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Le interviste di Amneris Di Cesare: Keihra C. Palevi

Keihra Palevi (pseudonimo ricavato da un mix di nomi e cognomi di famiglia), Venezia, pubblicazioni passate sotto altro nome quindi non pervenute, contratto e pubblicazioni con due Editori in passato, ora indie e basta.
Ultime pubblicazioni: La Rosa dei Venti ebook solo su Amazon, self published.

OoO

23787445Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Sembrerà banale, ma scrivo da sempre, perché mi piace e se non lo faccio sto male, mi sento nervosa.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? La maggior parte a video, ma giro sempre con penna e quadernone e posso scrivere ovunque; sul mio comodino c’è un notes, su cui appunto le idee volanti. Uso anche un registratore con cui seguivo le lezioni.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Dipende, ci sono periodi notturni e altri in cui “mi spalmo” su tutta la giornata.

Che cosa significa per te scrivere? Liberazione e condivisione.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto?  Appena scritto sì, molto, poi ho il periodo di rigetto, non mi sopporto. Infine dopo mesi, mi leggo e mi pare di leggere un altro e mi piace, anche se trovo un sacco di difetti.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati? A distanza di tempo, anche perché li rivedo centinaia di volte in itinere così alla fine mi viene la nausea.

Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? Moltissimo. Ovviamente medio, ma non riuscirei mai a scrivere sentimenti o situazioni che non ho vissuto.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri? Soffro quando vorrei scrivere, ma non posso perché sono impegnata a vivere. Soffro da quando mi sono imposta costanza perché non sopporto le regole. Per il resto se sto scrivendo una pagina triste soffro, se è leggera mi diverto e così via.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? Sì, certo.51PkqA7ra1L Come può migliorare un cuoco, ad esempio. Non si resta mai gli stessi. Spero in modo positivo, correggendo certe tendenze, ascoltando le critiche di chi mi legge e mi scrive in privato, ma la strada è ancora lunga.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa?  Non c’è nulla da conciliare, scorrono parallele, s’intrecciano.

Scrivere ti crea problemi nella vita quotidiana? Assolutamente no, ma tra svago e/o momenti d’intimità (chiamiamoli così) e scrittura prediligo i primi.

Come trovi il tempo per scrivere? Se una cosa ti piace, se fa parte della tua vita, il problema non si pone. Anche per questo mi sono convertita al self in toto: niente scadenze, tanto per dirne una.

Gli amici ti sostengono oppure ti guardano come se fossi un’aliena? Faccio una professione particolare per cui devo tutelarmi, in un certo senso. Sul lavoro lo sanno solo tre persone, se m’impigrisco mi danno una mossa. Fuori non vado a sbandierare nulla, mi leggono in tre, ora sono rimasti due, anche loro m’incoraggiano e sono i miei beta.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola? Parto con l’architettura, poi i personaggi mi costringono a navigare a vista, li assecondo, ma ho sempre ben in mente il progetto.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione? Da un po’ di tempo, come dicevo prima, sono diventata disciplinata, scrivo tutti i giorni, ma se non posso per qualche impegno, non casca il mondo. Poi c’è da dire che quando sono in gestazione, lo sono sempre, col pensiero, anche se non  materialmente.

51zoM4BaF2LTutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei una lettrice assidua? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Non sono certa di questo assioma, anche se non si può prescindere dal fatto che un minimo bisogna aver letto; è dalla lettura, credo, che nasce la voglia di scrivere. Sono stata una divoratrice dei classici, ho letto moltissimo, poi ho avuto un periodo di stanca. Con l’avvento del digitale ho ripreso a leggere a pieno ritmo. Penso di essere sulla cinquantina in un anno.

Quale è il genere letterario che prediligi? È lo stesso genere che scrivi o è differente? E se sì, perché? Biografie di personaggi storici (Antico Egitto, Roma, Grecia, dinastie reali), biografie di personaggi contemporanei (Roberto Baggio, Ayrton Senna, Mick Jagger), filosofie orientali, saggi che trattano il Cristo storico, molto altro tranne i Fantasy, ci ho provato, ma non li capisco. Sono generi differenti, con qualche eccezione, perché ho altre curiosità e attualmente, ho il terrore di assorbire certi linguaggi di moda. Troverai autori che ti dicono che non è così, invece è così, forse non se ne accorgono. E io non voglio diventare una fotocopia.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri. Italiani: Fallaci e Verga (li rileggo più volte). Stranieri: Follet ed Extebarria. Concedetemi una menzione per tre semi-self che trovo unici: Lady P, Mirya, Cristiana Pivari. Non a caso bazzicano poco nei top.

