La Belle ÉpoqueRubriche

Mariangela Camocardi ci racconta… Mayerling

imgres-3Unico figlio maschio di Francesco Giuseppe e destinato a ereditare l’impero austro-ungarico, Rodolfo non solo fu sempre in conflitto con il padre, ma si mostrò anche intollerante al rigido ambiente di corte. Sposato con la principessa Stefania, figlia diletta del re Leopoldo del Belgio, ebbe un numero imprecisato di avventure galanti finché non incontrò lei, la baronessina Mary Vetsera, ultima conquista della breve vita di Rodolfo D’Asburgo. L’arciduca era un giovane uomo dai lineamenti aristocratici che piaceva alle donne, anche  per quell’aura romantica che loro dovevano trovare irresistibile.

Marie Alexandrine Freiin von Vetsera ne era già parecchio infatuata, quando ci furono i  primiimgres-2 incontri con lui, nella primavera del 1888 al Prater di Vienna. Lo vedeva spesso seduto in tribuna, durante le gare dei cavalli, oppure ammirava l’affascinante arciduca mentre passava in rivista o in saluto lungo la Prater Allee. Inizialmente Mary e Rodolfo si limitano a parlarsi o a stare insieme brevemente. Si rivedono alle corse di Freudenau e successivamente all’inaugurazione della stagione teatrale al Burg Theater. Secondo le rivelazioni fatte dalla cameriera personale di lei (Agnes Jahoda) la svolta nel rapporto si ebbe quando Mary gli inviò una lettera, e subito ricevette una raccomandata dal principe in persona. Lui le scriveva di sentire il medesimo bisogno di stare in sua compagnia e le chiedeva un appuntamento al Prater.

MariewallerseeAlla fine di ottobre del 1888 sia Maria che Rodolfo scrissero, indipendentemente l’uno dall’altra, alla contessa Larisch, che era a Pardubice, pregandola di rientrare al più presto a Vienna al fine di permettere un incontro tra Mary e Rodolfo al Prater. Tale richiesta si spiega con il fatto che Mary non poteva uscire di casa se non accompagnata dai genitori o da qualcuno vicino alla famiglia, avendo solo diciassette anni. La Larisch avrebbe potuto con una scusa far uscire la ragazza di casa con lei, favorendo così un incontro tra i due. La contessa Larisch – Wallersee era la figlia di Luigi di Wittelsbach fratello di Elisabetta d’Austria (Sissi) madre di Rodolfo; era dunque la cugina di quest’ultimo. Mary conosceva bene la contessa Larisch poiché era un’amica di famiglia e frequentava il salotto dei Vetsera. La Larisch diventerà, da questo momento in poi, l’anello centrale della catena che unirà Mary a Rodolfo, ma costei sfruttò l’occasione per chiedere, sembra, forti somme al ricco cugino. La Larisch arriva dunque a Vienna e l’incontro viene organizzato per il 5 novembre 1888 ma non al Prater, bensì al castello di Hofburg. Di questo tête-à-tête si è certi perché, in una lettera all’amica Hermine, Mary dice di aver trascorso la sera precedente dal principe, e che entrambi hanno perso la testa. Aggiunge che ora lei gli appartiene e di dover fare tutto ciò che lui vuole. La tesi che fa risalire gli incontri della Vetsera con Rodolfo addirittura alla primavera del 1888 fu sostenuta per giustificare una presunta gravidanza di lei, iniziata il 5 novembre. Non quindi data del primo incontro, ma data del primo rapporto intimo tra i due. Una congettura che non venne mai dimostrata. È in quell’occasione che Mary riceve in regalo da Rodolfo un anello in ferro con le iniziali I.L.V.B.I.D.T (In Liebe Vereint Bis In Den Tod) cioè “Uniti nell’amore fino alla morte”.

