RubricheTaffetà, darling

Le mie condoglianze, di Dulce Maria Cardoso

Titolo: Le mie condoglianze.
Autore: Dulce Maria Cardoso.
Traduzione: Daniele Petruccioli.
Editore: Voland.
Pagine: 320.
Prezzo: euro 11,90 (copertina flessibile).
Una donna obesa, venditrice di cerette
con l’aria da “prostituta di bassa lega”, è appesa a testa in giù
alla cintura di sicurezza della sua auto uscita di strada, e ripensa alla
propria vita: il padre stravagante collezionista di passerotti che ogni tanto
strangola affettuosamente, la madre gelida che non si capacita di aver messo al
mondo una figlia tanto brutta, gli incontri di sesso spiccio con i camionisti
nelle aree di sosta degli autogrill, un fratellastro attore fallito
ossessionato dall’ordine e da smanie di vendetta. Il tutto in una Lisbona sospesa
tra la Rivoluzione dei Garofani e i centri commerciali di oggi, i tristi
ristoranti indiani e le caffetterie sporche, dove passato e futuro si fanno la
guerra e il presente non è che un brutto sogno.

Vittoria
Corella
ha scelto questo libro per voi. 
Ecco la sua recensione.
Inaspettatamente
Dulce Maria
Cardoso allunga una mano, te la infila nel petto, prende il cuore e stringe,
stringe, stringe sempre più forte. Poi apre il pugno, ed ecco che il cuore va
via, nel posto in cui hai nascosto alcuni ricordi, di quelli che ti fanno male
o ti imbarazzano o ti risvegliano un senso di colpa bastardo che devi metterti
lì e scacciarlo via, dirti è finita, è finita, non si ripeterà.
“Le mie
condoglianze” ha una protagonista, Violeta, che è LA PERDENTE. LA SBAGLIATA.
L’ERRORE. Violeta non va bene, non va bene per sua madre Celeste che è tanto
tanto tantissimissimo chic, non va bene per sua figlia Dora, che è “la parte
migliore di lei”. Non va bene per molta, moltissima gente, forse anche per te,
che magari rideresti per il suo gusto kitsch da battona, la sua obesità tra il
primo e il secondo grado, la sua vita di rappresentante di cerette a domicilio
che combatte indefessa contro i 5 milioni di peli che abbiamo sul nostro corpo
e negli autogrill si concede ai camionisti pur di sentirsi desiderata da
qualcuno.
Eppure
inaspettatamente
Violeta è
gigantesca, non nel corpo, ma nell’anima, nel coraggio, nell’umanità, è il suo
quel pugno che ti stringe il cuore e la sua miseria è tua, e la sua forza è la
tua.
O almeno lo
vorresti tanto.
E poi,
inaspettatamente
ti accorgi
che per tutto il libro (o buona parte) sei stata nel posto più spaventoso che
un giorno anche tu visiterai. Forse. Chissà. Se sarai fortunata.
Non c’è un
solo punto in tutto il romanzo, solo virgole, virgole, virgole e ancora virgole
tanto che dici a Violeta, basta, non parlarmi più. Appoggi il libro, aspetti.
Fai altro. Poi lo devi riprendere. Non puoi abbandonare Violeta. Sarà lei ad
abbandonare te.
Un libro
davvero bello.
Biografia dell’autrice
Dulce Maria
Cardoso è nata in Portogallo nel 1964, ma ha trascorso parte della sua infanzia
in Angola. Tornata in Portogallo, si è stabilita a Lisbona e ha iniziato a
scrivere soggetti cinematografici e racconti. Il suo primo romanzo, “Campo di
sangue” (Voland, 2007), ha ricevuto il prestigioso Grande Prémio Acontece de
Romance. Nel 2009, le è stato assegnato il Premio Letterario dell’Unione
Europea per il romanzo “Le mie condoglianze”.

Post precedente

Rebirth, di Pantaleoni & Rigante

Post successivo

Wild and homeless books in viaggio

Gli Amici del Mag

Gli Amici del Mag

Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
E Babette, fregandosi le mani, incamera e pubblica.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *