Interviste

Patricia Logan, catene e frustini

Salve, Patricia, e benvenuta tra noi.
Per rompere il ghiaccio, pensavo di cominciare con delle domande semiserie… perciò, si va!

  1. Il tuo colore preferito è… Il viola.
  2. Il tuo piatto preferito è… I tortellini con il pesto (lo Staff tenta il suicidio).
  3. Sei una buona cuoca? Direi proprio di sì (lo Staff alza la paletta rossa).
  4. Status sentimentale? Sono sposata da trent’anni (i ragazzi dello Staff borbottano, delusi).
  5. Attrice preferita? Adoro Meryl Streep.
  6. Attore preferito? Tom Hanks.
  7. Se fossi un uomo, chi vorresti essere? Matt Bomer (le ragazze dello Staff sospirano).
  8. Se dovessi rinascere, preferiresti essere un uomo o una donna? E perché? Vorrei essere un uomo gay, ma solo perché mi piacerebbe fare il tipo di sesso di cui scrivo (lo Staff fa la ola).
  9. Le tue serie TV preferite sono… Ce ne sono tante. In questo momento, sto seguendo The Good Wife. Mi piacciono moltissimo le fiction giudiziarie, ma anche quelle poliziesche o investigative.
  10. Il tuo genere letterario preferito è… Il Romance Male to Male, ma anche mystery o thriller.
  11. Il tuo autore preferito è… È quasi impossibile scegliere, quindi opto per Stephen King.
  12. Chi o che cosa è la tua fonte di ispirazione? Meravigliosi uomini gay.
  13. Il tuo genere musicale preferito è… Il Country (lo Staff si iscrive al Country Festival di Voghera).
  14. Il tuo cantante preferito è… Tim McGraw.
  15. La tua band preferita è… Berlin.
  16. Social Network: sì o no? Sì, Facebook e Twitter.

Bene, ti sei divertita? Adesso che abbiamo rotto il ghiaccio, passiamo alle domande serie.

Perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Sin da ragazzina, ho scritto racconti brevi, ma il mio primo romanzo ha visto la luce solo nel 2007. Si trattava di un romance storico MF ambientato in epoca Regency, che con ogni probabilità non sarebbe mai stato pubblicato, ma è stato utile a farmi capire che potevo scrivere un intero libro. Dopo di quello, ho scritto altri due romanzi con protagonisti MF, ma una volta scritto il primo romanzo MM nel 2009 (Leather Nights), non sono più tornata sui miei passi.

Come scrivi? Carta e penna, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iPhone? Sul mio portatile. Non ho mai scritto in altro modo.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Al mattino. Comincio a scrivere dopo che tutti sono usciti di casa, perché ho bisogno di silenzio. Non sono una di quelle scrittrici che riescono a isolarsi dal rumore. Ho bisogno di silenzio per non distrarmi. Scrivo fino alle due del pomeriggio e edito per le restanti ore del giorno.

Che cosa significa per te “scrivere”? Se non scrivessi, impazzirei. Nella mia testa si accavallano così tante storie tutte insieme, che mi ritrovo a non poter fare altro. È anche un modo per pagare le bollette, così direi che è piuttosto importante per me.

Ami quello che scrivi, o sei il critico più spietato, una volta che hai finito? Quando ho terminato, credo che ogni mio libro sia il migliore mai scritto fino a quel momento. Penso che sia un’ottima cosa.

Rileggi mai i tuoi romanzi, dopo averli pubblicati? Assolutamente sì. Compro sempre una copia e la leggo sul mio Kindle per assicurarmi che sia leggibile e che non ci siano refusi.

Quando scrivi, ti diverti, o soffri? Un po’ tutti e due. A volte la scrittura è come stappare una bottiglia d’acqua e lasciare che il contenuto si riversi fuori di me. In altri giorni, tracima dopo avermi torturata come la goccia cinese, e io odio quando questo accade, perché può volermici anche tutto il giorno per portare a termine la mia quota di lavoro. A volte capita che non raggiunga il numero di parole che mi ero prefissata per quel giorno, mentre in altre sforo di parecchio. È un lavoro strano.

Trovi che il tuo modo di scrivere sia cambiato negli anni? E se sì, come? Oh, è senz’altro cambiato. Sono migliorata con l’esercizio. Quando rileggo i miei primi testi, storco il naso quando vedo certe cose. Innanzitutto, nei miei libri più vecchi, c’erano tanti colpi di fulmine e un lessico sdolcinato (Tesoro, piccolo etc.). Adesso, i miei uomini parlano da uomini. Fanno rutti. Piegano le lattine di birra sulla fronte. Si grattano le palle. LOL.

