Recensioni

“Libertà condizionata”, di BA Tortuga

Il padre disse una preghiera e poi mangiarono cibo buono, familiare, che saziava. Sage stava per spezzarsi proprio nel mezzo, come un piatto per torte lasciato cadere.
Si alzò non appena finito di cenare, rifiutando l’offerta di restare per guardare il telegiornale della sera. La sua anima era fragile e non pensava di poter sopportare la vista della madre che lavorava all’uncinetto e del padre che si appisolava mentre guardava una serie di programmi senza senso.

Titolo: Libertà condizionata (Terms Of Release).
Autore: BA Tortuga.
Traduzione: Emanuela Graziani.
Genere: Romance M/M.
Editore: Dreamspinner Press.
Prezzo: euro 6,36 (e-book).

La mia valutazione: cinque stelline * * * * *

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Si dice che un uomo può sempre tornare a casa. Sage Redding, dopo essere stato in prigione, torna al ranch di famiglia nel nordest del Texas per aiutare il padre malato con i cavalli.
Adam (Win) Winchester è un agente di contea e il cugino di uno degli uomini rimasti uccisi nell’incidente che ha spedito Sage in prigione per quasi dieci anni. I suoi zii Jim e Teddy sono determinati a farla pagare a Sage e a tutta la famiglia Redding per il loro lutto, ma Win pensa che Sage abbia onorato i suoi debiti e che abbia bisogno di un amico. Forse più che un amico. Anzi, Win ci conta.
Nessuno nega che Sage sia un ex detenuto andato in prigione per omicidio colposo. A dispetto dell’amore per il padre, Sage è tornato sapendo che le cose sarebbero probabilmente andate male per lui. Forse un uomo può sempre tornare a casa, ma non è detto che riesca a restarci.

La sinossi mi aveva già dato un consiglio: prepara i fazzoletti sul bracciolo del divano, perché piangerai. E sì, ho tirato su col naso e ho anche smoccolato, perché sono un tantino orsa e la commozione mi fa vergognare. Però c’erano solo Bonnie e i gatti a guardarmi e a offrire consolazione, quindi il mio amor proprio è stato appena scalfito.

Il primo romanzo di BA Tortuga su cui metto le mani (e la Dea benedica Dreamspinner Press che me lo ha spedito), ma non l’ultimo. Perché ho intenzione di dare la caccia a tutto quello che questa signora ha scritto, a costo di mettermi a studiare l’anglo-americano, invece di bofonchiarlo soltanto.

La storia è pulita, lineare: Sage si è fatto otto anni abbondanti di galera. Per essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato e per essere l’unico sopravvissuto a un incendio. Immaginate un ragazzino che finisce in galera ed è costretto a fare qualsiasi cosa per arrivare al giorno del rilascio. Un’anima spezzata, come le ginocchia su cui si sono accaniti i “vecchi” del carcere. Sage vorrebbe andarsene lontano, per dimenticare ed essere dimenticato; eppure torna a casa, ad aiutare i genitori anziani che hanno bisogno di lui. Sa che i parenti dell’amico ucciso nell’incendio da cui lui è scampato gli renderanno la vita impossibile, visto che lui è finito in galera con l’accusa di omicidio colposo, ma non si sottrae a quello che considera un dovere da compiere. Ad ogni costo.

Adam Winchester rappresenta quella legge spietata che ha spedito Sage in una prigione di massima sicurezza insieme alla feccia dei carcerati. Potrebbe spezzarlo con una mano e invece ne diviene amico e protettore. A dispetto dei parenti che vorrebbero distruggere il piccolo cowboy e mettere le mani sulla proprietà di famiglia.

Fra Sage e Adam nasce una storia d’amore, tenera, fragile, che si consuma con la complicità affettuosa di alcuni e l’odio viscerale di altri. Il lieto fine arriva quando siamo stremati da pagine e pagine di dolore, tristezza, crudeltà. Eppure, non sono riuscita a staccarmi da quel libro, a dispetto del groppo allo stomaco che mi prendeva e non mi lasciava quasi mai.

Ba Tortuga disegna un mondo rurale in cui l’amore per gli animali si sposa alla spietatezza del clima; in cui alcuni uomini cercano di vivere in pace ed altri di sopraffare chi non può difendersi. Ottimi i personaggi che circondano Sage e Adam: la famiglia del primo, la madre del secondo, gli zii crudeli, il gruppo dei motociclisti. Amici e nemici, tutti con il cuore spezzato, tutti in cerca di qualcosa di migliore. Alcuni sconfitti, altri vincitori. Nessuno ci lascia indifferenti.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

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