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L’Artiglio Rosa graffia quattro autrici

Ritorna la consueta rubrica del sabato. Matesi ha letto e commentato quattro romanzi. Eccovi copertine, link, trama e recensione. Buona lettura.
Una damigella da salvare, di Mary Nichols
Inghilterra/Francia,1792 – La missione di
Sir Jay Drymore, commodoro della marina britannica e agente segreto del
Piccadilly Gentlemen’s Club, è chiara: raggiungere la Francia, salvare il Conte
Giradet dal carcere e condurre lui e la figlia Lisette in Inghilterra sani e
salvi. Ma non ha fatto i conti con la caparbia fanciulla, che nel disperato
tentativo di salvare il gemello dalla ghigliottina si imbarca di nuovo alla volta
di Parigi come clandestina, sfidando il buonsenso… ma soprattutto gli ordini
del commodoro! A Jay, a quel punto, non resta che inseguirla e aiutarla nel suo
folle piano, rischiando non solo la vita, ma anche il cuore.
Due stelline.
Inferiore alla
media della Nichols, narra un’avventura chiaramente stile Primula Rossa.
Lisette è stupida più o meno come Marguerite, Jay in gamba (e fortunato) come
Percy.
Ovviamente la
vicenda è all’insegna di improbabili travestimenti. Per ragioni sconosciute c’è
un doppio matrimonio. Piatto e
talvolta un po’ noioso.
Le sorprese di una lady, di Mary Jo
Putney
Damian Mackenzie non solo è illegittimo,
ma è anche un dissoluto e possiede una casa da gioco. Tuttavia per Kiri
Lawford, giovane lady anglo-indiana da lui salvata dai rapitori, è un eroe che
possiede più onore dei lord da lei incontrati, ed è molto più affascinante di
qualsiasi altro uomo. Nonostante in Kiri nulla sia ordinario, e tanto meno sia
facile resistere alle sue arti di seduzione, Damian la considera proibita per
sé, trattandosi della sorella di un amico. Ma cambierà idea quando si ritroverà
insieme a lei ad affrontare un complotto ai danni della Corona, allorché la
loro complicità rivelerà una lady ben diversa dall’idea che lui si era fatto…
Quattro stelline.
Romanzo
prevalentemente d’azione, agile e ben costruito. La prima parte è di gran lunga
la migliore. Vengono presentate le figure dei due protagonisti: Mac, un
bastardo, proprietario di una casa da gioco, ma in realtà in contatto con i
servizi segreti, un eroe che però sviene alla vista del proprio sangue, e Kiri,
un’anglo-indiana, con tutto quello che significava allora nella società
inglese, una vergine guerriera, come viene definita affettuosamente. C’è
un’atmosfera un po’ alla Heyer, compreso l’episodio del giovane gentiluomo
salvato dalla rovina al tavolo da gioco. E quindi ad esempio si sottolinea come
l’onore di una famiglia fosse un blocco unico e che quindi il disonore di un
membro era la rovina di tutti. Poi, invece, la Putney cede all’attuale mania
dell’erotico e il modo in cui si instaura fra i due un legame intimo mi pare
fare a pugni con tutta l’impostazione iniziale. Conclusione all’insegna
dell’azione e della suspense, con il trionfo del bene.
Nell’insieme
un buon romanzo.
Un’estate da ricordare, di
Mary Balogh
Kit, conte di Ravensberg, non è certo
quello che la buona società londinese di inizio Ottocento definirebbe un
gentiluomo: dopo aver abbandonato la carriera militare si è trasferito nella
capitale e passa le giornate dedicandosi alla sua attività preferita,
scandalizzare i benpensanti. Dal canto suo Lauren, dopo essere stata
abbandonata sull’altare, è decisa a non commettere mai più l’ingenuità di
donare il proprio cuore a un uomo. I due desiderano più di tutto evitare un
matrimonio, ma un fidanzamento può far comodo a entrambi: Kit non dovrà subire
le candidate proposte dalla sua famiglia e Lauren potrà agire in piena libertà.
Nessuno dei due ha però fatto i conti con un ospite inatteso: l’amore vero. Un
romanzo sensuale e romantico, il capolavoro di Mary Balogh, regina indiscussa
della narrativa femminile anglosassone, amatissima per le ricercate
ambientazioni storiche.
Tre stelline.
Molto
superiore, a mio parere, a Indimenticabile, è il vero prequel della serie dei
Bedwyn (e anche di quella, connessa, dei Semplicemente). In sé non è proprio
uno dei migliori Balogh e questo spiega perché alla prima uscita non ho
conservato la copia. Ma poi l’ho ricomprato, perché ha il pregio di contenere
la presentazione della famiglia Bedwyn, per giunta piuttosto coerente con i romanzi
successivi. Al centro, come sempre in quest’autrice, la concezione della
famiglia come centro di affetti, sia pure fra mille equivoci e difficoltà. E
l’idea che, prima di andare avanti, bisogna sempre fare i conti col passato.
Strana
sorte quella di questo romanzo: doveva essere la conclusione di un dittico, per
nulla indimenticabile. Ma, a puri fini di riempitivo, credo, la Balogh inventò
il memorabile incontro fra Lauren e i Bedwyn. E fu il colpo di fulmine per i
fan dell’autrice, che le imposero addittura una serie su tutta la famiglia.
Quei sei romanzi Bedwyn che dovevano concludersi con Il duca di ghiaccio e
costituire una pietra miliare nella storia del romanzo rosa.
Il ritorno di Emma
Bancroft, di Amanda McCabe

