Recensioni

Per una buona causa, di Andrew Grey

Titolo: Per una giusta causa (serie
Una buona causa, #1).
Titolo originale: Good Fight.
Autore: Andrew Grey.
Traduttore: Ernesto Pavan.
Genere: Romance M/M.
Editore: Dreamspinner Press.
Prezzo: euro 5,01 (e-book).
La mia valutazione: quattro stelline.
 Jerry
Lincoln ha un problema: il suo lavoro di consulente informatico a Sioux Falls è
troppo per una persona sola. Fortunatamente, questo significa che può
permettersi di assumere dei dipendenti. Jerry spera solo che il suo nuovo
assunto, John Black Raven, sia più un aiuto che una distrazione, però è questo
l’effetto che gli fanno i suoi occhi scuri e i suoi capelli lunghi.
John
è venuto in città per studiare e per cercare quella vita che non potrebbe avere
nella riserva indiana, ma la cosa più importante per lui è trovare e mantenere
un posto di lavoro. Sei mesi fa, sua sorella è morta e i suoi nipoti sono stati
dati in affidamento. Pur avendo la legge dalla sua parte, John non riesce a
ottenerne la custodia: non può neppure vederli.
Quando
Jerry e John cominciano ad avvicinarsi, John scopre di non essere da solo nella
sua lotta. Jerry lo aiuta a ottenere il diritto di far visita ai bambini e gli
sta accanto quando lui ne ha bisogno. Ma anche se vincono qualche battaglia, è
difficile vincere la guerra: i servizi sociali sono coinvolti in un giro di
denaro, politica e favoritismi, e i bambini nativi sono il loro pane
quotidiano. Ma John e Jerry hanno tutta l’intenzione di combattere per una
giusta causa e di vincere – su tutti i fronti.
 

Andrew Grey è una
certezza. Rischio di ripetermi, lo so.
Mi piace il suo stile
pulito; mi piacciono le sue storie realistiche, i suoi personaggi così umani,
così vicini a noi.
Questa volta, l’autore ci
porta a contatto con una realtà che non conoscevo, o di cui avevo letto qualche
versione edulcorata. Le riserve indiane continuano ad essere, con poche
eccezioni, luoghi in cui la povertà 
miete continuamente vittime; in cui il lavoro e la dignità che ne
consegue sono troppo spesso un miraggio.
Due protagonisti che
amiamo da subito: John, con le sue ferite, il suo amore disperato per la
famiglia che ha perso e che tenta con tutte le sue forze di riunire. E a questo
proposito, non vi nascondo il profondissimo disagio che ho provato nel leggere
le pagine sul programma di adozioni negli States contro cui si batte il giovane
nativo. Jerry è un giovane uomo di successo, un consulente informatico. Darà
lavoro a John Black Raven e si innamorerà di lui. Di un amore vero, quello che
ti spinge a lottare a fianco della persona cui sei legato. Quello che rende tuo
il dolore dell’altro.
Lucciconi, a volte.
Andrew Grey sa dove e come colpire con poche frasi che ti scavano dentro e ti
obbligano a pensare, non solo a leggere con piacere una bella storia.
Cesellati in punta di
penna i personaggi di contorno: il vicino odioso, gli amici solidali. Tutti
indispensabili a reggere le fila di questa vicenda appassionante.

Post precedente

"Yesterday" compie 50 anni, di Alessandro Ceccarelli

Post successivo

Interviste: Mila Orlando

Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *