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L’Inedito di De André

Gli autori di “L’Inedito di De André” ci parlano del loro romanzo.

Quasi tutti i nostri libri nascono da un viaggio. Le idee sbucano fuori per caso, quando meno te lo aspetti, come la classica lampadina dei fumetti. L’unica differenza è che ha un aspetto molto più grezzo, da plasmare. Da lì comincia il bello, insomma, da lì comincia la storia. Ebbene, i bambini dormivano, e il Trentino si avvicinava curva dopo curva. Usciti a Mezzolombardo, la radio suonava De André. “Via del campo”, per la precisione. Sì, quella meravigliosa canzone che finisce con una massima che pare perfetta: Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior. “Beh, non è esattamente così”, rompe il silenzio di quell’istante perfetto Valeria. “Come?” le rispondo io. Lei mi spiega, dall’alto della sua saccenza universitaria, e io dietro il volante inizio a rimuginare. Il resto, è un lungo percorso da folli menti umane, con un obiettivo ben preciso: sviscerare, smontare, indagare il De André-pensiero allo scopo di trovare l’incompiuto, il rivisto, l’errore. Sembrava un lavoro semplice. Si è rivelato complicatissimo. Ma ne è venuto fuori, crediamo, un divertente gioco a enigmi per appassionati e non. Un noir nel quale il sangue si mischia alle note malinconiche di Faber. Uno che dentro il letame dell’errore, fondamento stesso dell’umanità, ci ha cresciuto un intero mito.

Negli anni ’90 un gruppo di universitari occupa i locali dello storico luogo di ritrovo dei cantautori della scuola genovese. Mossi dalla passione per Fabrizio De André, quelli del “clan” del Roby Bar riescono anche a incontrarlo, in una sera che nessuno di loro avrebbe mai dimenticato. Come nessuno avrebbe potuto immaginare che vent’anni più tardi, quel passato sarebbe tornato a farsi presente nelle loro vite, travolte da un folle e pericoloso gioco a enigmi mirante a distruggere brano dopo brano l’apparente perfezione del Vangelo secondo Faber. In palio, in una sfida che metterà l’uno contro l’altro gli ex universitari, non c’è solo il passato. C’è l’Inedito, un brano che De André scrisse e incise esclusivamente per i ragazzi del gruppo. Nel frattempo, dopo che varie vicissitudini hanno trasformato la sua casa in un asilo per anime sfrattate, Elia Marcenaro avverte la prepotente necessità di una settimana di ferie. Ma staccare non gli è facile. Perché in questa storia di musica e sangue, l’architetto del gioco ha previsto un ruolo anche per lui, per l’amico Cavour e per l’ex collaboratrice Beatrice Palazzesi, sospesa dalla Polizia per ordine dello stesso commissario.

Titolo: L’Inedito di De André.
Autori: D. Grillo & V. Valentini.
Genere: Noir.
Editore: Fratelli Frilli Editori.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 11,90 (copertina rigida).

Daniele Grillo nasce a Genova il 7 gennaio 1979. Laureato in Giornalismo, editoria e comunicazione multimediale, dal 2006 ha la fortuna di raccontare la sua città sulle pagine de “Il Secolo XIX”. ([email protected]).
Valeria Valentini nasce a Genova il 10 giugno 1978. Una laurea in Chimica, lavora all’Asl come mico- loga e ispettore di Igiene ([email protected]).

Il loro romanzo d’esordio, L’isola delle chiatte (II ed.), è uscito per Fratelli Frilli Editori nel 2012. La seconda indagine del commissario Marcenaro, Il dolore del fango (2014), ha meritato il Marchio Microeditoria di Qualità 2015 all’omonima rassegna di Chiari.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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