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Le interviste di Amneris Di Cesare: Ledra Ledra, scrittrice

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come  è nata questa “necessità” e quando? Non ho ricordi di quando è iniziato il mio amore per la scrittura. So che da quando ero piccolissima amavo le storie e appena sono riuscita a leggere sono diventata “librivora” e ho desiderato, anche, creare avventure mie.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Prediligo il computer per una forma massima di pigrizia perché non mi piace ricopiare cose già scritte. Però in caso di necessità o per fermare un’idea scrivo su ogni superficie libera, anche sulla carta igienica se è l’unica carta disponibile!

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? No perché, non avendo tempo, scrivo in ogni momento che posso rubare alla vita vera fatta di corse, corse e corse. Dico sempre che dovrei essere una sogliola da quanto corro invece…

Che cosa significa per te scrivere? Entrare e vivere più vite e tutte diverse da quella mia reale. Per me è talmente reale diventare amica dei miei personaggi che mi sembra di vederli in carne e ossa davanti a me.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto? Alcune volte sì alcune volte no. Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Ad esempio avevo scritto un giallo che tutto era tranne un giallo. Dopo che un famoso giallista mi ha detto di cestinarlo (e a ragione) ho capito che non volevo distruggerlo ma solo trasformarlo ed è diventato un romance molto surreale e particolare pubblicato  da Alcheringa edizioni con il titolo “Foulard e… vecchi merletti”. Insomma, io non butto via mai nulla, come il maiale utilizzo e trasformo ogni storia non riuscita in una che i lettori desiderino leggere.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati? Sì e mi chiedo sempre se quel libro l’ho scritto io. Spesso mi sono dimenticata i passaggi o dell’esistenza di una frase e quindi tutto torna nuovo e me lo gusto con piacere.

Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? Direi nulla ma in realtà ogni libro è figlio mio quindi qualcosa sicuramente ci sarà. Io non so giudicare, ciò spetta a chi mi conosce.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri? Prima di cominciare trovo tutte le scuse per non farlo perché so che mi costa fatica e io tendo a scansare la fatica. Poi, quando mi siedo, diventa un’onda che mi prende per mano e mi conduce dove vuole e io sono ben felice di dove mi porterà.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? Sì, piano piano, applicandomi, ho studiato la tecnica e ora faccio errori meno orrori di un tempo anche se il punto di vista rimane la mia bestia nera.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa? Volendolo intensamente. Amo profondamente un proverbio africano che dice “Se una cosa non la vuoi una scusa la trovi, se una cosa la vuoi una strada la trovi”.

Ti crea problemi nella vita quotidiana? Ogni tanto sì soprattutto per strada dove la mia testa fra le nuvole mi ha portato a non vedere una buca, a pestare numerosi escrementi e una volta, perfino, a sbattere contro un bidone dell’immondizia… per fortuna ero a piedi!

Come trovi il tempo per scrivere? Rinunciando ad altre cose, anche se in realtà non è un sacrificio perché alla fine è scrivere quello che mi interessa fare.

Perché uno pseudonimo? Segretezza completa oppure si sa, in giro, chi sei in realtà? Non è un segreto. Ho voluto tenere separate le due identità solo per rispetto per il pubblico così quando chi mi compra con il mio nome vero sa che prende libri per bambini e ragazzi, mentre come Ledra sa che scrivo libri per adulti.

Gli amici ti sostengono oppure ti guardano come se fossi un’aliena? Direi che stanno a metà. Non credo che a loro importi molto che scrivo ma non per questo non sono miei amici. Magari io faccio lo stesso con le loro passioni di cui in realtà non mi importa granché tipo pallone, pesca o shopping.

