La Belle ÉpoqueRubriche

Mae Murray, ascesa e caduta di un star del cinema muto

 

Come la maggior parte delle sciantose più celebri e ricche, anche molte famose star del cinema muto sembrano subire un identico destino avverso. Il periodo cui mi riferisco è sempre quello della Belle Epoque e delle donne che contraddistinsero quegli anni ruggenti. Le dive dello schermo di allora furono indubbiamente le pioniere di quella che viene definita la Settima Arte, cioè l’immaginifica invenzione dei fratelli Lumière.

Sedotte dai fasti hollywoodiani, nonché dai facoltosi abitanti di Beverly Hills degli anni Venti, nessuna pare trarre insegnamento dall’esperienza delle brillanti autrici che le hanno precedute esibendosi non sul set di un film ma su un palcoscenico fatto di assi di legno. Il successo ha poi una doppia faccia:  gli applausi e l’adorazione incondizionata del pubblico prima,  la solitudine e una triste uscita di scena dopo. Mae è solo una delle tante, troppe donne di spettacolo che si sono incenerite le ali nell’effimero mondo dello spettacolo, consumando talento e bellezza nel distruttivo attrito di un rush finale punteggiato di buffonate offerte dalle stesse agli spettatori che assistevano indifferenti a un tale squallido declino.

L’avvento del cinema sonoro è sovente citato, a sproposito, come causa dell’ingloriosa fine delle stelle di allora, quando lo scintillio di uno sguardo, il sorriso di una bocca e un’efficace espressività sostituivano adeguatamente la recitazione. Va tuttavia sottolineato che quasi tutte le dive della Belle Epoque, e la Murray rappresenta un esempio perfetto, sono state vittime dei loro stessi smisurati ego. Mae, con il suo divismo esasperato, ha presumibilmente rappresentato il modello ideale che ha ispirato il personaggio di Norma Desmond di Sunset Boulevard: una caricatura ai nostri occhi.

images-1Marie Adrienne Koenig  nacque a Portsmouth il 10 maggio 1885, bellissima   ma come per quasi tutte le artiste, questa superlativa avvenenza si rivelò più una maledizione che un dono. Apparteneva a una famiglia di immigrati austro-belgi che tirava avanti fra gli stenti. Quell’oscura, miserabile infanzia la segnò profondamente, anche se Mae impreziosì di dettagli inventati quella fase della sua esistenza, mistificando la verità con aneddoti  estremamente fantasiosi e accurati. Raccontò di essere stata partorita in mare, crescendo poi in diversi conventi dove le suore l’avrebbero frustata sonoramente per le sue evasioni attraverso i giardini a tarda notte, praticamente seminuda  (a quanto pare, fingeva di essere una lucciola). Fu in ogni modo capace di  arrivare alle sfolgoranti luci di Broadway, conquistando fama e trionfi negli anni Venti e Trenta e riuscendo altresì a imporsi come attrice cinematografica, ballerina e sceneggiatrice.

Soprannominata  La gardenia dello schermo, esordì sui palcoscenici di Broadway con Vernon Castle, famoso ballerino dell’epoca. Il suo nome compare nel cast di About Town, commedia musicale che andò in scena nel 1906 all’Herald Square Theatre. Nel 1908 Mae entrò a far parte del corpo di ballo di Florenz Ziegfeld, esibendosi negli spettacoli delle Follies fino al 1915. Non ci mise granché ad affermarsi come stella del musical, anche grazie alle tournée negli Stati Uniti e in Europa con partner del calibro di Clifton Webb, Rodolfo Valentino e John Gilbert. Nel 1908 sposò William M. Schwenker Jr. ma il rapporto naufragò rapidamente. Il secondo marito,  un campione olimpionico di bob, l’altletico Jav O’Brien, lo sposò nel 1916, divorziando da lui dopo un solo anno di matrimonio. Intanto veniva notata dal produttore cinematografico Adolph Zukor, uno che sapeva apprezzare i virtuosismi delle Ziegfeld Follies of 1915, e che le offrì un contratto che rappresentava per lei l’occasione di poter finalmente debuttare nel cinema. Nel primo film, To Have and To Hold, fu protagonista con Wallace Reid di una romantica avventura che fondeva l’atmosfera delle colonie americane con i pirati e complotti politici.

