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Le interviste di Amneris Di Cesare: Marie Sexton

Marie Sexton (che scrive anche sotto lo pseudonimo di A.M. Sexton) vive in Colorado. È fan di tutto ciò che ha a che fare con giovani uomini muscolosi che si ammucchiano uno sull’altro e in particolare ama i Denver Broncos. Infatti adora andare alle loro partite insieme al marito. I suoi amici immaginari spesso la seguono. Marie ha una figlia, due gatti e un cane e tutti insieme sembrano ben intenzionati a distruggere ciò che resta della sua sanità mentale. Ma lei li ama in ogni caso.
Il suo primo romanzo è stato Promises (Promesse) pubblicato nel gennaio del 2010. Ha pubblicato circa una trentina di romanzi da allora.
Ha ricevuto diversi Premi Arcobaleno ed è tradotta in molti Paesi del mondo.

•    Strawberries for Dessert, 2010, 2nd Place Best Contemporary Gay Romance, 3rd Place, Best Character Development
•    Blind Space, 2012 1st Place Best Gay Sci-Fi/Fantasy, Honorable Mention Best Gay Novel
•    Song of Oestend) 2011 1st Place Best Gay Fantasy, 1st Place Best Character Development, Honorable Mention Best Gay Novel
•    Second Hand, Runner-Up 2012
•    Family Man, Finalist
•    Never a Hero, Honorable Mention 2013

2012 Award of Excellence from CRW for Contemporary Romance (Between Sinners and Saints).
Finalist for 2012 CRW Award of Excellence for Best Sci-Fi/Fantasy (Song of Oestend).
The Romance Reviews Best Book of 2012 in GLBT – Romantic Science Fiction/Futuristic (Blind Space).

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Per la versione in inglese, andate a visitare il Blog di Amneris Di Cesare “Sono solo scarabocchi”: https://amnerisdicesare.wordpress.com/2015/12/03/marie-sextons-interview-for-babette-brown-it-english-version/

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Prima domanda di rito: perché scrivere? Come nasce questa necessità e quando?
Sono sempre stata una lettrice avida, ma mi sono imbattuta nel Romance M/M in un periodo tra il 2007 e il 2008. Poi, nel Dicembre 2008 ho lasciato il lavoro per fare la mamma a tempo pieno. Qualche mese più tardi mi sono svegliata con un’idea in testa. Non avevo mai davvero scritto nulla prima (tranne i saggi all’università e i memo e le newsletter al lavoro), ma mi son data l’opportunità di iniziare a scrivere. L’idea si è poi realizzata in quello che oggi è Promesse. Il primo editore a cui l’ho inviato me lo rifiutò (un disguido fortunato, col senno di poi), ma per buona sorte al secondo invio la Dreamspinner Press decise di dargli una chance e da allora non ho mai più smesso di scrivere.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone?
Scrivo sul mio portatile. Uso Scrivener, che è comodo perché scrivo tutto in maniera disordinata. Spesso inizio dal centro della storia e procedo in entrambe le direzioni da quel punto in avanti.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi?
Durante la settimana, mia figlia va a scuola e mio marito va al lavoro e io ho tutta la casa per me. Questo è il miglior momento per me per scrivere, quando tutto è silenzioso e nessuno lotta per ottenere la mia attenzione (tranne il cane, quello sì).

Che cosa significa per te scrivere?
In realtà non saprei dire. Storie diverse hanno motivazioni differenti. Qualche volta è solo puro divertimento, qualche volta sento di dover dimostrare qualcosa, e  altre, invece,  è semplicemente il giocare con una nuova idea.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto?
Beh, dipende da quanto tempo è passato da quando lo ho scritto.  LOL. Della maggior parte delle storie che ho scritto in genere mi piace solo più o meno il primo quarto. Scrivo gli ultimi tre quarti del libro pensando che è tutta robaccia. Poi, a un certo punto della revisione (prima di inviare tutto all’editore), decido che in fondo mi piace di nuovo. Non appena ricevo la bozza definitiva, decido (di nuovo) che è tutto porcheria. Poi smetto di preoccuparmene perché a quel punto non può più esser cambiato.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati?
Ci sono stati periodi in cui mi sedevo e rileggevo i miei romanzi più vecchi, per una ragione o per un’altra. Mi sorprende sempre di scoprire che non li detesto e ci sono alcune scene che mi fanno pensare: “Caspita, questa non era per niente male!”. Amo soprattutto la serie di Oestend (e spero che presto sia tradotta in italiano, prima che passi troppo tempo). Per quello che riguarda le traduzioni, ovviamente non posso leggerle ma è davvero entusiasmante vedere i miei libri tradotti e sentire le opinioni dei lettori da tutto il mondo. Penso comunque di aver sentito ultimamente più messaggi da parte degli italiani che dagli americani stessi. E’ molto divertente.

Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri?
In ogni libro c’è almeno un piccolo pezzetto di me, ma la grandezza di questo pezzettino varia da libro a libro. Family Man credo sia probabilmente la storia più autobiografica che io abbia mai scritto. La maggior parte di ciò che Trey affronta con sua madre deriva proprio dalla mia vita. Ma nessun altro tra i libri che ho scritto si avvicina al mio vissuto personale quanto questo. In genere parto da una piccola cosa. Come in Dalla A alla Z, la scuola di karate e gli studenti che vomitano nel negozio di videonoleggio di Zach, sono riferimenti basati su un vero dojo e su alcune seminari a cui ho assistito durante il periodo universitario. La storia che Cole racconta a Jared in Fear, Hope and Bread Pudding sull’anziano che raccoglie noccioline con la nipotina a Lucca è qualcosa a cui ho assistito personalmente durante un mio viaggio in Italia qualche anno fa. Perciò, generalmente si tratta di piccoli pezzi autobiografici come questi.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa?
Beh, ci provo. Generalmente, se la mia famiglia è a scuola o al lavoro, io sono operativa. Quando loro sono a casa mi prendo una pausa.

Come trovi il tempo per scrivere?
Ho molto tempo, visto che non ho altro lavoro. Il trucco sta nel fissarmi degli obiettivi e mantenerli scrivendo piuttosto che guardare la TV tutto il giorno.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista”, oppure usi una metodica schematizzata come suggeriscono varie scuole di scrittura creativa?
Un po’ di tutte e due le cose. Generalmente ho le idee chiare sull’inizio e sulla fine e qualcosina anche nel mezzo, ma non sono molto brava a pianificare e progettare un romanzo dall’inizio alla fine.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione?
Cerco di scrivere tutti i giorni ma mi tengo libera durante i week-end.

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno?
Leggo per lo più mistery, thriller e horror. Mi piacciono in particolar modo tutte le ambientazioni storiche. Amo le serie di Timothy Wilde di Lyndsay Faye, e sto attualmente affrontando la prima produzione di Tom Piccirilli. Leggo inoltre un po’ di libri per ragazzi e fiction Young Adult per via di mia figlia.

Hai mai frequentato corsi di scrittura creativa?
Ho seguito corsi di scrittura creativa al liceo e all’università  ma non facevano parte delle materie primarie del mio corso di studio. Mi sono laureata in Storia dell’Arte con una specializzazione minore in Letteratura.

Domanda da Valentina Sunshine Campi, partecipante del gruppo facebook Babette Brown Legge per voi:
“Ciao Marie, ormai ci sono parecchi tuoi libri tradotti in italiano con Triskell, Amarganta e Dreamspinner. Credo che tu e Andrew Grey siate quelli con il maggior numero di libri tradotti. Cosa ne pensi del mercato italiano? E dei lettori? Personalmente ho riscontrato che sei molto amata qui da noi dai lettori m/m. Un abbraccio Valentina”
Ma grazie infinite! E’ stato davvero eccitante vedere i miei libri tradotti. Adesso ho libri tradotti in parecchie lingue ma assolutamente credo che gli italiani siano i più entusiasti riguardo il genere e il mio lavoro. E’ davvero meraviglioso. Una cosa però voglio dire: ho così tanti lettori italiani che mi mandano messaggi adorabili, e tutti, sempre, finiscono per scusarsi del loro inglese imperfetto (sebbene non sia imperfetto affatto). Credetemi, se riuscite a scrivermi un messaggio, non avete alcun motivo di scusarvi per la vostra grammatica. Vi posso garantire che il vostro inglese è di gran lunga migliore del mio italiano! LOL

Domanda da Laura Bacci (membro del gruppo FB di Babette):
“Ciao Marie, troverai forse la mia sarebbe una domanda probabilmente banale: amo molto la serie Coda, continuerai a scrivere storie su questi meravigliosi ragazzi?”
A questo punto direi di non avere altre storie su Coda in programma ma devo ammettere di aver detto questa cosa almeno tre volte in passato e per poi finire per tornare indietro sui miei passi. Per cui mai dire mai.