Cartaceo o digitale? Potendo scegliere, entrambi. Non potendo scegliere qualsiasi formato va bene pur di divulgare le mie storie e donare qualche ora di sorriso ai miei lettori.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola? Mi faccio una scaletta abbastanza stretta. Quando inizio una storia ho chiaro tutto il libro.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione? Se dovessi badare a tutto quello che ho da fare nel corso di una giornata non scriverei mai pertanto quando inizio un libro mi obbligo a scrivere almeno 2000 battute ogni giorno tranne la domenica che dedico alla mia famiglia.

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Io leggo tutti i giorni, sempre, senza averne mai la nausea, magari al semaforo ma leggo. Amo tutti i generi tranne l’horror perché mi fa paura.

Quale è il genere letterario che prediligi? E’ lo stesso genere che scrivi o è differente? E se sì, perché? Amo il romance, adoro leggerlo e adoro scriverlo anche se, in realtà, spesso leggo altro per staccare e ossigenarmi il cervello. Mi piacciono molto la saggistica e i romanzi storici.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri. Io leggo molti italiani e italiane quindi farei un torto a qualcuno se ne ricordassi solo due. Invece per le straniere adoro nel genere romance Lisa Kleypas e Jiulie Garwood, qualsiasi cosa loro scrivano io l’acquisto fosse anche la lista della spesa perché sarebbe scritta con stile diverso.

Di gran voga alla fine degli anni ’90, più recentemente messe al bando da molte polemiche in rete e non solo; cosa puoi dire a favore dell’insegnamento della scrittura e ai corsi che proliferano un po’ ovunque e cosa contro? Ben venga tutto ciò che può insegnare la tecnica a uno scrittore. Poi sarà lui a fare la differenza e a non essere un clone del maestro.

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è, vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato a scriverlo? A dir la verità li amo tutti allo stesso modo anche se amo molto di più il libro che verrà. Una volta scritti non mi appartengono più, sono liberi di andare nel mondo e diventare del lettore. Io li metto al mondo e poi appartengono a lui.

Hai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quali?  Li trovi utili a chi vuole emergere e farsi valere? Sì e ne ho anche vinti. Però con il tempo mi sono accorta che sono alcuni sono quelli importanti che danno visibilità, gli altri servono solo per l’ego dello scrittore e per rimpolpare le casse dell’ennesima associazione che li organizza.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene? Sono in un periodo di dolce far nulla nell’ambito della scrittura. Sto aspettando che una nuova storia bussi ed entri in me. Questa attesa di solito è produttiva perché quattro o cinque idee vengono e solo una vince sulle altre.

Un consiglio a un aspirante scrittore? Non mollare mai nonostante le lacrime, le delusioni e i rifiuti. Si chiama resilienza e può portare a buoni risultati.

E  ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione? Non credo di essere in grado di rispondere a questa domanda perché la ricerca di un editore dopo ogni pubblicazione è difficile come vincere una caccia al tesoro. Non è scontato che dopo una pubblicazione ti prendano quella successiva. Si tratta di un mondo difficile e ostico ed è qui che entra in campo il famoso “Volli, sempre volli, fortissimamente volli”.

Grazie per averci concesso questa intervista. Grazie a voi, è stato un piacere poter farmi conoscere meglio.

OoO

Ledra vive e lavora in Veneto.

Con Delos Digital ha pubblicato il racconto Il Ladro per la collana Senza Sfumature, l’antologia I colori dell’eros nella collana Odissea Digital e L’abete perfetto e Il bigamo per la collana Passioni romantiche.
Con lo pseudonimo Ledra Loi ha scritto Il cielo è sempre più rosa collana Youfeel Rizzoli e La disciplina del cuore Triskell edizioni. Alcuni suoi racconti sono comparsi in riviste e antologie.

OoO

Amneris Di Cesare la trovate qui: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Amneris+Di+Cesare

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2 Commenti

  1. Lidia Calvano
    2 novembre 2015 at 7:17 — Rispondi

    Brava Ledra! Mai mollare!

  2. Ale Maio
    2 novembre 2015 at 13:41 — Rispondi

    Ledra mi e’ sempre stata simpatica!

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