L'artiglio rosaRubriche

L’Artiglio Rosa si fa in due

Un sì e un no. Questo il giudizio di Matesi per il sabato dedicato, come sempre, al “rosa storico”.

Nel
castello di Connor, di Julie Garwood
(traduzione di Marta Suatoni)
 Mentre
è in viaggio dall’Inghilterra alla Scozia, lady Brenna viene rapita da un
gruppo di guerrieri per impedirle di sposare il fidanzato, nemico giurato del
loro signore, il focoso Connor MacAlister. E quando Brenna, a sorpresa, decide
di rompere il fidanzamento e acconsente a sposare il suo rapitore, nessuno sa
che questi è il giovane che dieci anni prima, durante una visita al castello
del padre, le aveva conquistato il cuore di bambina con un sorriso. Ora Connor
la usa come strumento di vendetta, intenzionato a lasciarla tornare a casa solo
quando lei gli avrà dato un erede. Ma Brenna ha altri progetti, e pur
trovandosi al centro di una furiosa guerra tra clan, farà di tutto per conquistare
l’amore del marito che ama…
Una
protagonista originale, quattro stelline
Singolare
medievale, quasi per intero focalizzato sulla storia d’amore, spesso anche
molto divertente, sia pure in modo serioso, con un attento approfondimento
psicologico dei protagonisti. Finale un po’ sottotono, all’insegna dell’azione
e anche di qualche melensaggine.
OoO
Profezia d’amore, di Monica Burns
(traduzione
di Malvina Del Poggio Spinosa)
 Il
visconte Blakeney è mezzo beduino e mezzo inglese, ma nel cuore si è sempre
sentito lo sceicco Altair Mazir. Vittima di pregiudizi da parte di entrambe le
culture, ha imparato molto presto a non fidarsi di nessuno, fino a quando una
volitiva ed esuberante archeologa americana non gli infiamma i sensi. Alla
ricerca della città perduta di Pi-Ramses, Alexandra Talbot è una donna
indipendente e abituata a venire considerata inferiore dagli uomini, tuttavia
quel misterioso visconte non è come gli altri. Non mette mai in dubbio le sue
abilità ma solo la sua resistenza al piacere peccaminoso del proprio tocco.
Potrà un’antica profezia accendere tra loro la passione, sotto il cielo del
deserto?
Uno storico scadente, una stellina
Se
paragoniamo questo romanzo a quello della Guhrke sulla scoperta della tomba di
Tutankhamon, risulterà subito chiaro il divario, abissale, fra i due volumi.
Non solo qui, se ho capito bene, si ritrova, con più di un secolo di anticipo,
la città di Pi-Ramses, ma la Burns non ha la minima idea di come si fa uno
scavo archeologico: gli operai praticamente non li vediamo quasi mai e i
protagonisti si muovono sempre da soli in modo insensato, oltre che inutilmente
pericoloso. A volte sembra di stare in uno di quei film hollywoodiani con scene
di cartapesta, in cui dopo millenni i passaggi segreti si aprono con facilità e
i meccanismi scorrono come se fossero stati oliati costantemente. Non parliamo
poi del fatto che l’autrice sembra non sapere neanche come fosse fatta una
tomba egizia.
Risibile
inoltre la psicologia amorosa di Alex e Altair, che litigano e fanno pace di
continuo, sempre per motivi e con reazioni incomprensibili o, se volete,
adolescenziali. Non parliamo poi del fatto che passano il tempo a fare sesso,
perfino quando hanno questioni urgenti da risolvere. Ma questo, certo, è tipico
degli extra passion. Pessimamente
costruita anche la trama gialla. Si
segnala infine un certo numero di refusi ed errori.
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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

1 Commento

  1. 16 febbraio 2015 at 21:46 — Rispondi

    Ho superato da poco la metà del libro della Garwood e, come al solito, non mi sta deludendo.

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