220px-Baroness_Mary_VetseraIl 25 gennaio 1889 la Vetsera si recò da una chiromante, accompagnata dalla cameriera Agnes, per chiedere lumi sul proprio futuro. Gli storici ipotizzano che i due amanti avevano discusso della possibilità di uccidersi nell’incontro del 13 gennaio, e anche nei due incontri successivi del 19 e del 24 dello stesso mese. Va detto che Rodolfo d’Asburgo aveva da tempo manifestato intenti suicidi e aveva già proposto all’amica intima Mizzi Caspar di suicidarsi insieme. Mizzi non solo non accettò, ma si recò alla polizia dove denunciò l’accaduto. Il giorno 26 gennaio 1889 avviene un duro scontro tra Francesco Giuseppe e Rodolfo in merito al pessimo andamento del matrimonio dell’erede al trono, e anche per la vita sregolata che conduce. L’imperatore è furibondo per aver saputo che il figlio ha chiesto l’annullamento delle nozze al Papa Leone XIII a causa della sterilità della moglie Stefania del Belgio. Il padre gli rimprovera altresì la frequentazione scandalosa con la giovanissima Vetsera, nonché le idee liberali troppo vicine ad una certa opposizione ungherese. Di vedute estremamente moderne, l’arciduca è in effetti impaziente di subentrare al padre, il quale invece tiene saldamente in pugno l’impero e i sudditi. Rodolfo ambisce viceversa trasformare la dinastia degli Asburgo in qualcosa di più moderno, ma le sue ambizioni nulla possono contro l’autorevolezza di Francesco Giuseppe, che lo giudica un intellettuale incapace di gestire persino se stesso. Rodolfo è stanco del dispotismo paterno, e non sopporta più di essere ostacolato in tutto e circondato di spie che riferiscono tutto al severo Franz Joseph. È anche per questo che lui si è aggrappato a Mary come a un’ancora di salvezza. In un clima meno esasperato la relazione sarebbe forse finita in uno dei soliti scandali e con le legittime recriminazioni coniugali di Stefania, gelosissima di lui, e Rodolfo avrebbe continuato a scrivere, ad andare a caccia e a cospirare nell’ombra ai danni del padre, se non avesse voluto giocare la partita decisiva. Si può solo intuire quale fu questo gioco che per posta aveva la vita.

imagesIn combutta con il cugino Giovanni Salvatore, arciduca pure lui e altro ribelle di famiglia, Rodolfo medita un colpo di stato che, se fosse riuscito, lo avrebbe incoronato come re di Ungheria. Con ogni probabilità si doveva anche rovesciare l’ingombrante Francesco Giuseppe. Sennonché ogni documento relativo alla congiura fu fatto sparire, e sparirono i testimoni, persino quelli di modesta importanza. Nessuno osò parlare delle manovre segrete dell’erede al trono. Di certo si sa che in Ungheria in quei giorni bolliva qualcosa, e che Rodolfo e Salvatore vi erano implicati. Il principe ereditario forse barava con se stesso: era sprovvisto dell’indispensabile mancanza di scrupoli per portare a compimento quanto tramava, e indubbiamente la faccenda fu organizzata in modo dilettantesco. Francesco Giuseppe sapeva: da tempo aveva predisposto il trasferimento del figlio, destinato al comando di qualche regione militare alla periferia dell’impero.

Per tornare ai fatti di Mayerling, fu in quei primi giorni del 1889 che  Elena Vetsera scoprì, oimgres-1 perlomeno così afferma nel suo opuscolo giustificativo, la relazione tra Mary e Rodolfo. In seguito Elena scrisse di non aver mai sospettato che fosse già avvenuto un rapporto intimo tra loro. Certo non immaginava quale drammatico epilogo incombeva sulla famiglia Vetsera. Il 27 gennaio ebbe luogo il ballo all’ambasciata germanica dove Mary e Rodolfo si rividero. È da smentire che in questa occasione lei non si fosse inchinata al passaggio della consorte di Rodolfo, la principessa Stefania. Tale episodio,  inconcepibile per l’epoca, non viene riportato in nessuna documentazione. in nessun diario delle persone presenti al ballo, e neanche in nessun articolo di giornale fatto dai giornalisti presenti.

