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Poesia: Irene Paganucci

Irene Paganucci è nata nel 1988, vive a Lucca ed è dottoranda in Sociologia presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. Ha pubblicato la raccolta poetica Di questo legno storto che sono io (Marco Saya Edizioni, 2013), segnalata come opera d’esordio al concorso nazionale di poesia e narrativa “Guido Gozzano”. Suoi testi editi e inediti sono apparsi su riviste web e cartacee, come “L’Unità”, “Versante Ripido”, “La Balena Bianca”, “Atelier”, “L’EstroVerso”, “Leggendaria”. Per il Gruppo Teatro 4e48, ha scritto lo spettacolo “Signore perbene – Viaggio nella poesia italiana al femminile”. Vincitrice dell’edizione 2016 del Premio Rimini, ha poi pubblicato la sua seconda raccolta Mentre si mettono a posto le cose (Raffaelli, 2016).

Come ben dice Andrea Donaera nella prefazione al libro di Irene Paganucci “La Poesia oggi è cosa difficile”. Io aggiungerei anche “assai”. Non è un segreto che la situazione attuale della Poesia sia controversa, se non disperata, con più gente che scrive e ben meno che legge. Una poesia la cui banalità di pensiero si confonde troppo spesso con la linearità e la semplicità di produzione che molti legano al libero carattere del contesto compositivo e ispiratorio. Non è questo il caso di Paganucci.

   Pur fedele a una poetica formale moderna, che rifugge dalla complessità della struttura sintattica, ma pur sempre sobria e cadenzata, la poetessa sceglie un dettato più argomentativo, quasi instaurando con il lettore un dialogo aperto, fatto di citazioni e intime confessioni (certo, scrivere può / aiutarmi poi va bene / proviamo pure con / un po’ di omeopatia. Lasciatemi però – / vi prego, luminari – / qualche amara goccina / di benzodiazepina).

Irene Paganucci

Irene Paganucci

Una poesia che va letta e riletta, che tratta il quotidiano e le proprie esperienze vissute attraverso uno sguardo profondo, sempre attento e mai banale, con alcune punte di ironia molto sagaci (Oggi ti amo come in un film di Allen: / spettinato occhialuto / oltremodo disperato, disposto a / tutto il mio amarti per puntiglio, / per smacco alla morte. / Oggi ti stramo), fino a giungere a forme espressive di grande forza iconica (barocco o astratto non importa molto – come / quando guardo bollire le tue vene in risalto / e mi chiedi <<Cos’hai?>>, ma io sono già seduta: / le spalle alle pareti dei tuoi vasi sanguigni). Molte sono le parti in cui si ravvisano anche momenti di toccante lirismo, in strutture apparentemente semplici, ma dalla forte concettualità emotiva. (Ora ti svelo un trucco per cucinare il polpo: / tu lascialo una notte in congelatore e quello / in pentola sarà tenero come me / quando mi stringo a te dopo un’uscita al gelo / (d’inverno ho tre cuori e sputo inchiostro nero).

   La funzione principale della Poesia è proprio quella di creare attimi di sospensione, di preparare il lettore a un inatteso salto nel vuoto, più o meno consapevole, laddove la parola, apparentemente “semplice”, tesse al contrario un mirabile inganno, il cui disvelamento libera il lettore da qualsiasi forma di angoscia esistenziale.

   La Poesia di Paganucci ti scivola addosso, e qui starebbe l’errore nel liquidarla in maniera troppo arbitraria come faciloneria compositiva, perché lascia invero qualcosa dentro. Testi che, a dispetto della loro “mancanza” di costruzione ai limiti della metafora e dell’ellissi, ti penetrano gli strati dell’anima, poco a poco, passo dopo passo. Questa è la forza del vero poetico, di ciò che trascende la parola, ma soprattutto che deriva dall’aspetto più sincero dell’essere umano.

   Come non essere d’accordo con Andrea Donaera quando dice nella prefazione “è un libro che quando lo finisci ti rendi conto che hai letto un libro di Poesie, veramente, poesie vere”.

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Irene Paganucci, “Di questo legno storto che sono io”

(Marco Saya Edizioni, 2013)

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Fabrizio Corselli

Fabrizio Corselli

Fabrizio Corselli è uno scrittore di poesia a carattere epico-mitologico e un saggista. Nato nel 1973 a Palermo. Dopo aver lavorato a Milano per nove anni come educatore, adesso vive a Palermo, dove continua la sua attività editoriale.
Curatore editoriale e Direttore di Collana (Hanami) presso Edizioni della Sera di Roma.
Diverse le pubblicazioni su riviste del settore (Poesia ed Estetica) e le collaborazioni con case editrici in qualità di consulente in materia poetica.
Diverse anche le collaborazioni con Associazioni internazionali e note personalità dello spettacolo (Teatro alla Scala di Milano, Pietro Pignatelli, Liliana Cosi…)
Docente di Improvvisazione orale a carattere epico e promotore del Progetto Saga.
Fra le sue pubblicazioni: Terra Draconis – Cronache dei Regni di Andrara (Brigantia Editrice, 2016); Saga – Prontuario di Epica fantasy (con Gabriele Marchetti, GDS Edizioni, 2015); l’opera poetica Nibelung e il Cigno nero (Linee Infinite Edizioni, 2013); l’opera erotica Enfer (Ciesse Edizioni, 2013).

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