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Marti non vuole diventare grande, di Roberta Poggio

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Puoi anche scegliere di ripagare questo dono con un gesto di solidarietà.
Alla fine del racconto, decidi, ma che ti sia piaciuto oppure no, rifletti.

Marti non vuole crescere, perché “i grandi” volano in cielo. E in cielo se ne è andata la nonna amatissima. Tutti i suoi compagni crescono, solo lui rimane un bambino di sei anni, finché…

La nonna di Marti non c’è più.
Al funerale, vicini e sconosciuti recitano preghiere, invocano benedizioni su di lui. Ma la sera Marti è solo, tutto solo in quella casa ferita che poco prima riecheggiava delle risate e degli strilli di sua nonna.
Per un paio di settimane chi lo conosce va a fargli compagnia, porta lasagne e torte, gioca a pallone e a nascondino. Poi la ruota della routine torna prepotente a girare, e Marti si ritrova solo.
Se la cava bene, sa riassettare, cucinare, fare il bucato e quel che abbisogna, ma quanto gli manca quella sua nonna che gli rimboccava le coperte per la notte e gli augurava “Buongiorno e un pane” al risveglio.
Col passare dei giorni, nella mente di Marti comincia ad affiorare una domanda: «Perché la nonna è volata in cielo?».
Una questione non da poco, se gli adulti chiamati a rispondere si trovano così in difficoltà.
«Perché era la sua ora.»
«Perché era brava e Dio l’ha voluta con sé.»
«Perché il suo cuore era stanco e si è fermato.»
Eppure nessuno riesce a convincere quel bambino che continua a chiedere. Col tempo, la risposta diventa una sola, la stessa per tutti: «Perché a una certa età, i grandi volano sempre in cielo.»
Marti ci pensa, ci ripensa, e alla fine prende una decisione: «Io non voglio diventare grande!»
Se sul momento nessuno dà peso alle sue parole, ben presto diventa impossibile non notare che, mentre gli altri figli e nipotini crescono, Marti resta un bambino di sei anni. Ci si interroga, ci si confronta e lo si affronta. Marti non dà retta e non cambia idea: «Io non voglio diventare grande!»

Un giorno, il piccolo Marti smarrisce la strada di casa e si ritrova in un villaggio di capanne, dove tante persone dalla pelle quasi nera danzano allegre a ritmo di tamburo.
Marti avvicina una bambina in braccio al suo papà e chiede: «C’è una festa?»
La piccola risponde: «Sì, festeggiamo la mia nonna che è volata in cielo.»
«E perché siete tutti contenti?»
«Perché adesso ci proteggerà ancor più di prima, e quando avremo bisogno scenderà ad aiutarci.»
Marti è confuso: «Anche mia nonna è volata in cielo, ma da quel giorno non l’ho più vista. Perché i grandi volano in cielo?»
«Perché così ritrovano le forze per aiutare le persone che amano» Interviene il papà della bambina. «Finché la nonna vivrà nel tuo cuore, non sarai mai solo.»
La bambina e il suo papà tornano a danzare, Marti prosegue il viaggio.

In riva al fiume s’imbatte in una processione colorata, i passi ritmati dal tintinnio dei gioielli delle donne. Raggiunta la prima fila, Marti si rivolge a un bambino per mano ai genitori: «Ciao, dove andate?»
Il bambino, carnagione scura e vesti immacolate, risponde: «Stiamo dando un ultimo saluto alla mia nonna che è volata in cielo.»
«E perché è volata in cielo?»
Risponde la mamma del piccolo: «L’anima deve compiere il suo ciclo. Ma la nonna vive dentro di noi, sarà in ogni nostro sorriso.»

Marti continua a camminare. Lungo la via incontra altri bambini che, insieme ai genitori, si accomiatano da quella che è stata la loro nonna, ridendo e cantando o in lacrime e silenzio. Comincia a capire cosa significhi “volare in cielo”, cosa sia quel passaggio che reclama la presenza degli affetti più cari, proprio come accade alla nascita.

Un pianto a dirotto distrae Marti dai suoi pensieri, lo guida ai piedi di un grosso albero nodoso. Rannicchiata, una bambina dagli occhi a mandorla si nasconde sotto i gomiti.
«Cosa succede?» chiede Marti.
«La mia nonna è diventata troppo grande ed è volata in cielo, sono rimasta sola. Io non voglio diventare grande!»
Marti sorride alla bambina, e subito diventa grande. Non tanto più grande, ma abbastanza da poter tenere in braccio la piccola. E le sussurra: «La nonna resterà sempre al tuo fianco, non sarai mai sola. Non aver paura di diventare grande.»

 

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Roberta Poggio è adattatrice dialoghista ed editor di fumetti, ha pubblicato articoli e redazionali, scritto racconti e sceneggiature. Ha appena terminato la stesura del suo primo romanzo.

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