona competenza linguistica. Ma ciò che fa davvero la differenza secondo me, non è cosa si cucina ma come vengono abbinati gli elementi. Come direbbero i giudici di Masterchef, la presentazione è fondamentale la per la buona riuscita del piatto.
Questa rubrica è pensata per tutte quelle persone che vogliono fare il famoso salto di qualità, accostandosi alla scrittura in modo “professionale”. Lo vuole fare in maniera semplice, senza alcuna pretesa, attraverso le parole e l’esperienza di autori che questo percorso lo hanno già intrapreso con successo. Questo perché sono convinta che la scrittura non sia solamente ispirazione e talento, ma anche (soprattutto) studio e impegno.
Grazie e buon proseguimento,
Valentina G. Bazzani

Lezione 2: Pubblicare, una scelta difficile. Le Case Editrici.

Ok ci siamo. La nostra ultima “fatica letteraria” è pronta. Abbiamo controllato il nostro testo mille volte (prima e dopo l’editing), abbiamo ordinato (o creato noi stessi) la cover che più ci soddisfa, e siamo pronti per far conoscere il nostro lavoro al mondo. Ed è ora di fare una scelta, probabilmente quella più difficile per un autore: la pubblicazione, quale scegliere?
Nella “lezione” precedente abbiamo visto il self publishing, oggi invece parleremo delle case editrici con una delle autrici più amate nel panorama editoriale italiano: Carmen Bruni.

Bentrovata Carmen, grazie per essere qui con noi.
Grazie a voi.

Oggi sei un’autrice affermata, ma immagino che anche tu abbia vissuto sulla tua pelle le scelte cruciali che affliggono ogni autore. Come pubblicare e con chi… Come le hai affrontate?
In realtà non è stato molto difficile. Prima di iniziare a scrivere avevo fatto un giro sul web per capire come funzionava l’invio dei manoscritti alle case editrici e sin da subito ho capito che c’era una possibilità su un milione che leggessero un mio testo. Perché poi avrebbero dovuto leggermi? Ero una sconosciuta che da un paio di anni scriveva Fa fiction, niente di più. Perciò la scelta è ricaduta direttamente su Amazon.

Il tuo romanzo più noto, edito da Fabbri editori, è davvero molto apprezzato dalle lettrici italiane, ma so che sei anche un’autrice Self. Come riesci a conciliare le due cose?
È piuttosto semplice. Intanto scrivo, poi in base alla portata della storia e alle letture che vanno per la maggiore in quel periodo, decido se è il caso di proporlo alla casa editrice oppure no.

Pro e contro della pubblicazione con casa editrice.
I pro sono diversi, il primo di tutti è la felicità nel vedere la propria opera in libreria. Un altro pro è il rapportarsi con persone di esperienza e con competenze consolidate. Poi c’è qualcosa di più “materiale” ma che è importantissimo per un autore: la visibilità.
Per il momento l’unico contro che ho riscontrato sono i tempi di pubblicazione: lunghissimi.

Una domanda spinosa: agente letterario sì o no? Questa figura professionale così importante è ancora un po’ nell’ombra ed è vista con diffidenza dagli autori esordienti?
Credo sempre che dipenda dal tipo di percorso che un autore vuole fare. Sono in questo mondo da due anni e non ne so molto, ma da quello che sento in giro è difficile arrivare alla casa editrice da soli. Per quella che è la mia esperienza, affidarsi a un agente letterario può offrire buone opportunità, quindi perché non provare?
Se invece si vuole rimanere nell’ambito self, non ce n’è bisogno.

Come di consuetudine: tre consigli il “pillole” per tutti gli aspiranti scrittori che ci seguono.
1)   Leggete, rileggete e correggete il testo; se non siete in grado, contattate un professionista. È importante che abbiate rispetto dei lettori che spendono denaro per acquistare i vostri lavori; dovete rispettare anche voi stessi e il vostro nome. Un libro presentato male al pubblico potrebbe tarpare le ali a un vostro libro successivo, perché le persone lo associano a qualcosa di “brutto”, “sgrammaticato”, “illeggibile”.
2)   Scegliete un gruppetto di lettori onesti e fate leggere loro il vostro scritto per avere pareri disinteressati e consigli per migliorare il lavoro. Nessun libro è perfetto, si può fare sempre di meglio.
3)   Accettate le critiche costruttive dei lettori e dei recensori e non riteneteli affronti personali. Prendete appunti e applicatevi, molto probabilmente quelle critiche nascondono verità che noi, autori della storia, non riusciamo a vedere.

Grazie Carmen per essere stata con noi. In bocca al lupo a per tutti i tuoi progetti.

E un grazie speciale a voi, lettori e autori che ci seguite.
Alla prossima intervista.

OoO

Potete trovare i romanzi di Carmen Bruni QUI. E fare due chiacchiere con lei su Facebook.

OoO

“Lezioni in pillole”, perché questi brevi testi intendono solo spronare la curiosità dei lettori. Vi aspettiamo nel Gruppo di Babette Brown per mille domande e mille risposte.

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Valentina G. Bazzani

1 Commento

  1. macrina
    13 ottobre 2016 at 17:25 — Rispondi

    Grazie per l’intervista, Valentina.

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