Riesci a tenere in equilibrio vita privata e creatività? Ho una grande famiglia che vive in una grande casa, quindi la mia vita privata non lo è affatto. Sui social media, tengo molte cose per me, perché FB e Twitter sono un’estensione del mio lavoro e mi servono per promuovermi. Così non condivido tante cose private, a meno che non si tratti di un grande evento, tipo la nascita dei miei nipoti o cose così.

Gli amici e la famiglia ti sostengono, oppure ti vedono come una specie di aliena? Entrambe le cose. Mio marito e i ragazzi mi adorano, ma non comprendono la ragione del mio desiderio di scrivere romanzi gay. Credo comunque che siano molto orgogliosi di me.

Tutti dicono che per scrivere bisogna prima leggere. Sei una lettrice assidua? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Leggo romanzi MM, ma non tanti quanti ne leggevo prima. Non ho tempo. Ascolto molti audiobook, alcuni che appartengono allo stesso genere che scrivo, altri completamente diversi.

Quali sono gli scrittori e le scrittrici che ti piacciono, o che ami in modo particolare? Questa è davvero difficile. Non importa chi nominerò, ferirò comunque i sentimenti di qualcuno, quindi sceglierò degli autori che non scrivono il mio stesso genere. Adoro Stephen King, Kathleen E. Woodwiss, J.R. Ward e James Patterson.

Tra i tuoi racconti, ce n’è uno che è “speciale” per te? Quello che preferisco è The Thief. Non è stato ancora tradotto in italiano, ma spero che lo sarà presto. È il secondo libro della serie Marine Bodyguard e svolge una trama che adoro. È una storia contemporanea e parla di eventi che risalgono alla Seconda Guerra Mondiale e all’Olocausto. Ho riso e pianto mentre la scrivevo.

Che cosa stai scrivendo? Puoi darci qualche anticipazione? E quando sarà pubblicato? Sto scrivendo un BSDM che si chiama The Bear’s Surrender ed è il libro che segue Say My Name From The Bounds della Serie Love. Con ogni probabilità, uscirà a maggio nel Regno Unito.

Il mercato italiano si sta aprendo alla buona narrativa gay e, stranamente, sono le donne le maggiori acquirenti. Accade lo stesso negli Stati Uniti? Che cosa attira il pubblico femminile verso questo genere letterario? Sì, sono le donne di un’età compresa tra i 25 e i 60 anni che reggono il 75% del mercato MM. Perché? Non ne sono sicura. Noi donne leggiamo anche la maggior parte dei romance MF, quindi presumo che leggere romanzi erotici MM sia solo una variazione sul tema.

Patricia, desidero ringraziarti per averci dedicato parte del tuo tempo prezioso. So quanto sei occupata, ma spero vivamente che ti avremo ancora come gradita ospite. Così ci svelerai altri segreti del tuo mondo.

OoO

2130526Patricia Logan, autrice di bestseller internazionali, abita a Los Angeles, California. Scrive Romance M/M, spesso con saporite incursioni nel mondo BDSM.

Quando non è al computer a scrivere, si occupa dei nipotini, che sono il suo orgoglio. Una delle cose che preferisce -a parte creare splendidi esemplari maschili sulla carta- è sbaciucchiare il naso dei suoi gatti, quando questi passeggiano sulla tastiera del computer.

È sposata da trent’anni con un meraviglioso gentiluomo e si ritiene fortunata perché la gente la ama e legge le storie che lei racconta ogni giorno.

Website: http://authorpatricialogan.com/

OoO

Traduzione di Francesca Giraudo e Cristiana Verazzo.

Post precedente

Fumetti: La Strega Vampiro

Post successivo

Recensione: Il ragazzo che veniva dal freddo, di B. G. Thomas

Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

4 Commenti

  1. Christiana V
    26 aprile 2016 at 9:05 — Rispondi

    Simply amazing!

    • Babette Brown
      26 aprile 2016 at 10:23 — Rispondi

      È stata una piacevole chiacchierata. Del resto, tu l’hai letta in anteprima, dovendola tradurre!

  2. Amarilli
    26 aprile 2016 at 12:51 — Rispondi

    Grandissima Patricia!!! E grande Babette per farsi interprete perfetta delle emozioni dello staff!!

  3. Mila Orlando
    26 aprile 2016 at 20:14 — Rispondi

    Bella intervista, lei un’autrice di tutto rispetto è sempre molto disponibile. Grande Babs

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *