Recensioni

Ossessione color cremisi, di Simona Liubicich

Londra, dicembre 1888
Al
crepuscolo, la città sul Tamigi assumeva un aspetto inquietante. La fuliggine
dei camini che si protendevano a pennacchio verso il cielo permeava le strade
d’una coltre fosca. La Londra vittoriana, che da pochi decenni aveva assorbito
i villaggi di Brompton, Islington e Battersea, era in rapida espansione grazie
alla crescente industrializzazione con tutto quello che ne seguiva, come
l’inquinamento e i miasmi che si levavano dal grande fiume che l’attraversava.
Titolo:
Ossessione color cremisi.
Autrice:
Simona Liubicich.
Genere:
rosa storico.
Editore:
Harlequin Mondadori.
Prezzo:
euro 12,90 (copertina flessibile); euro 6,99 (e-book).
La mia valutazione: cinque
stelline.
Londra, 1888 – Nessuna donna può dirsi al sicuro, mentre le
gelide nebbie invadono le strade della metropoli sulle riva del Tamigi. Né le
più sfortunate, nei vicoli di Whitechapel, dove la minaccia di Jack lo
Squartatore si annida nell’ombra. Né le dame dell’alta società vittoriana,
schiave di rigide convenzioni e riti soffocanti, sottomesse a padri e mariti.
Olivia Lancaster non fa eccezione. Figlia di un nobile molto in vista, viene
promessa in sposa al più viscido e rivoltante degli uomini, nonostante lei si
opponga con tutte le sue forze. D’altra parte Olivia è una ribelle per natura.
Erborista e filantropa, non si considera affatto inferiore in quanto donna ed è
disposta a rischiare di persona pur di ottenere ciò che vuole. Anche l’uomo che
desidera. Ethan Rowland, Conte di Stafford è stato il suo sogno proibito fin da
quando era una fanciulla ed ora è pronta persino a incastrarlo con una scena di
seduzione per compromettersi con lui e indurlo alle nozze riparatrici. Ma se
Ethan si trova d’accordo nel godere delle grazie peccaminose di Olivia, di
certo non è uomo che ami essere manovrato. Nemmeno dalla più sensuale e
scandalosa lady di tutta l’Inghilterra.

Londra,
allora la capitale del mondo occidentale. Città di contrasti: ricchezze
inaudite e povertà estrema, notti di piacere e giorni di fatica, amori,
passioni e morte. È la Londra della borghesia in ascesa, della nobiltà
arroccata nei suoi privilegi. È la città dove Jack The Ripper fa strage di
povere donne che consumano per le strade di Whitechapel la loro grama
esistenza.
Questa
città è uno dei protagonisti della storia di Olivia e Ethan: l’autrice si muove
con naturalezza tra lussuose magioni e spaventose catapecchie, fra strade dove
circolano carrozze con emblemi agli sportelli e viuzze dove i carretti dei
commercianti si ammassano davanti a innumerevoli botteghe e mercati. Ci fa
sentire i profumi delle nobildonne e i miasmi del grande fiume. Alcune
descrizioni di questo ambiente multicolore sono fra le pagine più belle del
romanzo.
In
questa cornice di splendori e miserie, si dipana la vicenda di Olivia
Lancaster, fanciulla di origini aristocratiche e nobile sentire. Non
aspettatevi la solita, svenevole figlia di buona famiglia che sogna il principe
azzurro, mentre ricama seduta alla finestra.
Olivia Lancaster era una delle poche
donne che potevano fregiarsi del titolo di erborista specializzata al St. Bartholomew’s Hospital.
Nonostante tutto, era solo una donna, ed essere donna a quel tempo era
tutt’altro che cosa semplice.
E
Simona Liubicich lo dimostra subito, presentandoci Lord Boyle, padre di Olivia,
che ha deciso di maritarla a quel debosciato di Elliott Rothford, ridotto in
miseria da una vita di gozzoviglie e di aspetto repellente. Il miserabile trascorreva le giornate a giocare a poker,
perdendo valanghe di denaro e… diversi usurai gli stavano col fiato sul collo
come mastini, pronti ad azzannarlo. Rothford aveva contratto parecchi debiti e
se non li avesse onorati, si sarebbe ritrovato con entrambe le ginocchia
spezzate in qualche vicolo della città, o peggio. Infine, tutti i bordelli del
lungo Tamigi lo conoscevano.
Perché
questa ferrea volontà paterna, contro cui Olivia si batte con tutte le sue
forze? Lo scopriremo e verremo a conoscenza di uno dei misteri che serpeggiano
in questa storia.
Olivia
ama da sempre Ethan lord Stafford: dall’aria
arrogante, bello oltre ogni immaginazione. Rideva, mettendo in mostra una fila
di denti candidi e regolari. I capelli erano lisci, neri come l’inchiostro e
ricadevano sulle ampie spalle fasciate da una giacca di ottimo taglio
sartoriale che a stento conteneva la sua corporatura. In tenuta da
cavallerizzo, quella bellezza virile la lasciava senza fiato. I pantaloni
aderivano alle cosce muscolose come una seconda pelle e lo facevano risaltare
come una farfalla in un campo inaridito.
L’aspetto da sciupafemmine è
smentito da un’attività che mai avremmo sospettato fosse appannaggio di un
aristocratico: Ethan, infatti, è
proprietario di un’agenzia investigativa che collabora con Scotland Yard
. E
a chi sta dando la caccia, notte e giorno, senza tregua? Lo dice lui stesso
all’amico Jacob Boyle:
«Diamine, Jacob, brancoliamo nel buio»
rispose grave, «Whitechapel ha generato un mostro e ormai in molti si chiedono
se sia addirittura umano. So che può sembrare una fantasia popolare, ma credimi
se affermo che pare dileguarsi nel nulla ogni volta che miete una vittima. La
gente sta iniziando a pensare di aver a che fare con un demone o qualcosa di soprannaturale.
Tutti scappano impauriti, quasi temessero che Jack lo Squartatore si trovi
dietro l’angolo, pronto a ghermirli.»
«Ethan, sei un ottimo segugio e non hai
mai sbagliato una pista.»
«Questa volta è diverso. Lo Squartatore
sta seminando il panico, impunito. Non ho mai visto una precisione più letale e
non ho una traccia da seguire. Ormai non dormo più la notte. Chiunque è
sospettato. Abbiamo cinque omicidi, l’ultimo e più orribile è quello di Mary
Jane Kelly. Taglia loro la gola sin quasi a staccare la testa dal tronco,
squarta l’intestino facendo fuoriuscire le viscere, disponendole in una sorta
di macabro disegno e infine sottrae organi come reni, cuore, ovaie. Non
sappiamo cosa ne faccia, se li conservi come trofei o se… Dio, non riesco neppure
a dirlo!»
Un
amore non corrisposto quello di Olivia, bisogna dirlo subito. Ethan ricorda a
mala pena l’aspetto della sorella del suo migliore amico; e poi, al momento, è
interessato alle grazie di Lady Penelope.
Ecco,
avete davanti tutte le pedine che Simona Liubicich ha posizionato sullo
scacchiere.
Ho
stuzzicato il vostro appetito, care amiche? Sì? Bene, vi starete chiedendo come
prosegua la storia: riuscirà Olivia a sposare Ethan? Oppure quel viscido di
Elliott riuscirà a farla sua? E Jack The Ripper? E perché… quante domande,
vero? A tutte Simona Liubicich darà risposta, concludendo con alcuni capitoli
frenetici una vicenda appassionante di amore e morte. Leggetela, non rimarrete
deluse.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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