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News: La bambola del Cisternino, di Diego Collaveri

Livorno. L’omicidio di una vecchia prostituta nei pressi del Cisternino risveglia nel commissario Botteghi ricordi sepolti dell’infanzia, tanto da divenire quasi una questione personale. Frustrato per gli scarsi risultati, non molla l’indagine neppure quando il Questore gli impone un caso più risonante. Un’imprenditore edile, autore di importanti restauri storici della città, è stato trovato morto nel parco di Villa Corridi. Tra regolamenti di conti, inseguimenti nei sotterranei della città, un misterioso killer e un vecchio traffico di droga, le due indagini finiranno per intrecciarsi tra loro in un sottile gioco di parti, così inaspettato da mettere a dura prova le capacità investigative di Botteghi. Riuscirà il commissario a scoprire l’incredibile verità nascosta all’ombra dell’antico acquedotto Leopoldino? Un malinconico viaggio attraverso storie di vita cui non è concessa redenzione, cullati dalla melodia di una famosa canzone degli anni ’60.

Titolo: La bambola del Cisternino. Un’indagine del commissario Botteghi.
Autore: Diego Collaveri.
Genere: Noir.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 10,97 (copertina flessibile).

Dietro le quinte…

Ammetto che questo è stato il romanzo di Botteghi che più mi ha impegnato, benché avessi da tempo in mente i personaggi principali, o meglio, la figura “eterea” che aleggia durante tutto il romanzo, la vera “bambola”, cioè la vecchia prostituta sepolta nei ricordi del commissario. Anche se è un personaggio di pura invenzione, ho voluto trasmettere un po’ di quel senso che ritengo fosse più vivo in passato, cioè un senso comune, una voglia di aiutarsi nonostante le differenze, che oggi purtroppo si è perso. Andando avanti con la stesura, mi sono accorto a un certo punto che tutti i protagonisti, Botteghi in primis, erano legati da un filo comune, cioè erano “schiavi delle proprie vite, prigionieri di se stessi senza una possibilità di redenzione”. Ecco quindi che il tema è un po’ nato da solo: non importa a che strato sociale appartieni o quanto tu abbia già sofferto, la vita non concede sconti a nessuno. In quest’ottica si muove anche il percorso di crescita del commissario lungo tutta la serie, che qui arriva al suo terzo volume. Ho voluto far trasparire la sofferenza di Botteghi e la sua climax negativa, l’arrivo a un punto di rottura in cui la croce che porta sulle spalle è diventata talmente pesante che non ce la fa più e la goccia che fa traboccare il vaso è proprio questo caso, che gli riporta alla mente dei ricordi personali. Avviene quindi un processo di umanizzazione, che porta il commissario a svelarci davvero cosa gli si agita dentro e a dirci una cosa importantissima, cioè cosa pensa del suo lavoro e della sua vita. Questo mi ha fornito anche l’occasione per cominciare a sviluppare il rapporto con la figlia, che è sempre stato un fantasma, soprattutto nel primo volume.

Diego Collaveri è nato a Livorno nel ’76. Dopo aver lavorato in campo musicale, collaborando con EMI Music, nel 2000 si confronta con la scrittura nel circuito dei concorsi di poesia e narrativa, da cui ottiene riconoscimenti e le prime pubblicazioni. Nel 2001 si dedica alla sceneggiatura nella commedia teatrale e l’anno successivo per il cinema breve, per poi arrivare alla prima regia con cui vince il concorso Minimusical di La Repubblica e Fandango, con cui successivamente collaborerà.

Ha seguito un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando anche storia della cinematografia, mentre lavorava con alcune compagnie di musical.

Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video. Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei. Nel 2013 alcuni racconti noir sono apparsi sul settimanale Cronaca Vera. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Finalista Premio Alberto Tedeschi – Il Giallo Mondadori 2015. Da gennaio 2015 docente  di sceneggiatura e storia del cinema presso Scuola di Scrittura Carver di Livorno, corso “Scrivere per il cinema”. Nel genere noir è autore di L’Odore Salmastro dei Fossi(finalista al Garfagnana in Giallo), Il Segreto del Voltone e della serie Anime Assassine.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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