I divorzi ovviamente non intaccarono la sicurezza di Mae: la carriera consolidata e ormai milionaria, era una donna realizzata sotto ogni profilo, del tutto in grado di sfruttare sapientemente la sua fotogenia e il potenziale di diva. Grazie al matrimonio con il regista Robert Z. Leonard, lei incrociò il suo vero destino di regina dello schermo. La cinematografia era agli albori e Mae interpretò film di cassetta che la lanciarono in grande stile sulla est-coast. Su sua richiesta recitò sul set con un cupo giovane ballerino italiano da lei scoperto, Rodolfo Guglielmi, poi notoriamente conosciuto come Rodolfo Valentino.

images-3Il pubblico idolatrava Mae quasi quanto lei adorava se stessa. Al culmine della popolarità, creò con Leonard una sua casa di produzione. Nel 1922 venne distribuito il loro primo film, targato Tiffany Pictures, diretto da Leonard e interpretato dalla Murray. Peacock Alley si rivelò un exploit commerciale, il più grande della sua carriera. Quando l’attrice affrontò il passaggio dal muto al sonoro, ricorse proprio al remake di Peacock Alley per presentarsi agli spettatori, con un risultato non esaltante. Dal 1922 al 1924 la coppia Murray-Leonard sfornò per la Tiffany una serie di otto film, l’ultimo dei quali fu Circe la maga. Subito dopo i due divorziarono e finì anche la loro collaborazione artistica.

La Tiffany viene rifondata, però, e dal 1927 la gestione fu affidata al regista e produttore John M. Sthal, che la ribattezzò Tiffany-Sthal Productions. In seguito la star ricoprì quello che sarebbe diventato il suo ruolo più famoso: la  ballerina statunitense che si trasformava in una sofisticata milionaria nella versione cinematografica di Stroheim della Vedova Allegra, dove Mae recitava con John Gilbert. La lavorazione del film fu travagliata, con continui alterchi tra lei e il regista. Ma, nonostante ciò, il film resta un caposaldo della storia del cinema.

Il glamour di Mae era un qualcosa che le donne volevano imitare. L’uso di un aggressivo rossetto rosso sangue la fece etichettare  come ‘La ragazza con le labbra Bee-Stung’, ma tutto di lei faceva tendenza. Era un’icona che gira su un’auto Pierce Arrow color canarino, guidata da un’autista in livrea chiamato Borzoi, e abitava in un palazzo che pareva una torta nuziale, adottando uno stile di vita che si può difficilmente immaginare oggi.

A metà degli anni Trenta Mae era l’antitesi di Mary Pickford. Sullo schermo indossava il meno che poteva, recitando in una serie di melodrammi fantastici sempre più sciocchi, progettati per mostrare il suo talento di ballerina più che per consolidarne la fama. Nulla a che vedere con le performance dell’esordio, infinitamente superiori. Eppure, il pubblico ne era deliziato e i fan la amavano alla follia.

Il film più famoso di Murray resta La vedova allegra, progetto che cementò la sua reputazione nella storia del cinema più di ogni altra sua pellicola, e dove ballava un valzer con un sorprendente John Gilbert. Il film, distribuito in tutto il mondo, fu un successo strepitoso, facendole recuperare anche un valore come attrice che sembrava irrecuperabile. Per la Murray c’era solo un modo per chiudere un tale ciclo di trionfi, anche se le deleterie conseguenze delle scelte che fece non furono immediatamente evidenti.

imagesI fratelli Mdivani erano giunti in America negli anni Venti armati solo di sguardi magnetici, fascino e titoli falsi. Il padre nobile da essi vantato era probabilmente l’unica persona a ereditare un titolo dai suoi figli. ‘Prince’ David fu intrigato da Mae  e la sposò nel 1925 – gli altri due fratelli, Serge e Alexis, a loro volta riuscirono a intrappolare Pola Negri e l’ereditiera Barbara Hutton. Il principe di Mae diventò il suo manager, provocando l’inizio della sua fine. Mdivani esigeva il controllo delle finanze della moglie e la convinse a revocare il contratto con la MGM per lavorare in modo indipendente. Lei lo assecondò prontamente, facendosi un nemico feroce di Louis B Mayer, che notoriamente esercitava un grande potere a Tinseltown in quel momento. Il risultato, inevitabile, fu  lo spietato boicottaggio di lui: a Mae non vennero più proposti ruoli nei film in produzione. Non solo: le ire di Mayer, il boss dello studio, si protrassero nel tempo. Quando lei – pentita – volle ritornare sui suoi passi, si rifiutò di aver ancora a che fare con lei. L’ostilità di Mayer nei suoi confronti si manifestò anche nell’inserirla in una lista nera che la vedeva rifiutata da tutti gli studi di Hollywood.

