Il D(i)ario di DarioRubriche

Mirko Giacchetti a “Un editore in Noir”

La rassegna bolognese del 14 aprile, dedicata ai giallisti targati F.lli Frilli Editori, sta suscitando talmente tanta curiosità, che c’è addirittura chi verrà da lontano per non perdersela. È il caso di Mirko Giacchetti, già penna di MilanoNera, ma che scrive su diverse altre testate online. Tre domande a bruciapelo, allora, per capire cosa veramente sta muovendo ‘Un editore in Noir’.

Perché un appassionato dovrebbe fare tanta strada (nel tuo caso, da Biella fino a Bologna) per assistere a questo evento? Cosa ci si aspetta in realtà?

Quando l’evento è ghiotto la distanza non conta. Cosa mi aspetto? Ho letto alcuni titoli pubblicati da Fratelli Frilli Editori e devo dire che nessuno mi ha mai deluso, quindi mi aspetto di avere la fortuna di conoscere dal vivo, senza il filtro della pagina scritta, gli autori che ho già apprezzato e di scoprire chi ancora manca all’appello.

Quali sono, tra gli autori presenti, quelli che non hai letto ma ti incuriosiscono di più?

Credo nell’etica criminale, quindi non faccio nomi, sono sempre io il colpevole. Scherzi a parte, a incuriosirmi sono tutti; per le “vecchie” conoscenze non vedo l’ora di leggere il prossimo romanzo, mentre gli scrittori che ancora non conosco… è sempre stimolante incontrare gente nuova!

Ci saranno ospiti d’eccezione, sia sul palco che tra il pubblico (scrittori, giornalisti e addirittura altri editori). Come ti piacerebbe vedere un evento simile, la prossima volta?

Dipendesse da me, vorrei un evento simile ogni fine settimana. Mi spiego, mi piace leggere e avere l’opportunità di conoscere gli autori è quanto di meglio possa capitarmi. Dove? Ripeto, se l’evento è ghiotto la distanza non conta. Potendo scegliere, direi Milano, la città italiana più noir.

OoO

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Mirko Giacchetti è uno dei tanti nomi con cui è indicato il paziente della stanza 333. Rinvenuto presso la città di *** mentre deambulava in stato confusionale senza documenti. Attualmente ospitato presso il manicomio di ***. Il paziente è spesso in stato catatonico. Questa condizione è interrotta da brevi momenti di lucidità e il soggetto impiega questo tempo online cercando news, in maniera ossessiva, sul cinema e sui libri di genere thriller, horror e noir. Sostiene di essere William Munny e con lo stesso nome scrive anche brevi racconti che, stando a quanto dichiara il paziente, sono ricordi della sua vita fuori da queste mura. Soggetto da non avvicinare senza le dovute precauzioni. (Estratto dalla cartella clinica del paziente ospitato nella stanza 333).

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