Pensieri sparsi

Lidia Calvano e le mele annurche

ARGOMENTO DEL MERCOLEDÌ:
PERCHÉ DOVREMMO LEGGERE UN VOSTRO ROMANZO?
CERCATE DI CONVINCERCI CON ARGOMENTI VALIDI.

Perché dovreste leggermi?
Perché io, come molti altri autori, scrivo diverso. Se mi leggete, se mi acquistate, me come anche loro, alimentate la biodiversità di un mercato che sta tendendo sempre più all’omologazione e all’appiattimento dei generi. Se non ci leggete, se non ci comprate, se non ci date un segno qualsiasi di gradimento o di incoraggiamento, in breve tempo non scriveremo più. E voi sul banco del super vi troverete sempre i soliti quattro tipi di mela, invece delle decine e centinaia che esistono, perché i primi sono premiati dai clienti, gli altri no, neppure nell’ambito di una piccola nicchia che ne renda sostenibile la produzione.

51hLho4w83LHo le balle piene di persone che si lamentano che le storie stanno diventando tutte uguali, le strategie di marketing tutte identiche, le classifiche dominate sempre dagli stessi stereotipi.
Poi, quando esce qualcuno che fa scelte coraggiose, tipo un vampiro cattivo davvero, un distopico umoristico, uno steampunk noir, uno storico senza storia d’amore, un rosa col titolo funereo (quest’ultimo riferimento è del tutto casuale), lo compriamo, forse? Lo incoraggiamo? Gli diamo una chance? Ben poco, vedo in giro. Idem per i modelli alternativi di scrittore. Ci lamentiamo che vende chi fa più casino, chi mobilita il fan club, chi si nasconde con uno pseudonimo improbabile per dare scandalo senza macchiarsi la fedina penale.

E allora, come premiamo chi lavora in modo diverso? Pensiamoci. Pensateci. E se no, mangiamoci le golden le melinda le fuji, tutte uguali e lucide, e dimentichiamoci le annurche e le renette. Si estingueranno, ma non diamo la colpa all’ortolano.

I libri di Lidia Calvano NON li trovate dall’ortolano, bensì su Amazon.

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Gli Amici del Mag

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

1 Commento

  1. Lidia Calvano
    5 marzo 2017 at 8:42 — Rispondi

    Grazie mille, Babette, per aver riportato questa mie parole sul tuo blog. È un discorso che vale per tante altre cose, dal cinema ai programmi televisivi, alla musica. Solo pochi talenti pregiati riescono a conciliare originalità e appetibilità per il pubblico. L’originalità in sè, purtroppo, non è un incentivo ad accostarsi, anzi, più spesso un deterrente. Occorre fare i conti con questa nostra tendenza umana ad essere conservatori più che sperimentatori.

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