Domanda da Babette Brown:
Come spieghi il fatto che la maggior parte degli autori di MM romance siano donne? E perché secondo te ci sono così tanti lettori donna per questo genere?
C’è molta speculazione su questo e probabilmente una dozzina di risposte diverse. Da una parte penso che il romance in generale sia sempre stato scritto e letto quasi esclusivamente da donne e la maggior parte di loro (sia lettori che scrittori) si stia dirigendo verso il genere M/M. Penso che molti di noi trovino liberatorio scrivere M/M. E’ qualcosa di molto piacevole il riuscire a scrivere di amore senza preoccuparsi delle regole e del politicamente corretto in campo sessuale nelle relazioni eterosessuali. E’ inoltre sorprendente quanto spesso mi accada di partecipare ai vari Pride con i miei libri e incontrare gay che mi dicono “Non immaginavo nemmeno lontanamente che libri del genere esistessero!” Ma si sta spandendo la voce. Credo che a breve vedremo raggiungere un certo equilibrio a riguardo rispetto al passato.
Babette Brown: Che cosa pensano i gay (uomini) delle autrici e delle storie che loro scrivono?
Le reazioni sono un po’ discordanti e disparate. La maggior parte delle persone accetta molto volentieri. Alcuni invece ne sono piacevolmente sorpresi. Ma c’è una piccola minoranza di persone gay che disapprova la presenza di donne che scrivono di uomini gay. Qualcuno di loro, ogni sei-otto mesi lancia una provocazione a riguardo, affermando che tutte le donne che si occupano di questo genere dovrebbero smetterla e andarsene a casa ma non credo che ciò avverrà in un prossimo futuro.
Babette Brown: Sono diversi stile e contenuti fra un autore e un’autrice di romance M/M?
Ho sentito così tante persone dire, in passato, che possono affermare con certezza il sesso di uno scrittore basandosi solo sulla sua scrittura ma credo che il genere abbia molto poco a che fare con ciò che la gente ama pensare. Per tutte quelle persone che dicono “Tutti gli scrittori maschi usano troppo il sesso” c’è sempre quello scrittore uomo che non lo fa. Per tutti coloro che dicono “Tutte le autrici donna descrivono i loro personaggi maschili in maniera troppo femminile” ci sarà sempre una scrittrice che non lo descriverà così. E’ facile fare vaste e radicali generalizzazioni ma ci sarà sempre qualcuno che dimostrerà quanto queste siano sbagliate.

Progetti per il futuro?
La mia prossima uscita (almeno in inglese) è Winter Oranges, che uscirà il 30 Novembre per la Riptide. E’ davvero una dolce storia di Natale. Sono molto entusiasta di questa storia. E per le uscite in Italia, non sono sicura. Non sono sicura di ciò che seguirà poi. Probabilmente qualcosa sempre a riguardo dell’Universo Coda.
Per quello che riguarda ciò a cui sto lavorando ora: sto attualmente finendo una storia chiamata Trailer Trash. L’ho iniziata anni fa e poi lasciata in sospeso ma sapevo che prima o poi l’avrei finita. Parla di due liceali all’ultimo anno – uno appartenente alla buona borghesia della città e l’altro che invece vive dalla parte sbagliata della carreggiata. E’ ambientata in una piccola cittadina dello Wyoming negli anni ’80. Spero di farla uscire in Marzo 2016. Ultimamente ho inoltre firmato un contratto con la Samhain per una storia intitolata Damned if you do. E’ la storia comica, divertente di un diavolo che cerca di conquistare l’anima di un giovane devoto predicatore itinerante. Dovrebbe uscire a Giugno 2016.

C’è una domanda a cui avresti volute rispondere e che nessuno ti ha mai chiesto?
Non riesco a pensare a niente! Grazie moltissimo per avermi accolta nel vostro blog oggi!

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