Inghilterra, 1814. Dopo un matrimonio finito in tragedia con uno dei più chiacchierati libertini di Londra, Emma Bancroft torna nel soffocante villaggio in cui è nata, decisa a rifarsi una vita nonostante i pettegolezzi che circolano sul suo conto. Qui incontra Sir David Marton, un affascinante gentiluomo che ha scelto di vivere lontano dagli scandali della capitale per dedicarsi alla figlioletta Beatrice, e tra loro si instaura un’immediata sintonia. A poco a poco Emma fa breccia nel muro di serietà e freddezza dietro cui David si è barricato e si conquista l’affetto della bambina. Ma proprio quando inizia a convincersi che la loro storia d’amore abbia una possibilità, il passato torna a perseguitarla.
  
Quattro stelline.
Decisamente
superiore a Una contessa in fuga, è un bel romanzo d’amore, basato
sull’assunto, frequente nel rosa, ma immagino anche nella realtà, che non
sempre quello che desideri coincide con quello che credi di volere. Si potrebbe
definire la rivincita dell’uomo serio e apparentemente noioso. Forse non tutti
gli snodi della trama sono proprio verosimili e il finale è un po’ frettoloso.
Ancora nessuna traccia del tesoro, a meno che non vi sia un terzo volume in
arrivo.
Bella la
copertina.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

3 Commenti

  1. 4 gennaio 2015 at 9:43 — Rispondi

    Anche qui riscontro i miei gusti, la Putney come la Balogh restano imbattibili!

  2. 4 gennaio 2015 at 11:25 — Rispondi

    Il primo romanzo della serie "indiana" della Puntney l'ho letto, ma non mi sembrava così bello. Sono rimasta un po' confusa nel giudizio, quindi non so se prenderò il seguito.
    Quello della Nichols mi spiace abbia avuto solo due stelline. Sentendolo paragonare alla primula rossa mi si era accesa la speranza, dato che ho amato la saga. Un'estate da ricordare è stato il mio primo Balogh, finora l'unico, vorrei recuperarla la saga dei Bedwyn.

  3. Babette Brown
    4 gennaio 2015 at 13:58 — Rispondi

    Strepitosa la saga dei Bedwin!

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