Pensieri sparsi

Linnea Nilsson: provocazione n° 1

Il problema è che i Signori dell’Editoria non sanno innovare. Ci sarebbero tante cose che potrebbero fare invece di continuare a lamentarsi che la gente non legge.
Ci sono idee che sarebbero alla loro portata, che potrebbero addirittura salvare l’Amazzonia e loro che fanno? Niente! Se ne stanno tutto il giorno a grattarsi la pancia e a scartare i libri di persone piene di talento.
Un esempio: una immagine vale più di mille parole!!!
L’avranno sentito il detto, eppure non fanno nulla. Prendiamo il genere erotico per esempio: uno scrittore/scrittrice fa la fame a scrivere l’erotico, mentre un sito come youporn fa i milioni. Una immagine vale più di mille parole!
Basterebbe rimuovere mille parole alla volta dai libri e sostituirle con immagini e il gioco sarebbe fatto. Un racconto medio, anziché 300 pagine, verrebbe stampato in una quarantina di pagine, meno se si usano le immagini piccole e se ne mettono più per pagina.
Un mattone come Guerra e Pace? Cento pagine. L’Ulisse di Joyce? Settanta pagine.
Salveremmo il pianeta e tutta la foresta amazzonica, ma dico è poi così difficile?

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Gli Amici del Mag

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

1 Commento

  1. Babette Brown
    11 giugno 2015 at 10:34 — Rispondi

    Cara Linnea,
    il tuo post messo nel Gruppo ieri sera mi è piaciuto così tanto che l’ho voluto piazzare nel blog, con un titolo che -conoscendoti un pochino- ti farà sorridere.
    La nostra vita si sta tramutando in una serie di “pillole”: veloci, piccole, saporite quel tanto che basta. Vanno giù che è una bellezza. Cosa resta? Poco, molto poco.

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