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Manuel Sgarella, “I tuoi occhi sono qui”

Manuel Sgarella ci presenta il suo nuovo romanzo, uscito in self il 3 dicembre.

TITOLO: I tuoi occhi sono qui
AUTORE: M. S.
EDITORE: Self-Publishing
GENERE: Contemporary Romance

http://www.amazon.it/I-tuoi-occhi-sono-qui-ebook/dp/B018O3SI1M/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1450069766&sr=8-1&keywords=i+tuoi+occhi+sono+qui

Giò non ha più un volto. Non incontra più nessuno, non vuole essere giudicata per quello che è diventata, per il mostro che è di fronte agli occhi di tutti.
Dave è un’oculista che ha perso la voglia di andare avanti, di cercare la felicità.
Non si conoscono e l’unica motivazione che li tiene ancorati alla vita sono i loro figli. Solo dalla loro spontaneità nasce il primo incontro tra i loro genitori: “Le persone ferite si curano meglio a vicenda”.
Tutti portiamo delle maschere, tutti abbiamo dei segreti che ci hanno reso quello che siamo. Tutti abbiamo la pelle diventata più dura, pronta a subire altre ferite. Solo pochissime volte si incontra la persona capace di vedere oltre la maschera, oltre il segreto, oltre la dura scorza cresciuta nel tempo.
Ma la domanda è una sola: avremo il coraggio di vedere questa bellezza?

601273_10200344145987603_94753290_nQuesto romanzo, come tutti i precedenti, nasce da una paura. In questo caso da quella di non essere in grado di vedere la bellezza che c’è in ogni persona. Il tempo ci indurisce, ci rende a volte quello che non vorremmo diventare. Questo ci impedisce spesso di osservare meglio gli altri. Ma io credo nelle persone e voglio continuare a crederci.
Mi sono chiesto come rendere narrativa questa paura. E così è nato il personaggio di Michol/Giò, una donna senza volto. Il protagonista maschile, Dave, doveva quindi essere una persona che avesse a che fare con la vista. E chi poteva esserlo se non un uomo che aveva perso la “bellezza” di cui si era innamorato in passato? Sono nate in questo modo due anime tormentate da quello che sono diventate.
Quando mi metto a scrivere una storia, lo faccio solo nel momento in cui ho ben in testa i personaggi, dopo mesi che sono cresciuti nella mia testa, pensando al loro passato, a volte facendo anche emergere piccoli racconti che narrano la genesi delle loro emozioni. Tutti siamo frutto del passato che ha costruito le maschere che portiamo. Che siano fisiche o psicologiche, che siano cicatrici o semplici graffi. Sono questi “segni” che ci rendono unici, che fanno di noi quello che siamo oggi.
Nonostante questo, quando inizio a scrivere non so tutto dei protagonisti, sarebbe utopistico. Spesso quando si scrive emergono particolari che aiutano a focalizzare meglio anche il loro carattere. In questa storia quei “particolari” sono diventati la colonna di “I tuoi occhi sono qui”. Si tratta dei figli: Tommaso e Roan. Due anime che vedono ancora la bellezza oltre le maschere, sono coloro che credono in un futuro, che sperano, che si dannano, seppur schiacciati dagli eventi. Non si arrendono.
Le difficoltà maggiori in questo libro sono quelle di adottare un punto di vista corale. Raccontare lo stesso evento, a volte, anche da diversi punti di vista, eppure portando avanti la storia senza annoiare. Non so se ci sono riuscito, questo saranno i lettori a giudicarlo. Diciamo che l’intento, seppur ambizioso, era questo. Il resto lo giudicheranno le lettrici e i lettori.

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