Il giorno 28 gennaio Mary e la compiacente contessa Larisch escono insieme per alcune  commissioni, ma in realtà la baronessina Vetsera sale sulla carrozza del principe guidata da Bratfisch, diretta alla residenza di caccia di Rodolfo, Mayerling. È perdutamente innamorata di Rodolfo ma è consapevole che la loro relazione non ha futuro. Morire con lui deve sembrarle l’estrema esaltazione dei sentimenti che provano vicendevolmente. A Mayerling lei si chiude nella camera del principe e non ne esce neppure per consumare i pasti e per concedersi una breve passeggiata nel parco.

imgresL’indomani, 30 gennaio 1889, il cameriere di Rodolfo, Loschek, bussa invano alla porta della camera da letto dove il suo arciduca e Mary hanno trascorso la notte. Spaventato, il domestico avverte il conte Hoyos, ospite al castello. I due, preoccupati, si consultano tra loro: è il caso di sfondare la porta? Decidono di attendere che torni l’amico e cognato di Rodolfo, Filippo di Coburgo, che dovrebbe giungere a breve. Appena arriva, forzano la serratura e irrompono nella stanza. Nella livida luce di quell’alba invernale, la scena che si presenta ai loro occhi è scioccante: Mary e Rodolfo, completamente ricoperti di sangue, sono entrambi cadaveri. La baronessa Vetsera giace distesa sul letto alla sinistra di lui, il capo semi sommerso dai cuscini e un fazzoletto stretto nella mano sinistra. Il principe è piegato in avanti su se stesso, seduto sul bordo del letto.

Come poi accerterà la commissione d’inchiesta, l’arciduca ha ucciso la sua amante e poi si è sparato alla tempia con il suo revolver preferito. Coburgo e Hoyos cercano di non perdere la testa. Mentre il primo fa chiudere i cancelli della proprietà affinché nessun intruso possa accedervi o evaderne, il secondo corre alla vicina stazione di Baden. Deve essere a Vienna al più presto, ma il primo treno che transita di lì è il direttissimo Trieste – Vienna, che a Baden non si ferma.

«Sono il maggiore Hoyos, aiutante di campo del principe ereditario» urla concitato al capostazione. «Fate fermare il treno.»

Il funzionario fissa stupito l’uomo agitato che ha di fronte e gli risponde con calma che non è autorizzato a fermare un treno.

«Ve lo ordino!» ribadisce il conte.

L’altro è irremovibile e si avvale del regolamento, che non lo prevede. Quando però Hoyos lo informa con voce alterata che il principe Rodolfo è deceduto, il coscienzioso ferroviere, alquanto impressionato, obbedisce e ferma il direttissimo.

Alle dieci e mezza Hoyos è a Vienna e corre al palazzo imperiale. È il barone Nopsca il primo a450px-Empress_Elisabeth_of_Austria_in_dancing-dress,_1865,_Franz_Xaver_Winterhalter sapere della tragedia accaduta a Mayerling; sconvolto, avverte Ida Ferenczi, dama di compagnia dell’imperatrice Sissi. La notizia annichilisce Elisabetta, che con il cuore devastato va a riferirla all’imperatore. Nell’anticamera di Sissi, in quello stesso momento, c’è la baronessa Vetsera che da due giorni sta cercando la figlia scomparsa da casa: si è decisa a chiedere udienza all’imperatrice per essere aiutata.

Il dramma si abbatte su quelle povere madri contemporaneamente.

Si susseguono intanto le edizioni straordinarie dei giornali. Il capostazione di Baden ha parlato e lo scoop è di quelli che destano enorme scalpore. Circolano le ipotesi più fantastiche e assurde:

L’arciduca è stato ucciso.

No, lui si è ucciso da sé.

Mary era incinta ed è deceduta in seguito a un aborto.

Ad aumentare la confusione, da palazzo imperiale viene comunicato che l’erede al trono è rimasto vittima di un incidente di caccia. Ne segue un secondo in cui si dichiara che Rodolfo è morto per un collasso cardiaco. Questa versione viene telegrafata ai sovrani europei e solo al Papa Francesco Giuseppe confida la verità. L’imperatore vuole coprire a ogni costo lo scandalo e soltanto all’indomani della tragedia di Mayerling la Hofburg comunicherà ai giornali che Rodolfo si è suicidato.