A dispetto di questo, le sue ricchezze erano ancora intatte: il principe e la principessa Mdivani, che intanto avevano avuto un figlio che chiamarono Corano (ci si chiede quali altri nomi avessero scartato prima) vivevano nella  loro faraonica tenuta di Playa Del Rey, a Malibu.  Come molti altri, non avevano affatto previsto il crollo di Wall Street. Dal 1931 Mae tentò di essere scritturata di nuovo in un film – film sonori, ora – ma cinque anni erano un periodo abbastanza lungo da averne offuscato, nell’immaginario collettivo, la notorietà. Quando lei appare sullo schermo, in Bachelor Apartmentlooking, pochi apprezzarono il suo ritorno.

Nel 1933, ormai rovinata, fu costretta a vendere la tenuta e a pagare i costi del divorzio da Mdivani. Una donna senza denaro era inutile per un opportunista del genere: poteva anche essere un principe fasullo, ma era tutt’altro che stupido. Mae dichiarò fallimento nel 1934, perdendo persino la custodia del figlio. Nel 1936 fu arrestata per vagabondaggio a New York, allorché la polizia la trovò a dormire su una panchina di Central Park. Mdvani, oltre a sperperare il patrimonio accumulato da lei e a distruggerne la carriera, aveva ridotto Mae all’indigenza. Non che la miseria potesse anche semplicemente scalfire la sua eterna capacità di tenersi a galla. Un’autostima e un’arroganza mai venute meno l’avevano abituata a crogiolarsi nella  proclamazione di  se stessa. Una volta che sei una stella, resti una stella per sempre, disse, e senza dubbio si impose di esserlo fino al termine dei suoi tristi giorni.

imgresAlcuni amici fedeli cercarono di aiutarla, e Mae si trasferì a Los Angeles per ricominciare a lavorare e guadagnare qualcosa. Al Diamond Horseshoe, locale di Billy Rose specializzato in spettacoli vintage, ballava la sua Vedova allegra  mostrandosi con un paio di conchiglie decorate di piume e strass sui seni, e poco altro, sfruttando l’onda della nostalgia che permeava una certa fascia di pubblico. Mae non rinunciò mai a presentarsi con un trucco pesante e una nudità che mal si adattavano alla sua figura troppo matura. Per un breve periodo, Murray tenne una rubrica settimanale per un giornale della catena Hearst ma, incapace di riciclarsi come attrice in teatro o alla radio, dato che le sue doti recitative erano scarse, sprofondò in una dimensione di fantasia dove lei continuava a essere bella, giovane e fascinosa. Nel 1964 venne trovata a vagare per le vie di St. Louis, mentre lei era convinta di essere a New York, senza un soldo e in stato confusionale. L’Esercito della Salvezza le pagò un albergo da 13 dollari e 20 e un biglietto di ritorno in California.

Sei mesi più tardi, vittima di un ictus, venne ricoverata alla Motion Picture House a Woodland Hills, una casa di riposo per artisti e professionisti del cinema. Diva oltremodo affermata, come altri nomi celebri di Hollywood, Mae  faceva parte del Motion Picture Relief Fund, che poi avrebbe preso il nome di MotionPicture&Television Fund, associazione benefica nata nel 1921 allo scopo di garantire assistenza e cure a coloro che avevano lavorato nell’industria cinematografica, e che non avevano più risorse proprie, perciò  ricevette assistenza per le condizioni disagiate in cui versava. Trascorse gli ultimi anni ancora tutta ingioiellata, benché sfoggiasse bigiotteria, anziché i monili d’oro e di diamanti dei suoi giorni di gloria. Ordinava a chi le stava intorno di “far posto alla principessa Mdivani!” smarrita in un sogno a occhi aperti dove la sua stella splendeva ancora accecante.

Morì nel 1965 lasciando solo un baule pieno zeppo di ricordi. Aveva detto una volta a un giornalista che lei e i suoi pionieristici compagni del cinema muto erano simili a lucciole: “Ci sembrava di essere sospesi senza sforzo nell’aria, ma in realtà le nostre ali battevano molto, molto veloci.”

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Mae Murray e David Mdivani

Purtroppo questo tardivo lampo di saggezza arrivò quando ormai Mae non  poteva più trarne il dovuto insegnamento.

Jane Ardmore pubblicò su di lei The Self-Enchanted, una biografia autorizzata che, erroneamente, venne ritenuta scritta da Mae stessa.

Murray è sepolta  al Valhalla Memorial Park Cemetery, North Hollywood, in California.

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