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Maddalena Cafaro ha letto Laura Rocca

Titolo: Il mondo che non vedi (La cronistoria degli elementi vol.1)
Autrice: Laura Rocca
Editore: selfpublishing
Prezzo ebook: 0,99
Pagine: 640

http://www.amazon.it/mondo-vedi-Cronistorie-degli-Elementi-ebook/dp/B010GSPC58/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1453476606&sr=8-1&keywords=Il+mondo+che+non+vedi

Trama: Celine, diciottenne timida e schiva, dopo la morte dei genitori adottivi accetta l’ospitalità del suo migliore amico Matteo e diventa la sua ragazza, ma il destino ha in serbo altro per lei…
Nonostante il carattere mite si sente sempre rifiutata e il suo malessere raggiunge l’apice a causa di un ingiusto licenziamento. La rabbia scatenata dall’ennesimo sopruso risveglia in lei strane sensazioni: per sfuggire alla confusione cittadina si rifugia nella sua vecchia casa e lì la tristezza l’assale. Il meraviglioso giardino dei suoi ricordi è ormai arido. Piangendo poggia la mano sulla terra spoglia causando qualcosa di inimmaginabile: un’energia sconosciuta fuoriesce dal suo corpo e tutto riprende vita lasciandola incredula e spaventata. In poche ore la sua esistenza sarà stravolta e il suo cammino s’incrocerà con quello di Aidan, colui che la introdurrà nel mondo dei Custodi degli Elementi.
Molte domande esigeranno risposte, tante saranno le prove da affrontare poiché la strada da percorrere è lunga e tortuosa. Che cosa sceglierà di fare? Accetterà un destino imposto o sceglierà l’amore? Prediligerà se stessa o si sacrificherà per il bene di tutti?
Un romanzo che è soprattutto un viaggio all’insegna della crescita individuale: da Venezia alle Highlands Scozzesi, Celine attraverserà un universo non percepibile dai comuni mortali e dovrà imparare a contare solo sulle proprie forze mettendosi in gioco totalmente.
“Il mondo che non vedi” ha aperto le sue porte e nulla potrà più essere come prima.

Attenzione: la recensione contiene SPOILER!

Cosa ne penso:

Sono molto in difficoltà nello scrivere questa recensione. Sono un’accanita divoratrice di libri fantasy e di tutto il sottogenere nato in questi ultimi decenni, e mi rendo conto che trovare idee nuove è sempre più difficile, anche perchè spesso si sceglie di percorrere strade già ampiamente battute, piuttosto che sperimentare il nuovo.

La storia, ambientata a Venezia, ci parla di Celine, orfana dei genitori naturali e in seguito anche di quelli adottivi, che viene accolta in casa del suo unico amico e in seguito fidanzato Matteo. Celine è una ragazza introversa che non si sente a suo agio con le altre persone. Sarà per i suoi sogni, sarà per il suo aspetto, ma si sente una nota stonata all’interno di un’ouverture. Scoprirà in seguito di essere una custode della terra e con Aidan cercherà di fare chiarezza sul mistero che è la sua vita, catapultata suo malgrado in una guerra millenaria tra i custodi degli elementi e i seguaci di Fas.

L’idea è stata sviluppata, a mio avviso, in modo approssimativo. La lettura è rallentata dagli innumerevoli refusi, dalla punteggiatura buttata un po’ a caso, dall’uso esagerato di avverbi e aggettivi possessivi. Alcuni passaggi vengono ripetuti in più occasioni per rimarcare concetti già espressi.

Lo sviluppo del personaggio di Celine è l’unico accurato; quello del coprotagonista Aidan, la cui storia dovrebbe essere alla base della sua vocazione come laoch, presenta delle smagliature non indifferenti. I comprimari sono pallide controfigure che restano a fare da tappezzeria della storia senza mai risaltare a dovere. Anche la figura di Matteo è ambigua, non per via del suo ruolo, chiaro fin dal primo incontro tra Aidan e Celine, bensì per le sue reazioni che non sortiscono alcun effetto su Celine.

Spoiler! Quando la madre di Matteo viene trovata morta, nel parlare a Celine Matteo non mostra il minimo dolore e questo suo atteggiamento non suscita nella protagonista nemmeno un dubbio. Egli passa dal cercare di rabbonirla alla rabbia, ma non palesa mai un momento di dispiacere. Tutto in lui non ci convince, eppure nessuno -nemmeno i guerrieri laoch, abituati alla diffidenza nei confronti degli umani- si pone una domanda: perché Matteo si comporta così?

In sintesi: la scrittura è acerba, l’ambientazione che darebbe a tutta la storia un fascino particolare viene a malapena accennata, tant’è vero che per chi non abbia mai visitato Venezia non è facile immaginarla con gli occhi dell’autrice. Di contro, abbiamo pagine e pagine in cui si descrivono minuziosamente abiti e portate consumate duranti i pasti. I sentimenti  potrebbero essere trasmessi attraverso le azioni dei personaggi, invece è il narratore che ci fa partecipe di tutto ciò che essi provano. Indisponente anche l’alternanza di punti di vista.

Voto: due stelline.

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