Mary Vetsera subisce un ulteriore oltraggio: ne legano il corpo a un manico di scopa per far sì che possa restare in posizione eretta all’interno nella carrozza che la trasporta fino a Heiligenkreuz, dove viene sepolta furtivamente a mezzanotte. Si tenta di far credere a eventuali testimoni che lei dalla residenza di caccia di Rodolfo se ne è andata viva e vegeta. Tale macabra messinscena è stata imposta dalle tassative disposizioni di corte.

La madre Elena, intanto, è costretta a lasciare immediatamente Vienna, dopo che le è stato detto che la figlia ha avvelenato l’erede al trono. Dal referto di suicidio per Mary e la sbrigativa denigrazione di lei come assassina di Rodolfo, cominciano le manovre delle autorità per coprire ciò che è realmente avvenuto a Mayerling. Sissi, distrutta dal dolore, non ha voluto assistere alle esequie del suo amatissimo Rodolfo. Ma una notte l’imperatrice si presenta all’insonnolito e stupito custode della Cripta dei Cappuccini, l’edificio che accoglie le tombe degli Asburgo e in cui il giovane arciduca è stato inumato. Il frate racconterà poi di aver udito i singhiozzi strazianti di quella madre sventurata mentre invoca  il nome del figlio.

I segreti di Mayerling sono ancora oggi un mistero.

La versione più accreditata è che l’arciduca uccise Mary, consenziente, rivolgendo più tardi l’arma contro di sé, dopo aver scritto alcune lettere d’addio ai suoi familiari. Mary, constatata l’impossibilità di continuare la loro relazione, avrebbe preso la decisione di morire con l’amato. Altri storici sostengono invece che la Vetsera fosse morta durante la notte per le complicazioni di un aborto effettuato mediante una sonda che le sarebbe stata inserita al castello di Hofburg, prima di partire per Mayerling (versione Holler).

Dopo la tragedia l’imperatore Francesco Giuseppe fece trasformare il casino di caccia di Mayerling in un convento di carmelitane, dove ancora si prega per l’anima di Rodolfo. L’amore che legò Mary e Rodolfo, come succede in mancanza di fatti certi, ha tutte le caratteristiche di un vero e proprio romanzo d’appendice. Quel duplice suicidio turbò profondamente non solo l’impero austro-ungarico ma l’intera Europa. Le supposizioni che alimentarono la leggenda a fosche tinte di Mayerling furono molteplici: si disse che Mary fosse frutto di un’avventura di Francesco Giuseppe, e che gli amanti scoprendo di essere fratello e sorella, vollero morire. Si parlò di un’interruzione di gravidanza finita male, ma anche di congiure di vario genere. Rodolfo, a detta di molti, era sprofondato in una sorta di abbruttimento fisico e morale dovuto all’abuso di alcool, droghe e altre dissolutezze, per cui la sua prematura fine fu la scontata conseguenza di un’esistenza disordinata che neppure l’imperatore poté raddrizzare. Tutto fu messo a tacere anche se  gli stessi membri della casa imperiale non smisero di ribadire “che un giorno si saprà la verità su Mayerling.”

Forse mancò loro il coraggio di ammettere che a una stirpe come quella degli Asburgo non poteva capitare disgrazia peggiore di un principe ereditario omicida e suicida. Gli ultimi rappresentanti della famiglia portarono con sé i segreti di quella tragedia, semmai ce ne furono. Comunque si siano svolte le cose, per oltre un secolo si è preferito lasciar credere alla morte per amore.

Forse per la romantica Mary Vetsera non esisteva null’altro di più vero.

OOO

Le immagini:

  1. Rodolfo d’Asburgo e Maria Vetsera
  2. Rodolfo d’Asburgo
  3. Maria Vetsera
  4. Contessa Larish
  5. Maria Vetsera
  6. Francesco Giuseppe, imperatore
  7. Maria Vetsera
  8. Mayerling
  9. Elisabetta, imperatrice
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