Pensieri sparsi

Lezioni in pillole: dall’idea al progetto

Valentina G. Bazzani ci propone la seconda “lezione in pillole”: dall’idea al progetto, passando per la trama.

Cosa rende un’idea, un romanzo? Come procedere una volta individuato l’oggetto del nostro racconto?

Oggi parliamo della seconda tappa del percorso verso la realizzazione del nostro progetto letterario: la stesura. Ma come si passa dall’idea al foglio di carta (elettronico)? Ci sono dei passaggi preliminari che ci possono aiutare a riordinare le idee e affrontare questa fase in modo più sereno e metodico?

Ne parliamo con Diego Romeo, autore noto e molto apprezzato del panorama fantasy contemporaneo e che ultimamente si sta affacciando nella stesura di romanzi storici e storie vere.

41s-+kkF4kL._SX351_BO1,204,203,200_Bentrovato Diego, grazie per essere qui con noi. Come avrai capito oggi parliamo in un argomento spinoso: il metodo. Come affronti questa fase cruciale per ogni autore?

Prima di tutto ti volevo ringraziare per questa bellissima opportunità che secondo me è molto importante, perché per me la scrittura è prima di tutto condivisione.

La domanda che mi hai fatto è tutt’altro che banale.

Io penso che la scrittura sia un atto molto personale e proprio per questo penso che ognuno debba trovare il proprio metodo. Per fare questo il primo passo da fare è sicuramente studiare e leggere molto i grandi maestri della letteratura, per capire il loro stile e i loro modi di scrivere. A quel punto si potrà elaborare un proprio metodo.

Io personalmente vado a fasi:

La prima è un’idea, spesso astratta, che butto su un foglio per non farla passare, quest’idea poi rimane nella mia testolina e turbina fino a diventare qualche cosa di più concreto.

La seconda fase consiste nell’elaborare su carta questa idea, dandole una forma ben definita e magari anche un nome.

La terza fase è la stesura su word. Questa è la fase di transizione, anche perché il più delle volte è qui che l’idea primitiva cambia forma.

La quarta fase è la rilettura e la sistemazione del testo in fase più o meno definitiva.

La quinta fase è l’editing, fatto da una terza persona professionista.

La sesta fase consiste nel rivedere il testo editato ed eventualmente rimodificarlo (questa fase di editing può essere fatta anche più di una volta).

La settima e ultima fase consiste nell’affidare il tuo elaborato corretto a un agente letterario per farlo pubblicare.

Affronti ogni storia allo stesso modo?

Decisamente no. Ogni storia è diversa e nasce da diversi fattori, molti dei quali sicuramente emotivi. Ma anche da una diversa maturità come persona e come scrittore. Per questo ti posso dire che per me i modi di approcciarsi sono diversi.

Parlaci del percorso che ti ha portato a scrivere la raccolta di Racconti “Nostri Fratelli”.

Sono contento che mi abbia fatto questa domanda, perché rappresenta plasticamente quello che ti dicevo nella domanda precedente. Io sono nato come scrittore Fantasy e quindi come autore di un genere prettamente di svago. Ma in questi anni sono venuto a contatto con tante storie drammatiche che mi hanno segnato e in un certo senso crescere. Da qui ho sentito il bisogno di raccontare tante storie di persone povere e di problemi che attanagliano la società moderna. Per questo piano piano, in vari anni e momenti particolari della mia vita, ho scritto dei brevi racconti che parlano di questo. Poveri, condannati a morte e migranti. Ma anche anziani e disabili. Insomma ho sentito l’esigenza di mettere al servizio dei senza voce la mia voce, per dare a loro l’opportunità di farsi sentire. Ci tengo a dire che nove delle dieci storie raccontante nella raccolta “Nostri Fratelli” sono ispirate a fatti veri e personaggi realmente esistiti, solo l’ultima storia è frutto di fantasia e narra, in maniera ironica, un ipotetico futuro prossimo senza gli stranieri.

Una domanda che faccio a tutti gli autori. Hai un’abitudine particolare, un gesto scaramantico che precede o ti accompagna nella scrittura?

Pur essendo io partenopeo e quindi scaramantico per definizione, ti debbo confessare che non ho nessun rito particolare che precede o accompagna i miei gesti. Forse perché avendo due bambini piccoli il tempo per scrivere è così poco e mal distribuito durante il giorno che non posso perdere neanche un momento libero in qualche cosa che non sia la scrittura.

Tre consigli “in pillole” a tutti gli autori/autrici esordienti.

1)    Leggere tantissimo;

2)    Essere umili;

3)    Farsi fare editing da professionisti.

Grazie Diego per essere stato con noi.

Grazie a te Valentina e a presto.

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Valentina G. Bazzani

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