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L’Artiglio Rosa fa gli straordinari!


La nostra recensora ha letto e recensito due scrittrici che hanno lo stesso cognome, Stuart. Se le chiamate, una risponde al nome di Anne, l’altra a quello di Bronwyn. Bene, non hanno ricevuto lo stesso numero di stelline. Andiamo a leggere perché.
Ghiaccio nero, di Anne Stuart: un romanzo perfetto (cinque stelline). Il romanzo è immensamente superiore a Ghiaccio nero, il primo della serie, a partire dallo splendido attacco. Qui abbiamo due protagonisti di alto livello: Peter è freddo e sicuro di sé, una perfetta macchina per uccidere, e la protagonista stavolta è tutto tranne che un’oca, anzi è intelligente e sensibile, dotata di coraggio e grande senso morale. D’altra parte la trama non ha sbavature: tutto funziona come un meccanismo perfetto. Certo un eroe come Peter non è il mio ideale per un rosa e neppure per un romantic suspense, ma il merito dell’autrice è quello di non cercargli giustificazioni: infiltrarsi nelle file di un criminale costringe a fare violenza a se stessi e a vedere, commettere e subire cose obbrobriose. La Stuart si guarda bene dal sostenere che commettere delitti spietati sia una cosa buona: è solo un comportamento inevitabile in certe circostanze, sembra dire, un comportamento che lacera per primo l’animo di Peter. Non posso dire che questo genere di romanzo mi piaccia, ma certo non è possibile assegnargli meno di cinque stelle.

Il leone e l’usignolo, di Bronwyn Stuart: un pastrocchio (una stellina). Il romanzo, fin quasi alla fine, è davvero sconcertante. I ripetuti tentativi di Justin di farsi diseredare, fino all’ultimo che coinvolge Rosa, risultano del tutto incomprensibili: molto più semplice sarebbe stato emigrare in America o altrove e rifarsi lì una vita. Né sono riuscita a capire perché avere una mantenuta ed esibirla in pubblico, per uno scapolo, dovrebbe creare uno scandalo di tali proporzioni. Nel finale certo si capiscono molte cose, ma soprattutto resta il rammarico per il romanzo che con gli stessi elementi si poteva scrivere e non si è scritto. Ho perfino corso il rischio di solidarizzare con il vecchio conte. Il che mi pare troppo per un rosa di questo genere. Tanto più che non penso fosse questa l’intenzione dell’autrice.


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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

1 Commento

  1. Babette Brown
    4 aprile 2015 at 20:42 — Rispondi

    Siete d'accordo con le valutazioni di Matesi?

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