Di gran voga alla fine degli anni ’90, più recentemente messe al bando da molte polemiche in rete e non solo; cosa puoi dire a favore dell’insegnamento della scrittura e ai corsi che proliferano un po’ ovunque e cosa contro? Ho sempre sostenuto che scrittori si nasce, scrittori bravi si diventa anche scegliendo dei buoni corsi di scrittura creativa; ci sono ottimi manuali on-line (penso a quelli della Delos), ma prima di questo consiglierei un buon ripasso della grammatica italiana.

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è, vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato a scriverlo? Probabilmente il prossimo, ma anche “La Rosa dei Venti” mi ha portato a riflettere su molti temi, uno tra tutti l’arroganza del potere.

Hai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quali?  Li trovi utili a chi vuole emergere e farsi valere? Tanto tempo fa, l’ho fatto per un anno intero un giorno sì e uno no, non ho avuto neanche una menzione. Non saprei valutare la loro utilità, forse dipende dal concorso.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene?24428010 Mamma mia! È una storia lunga. Mentre scrivevo “La Rosa”, facevo delle ricerche anche per una sola riga, quindi è stato un lavoro “pesante”. Parallelamente, per distrarmi, ho iniziato una storia leggera, di quelle classiche “Principe Azzurro-Cenerentola”. Mi ero fissata sul trovare un profumo particolare che caratterizzasse il personaggio maschile, ma che avesse un significato ampio. Una mia carissima amica ha saccheggiato le profumerie di mezza regione, alla fine ho scelto Creed, non solo perché caratteristico, ma anche per il significato. “To creed” è qualcosa di più in alto di “to believe”, è un credere molto solenne, mistico. La trama poi si è delineata nella mia testa, ma è un po’ difficile da rendere, ci provo. Nicole fa la segretaria in un’agenzia di escort, viene ingaggiata per un incarico. E qui si potrebbe pensare alla solita storia. Andando oltre i primi capitoli, si legge che l’incarico è di altro genere e la ragazza non è adatta. Qui devo sorvolare, altrimenti addio sorpresa. Casualmente Nicole è adatta per i fini di Lukas Keeney, trentatreenne italo-americano. Nel prosieguo ci sarà una storia d’amore, intrecciata a loschi affari di case farmaceutiche di cui è stata vittima la madre di lei. La storia è narrata attraverso i due POV, non alternati. Vi s’intreccia la vicenda della madre di lei, parecchio triste, in cui entra a sua insaputa anche il protagonista maschile, ex-cardiochirurgo. Lukas e Nicole si innamorano, tutto avviene secondo la teoria del colpo di fulmine, in cui credo fermamente per esperienza. Il colpo di fulmine altro non è che un’alchimia immediata che ha una base scientifica. Non credo agli innamoramenti graduali. Ok, andiamo avanti. I due superano la differenza d’età, il ceto, i diversi caratteri, solare quello di lei, un po’ più lunare quello di lui. Poi arriva un ostacolo, anzi L’Ostacolo, talmente grande che è davvero difficile pensare di superarlo. Nicole lo terrà per sé, ma lascerà Lukas. Necessariamente il libro ha una sua lunghezza per via delle vicende complesse. Una duologia che uscirà a distanza ravvicinata, credo con due mesi d’intervallo. Anche perché volendo fare il cartaceo, ne uscirebbe un costo mostruoso, pure se rinunciassi ai diritti. Creed è dedicato ad Angela, l’ amica di cui parlavo. Se n’è andata da pochi mesi, mi manca moltissimo e, a questo punto, devo dare il meglio di me, così lassù potrà sorridere e raccontare in giro che è stata lei a portarmi la boccetta di Creed… Il primo spero di farlo uscire entro un mese, scelgo sempre date significative per me, questa è l’anniversario del mio colpo di fulmine.

Un consiglio a un aspirante scrittore? Con l’avvento del digitale, molti si sono autoproclamati scrittori, si legge in giro roba davvero scadente o trame molto post-sfumature. Ammesso che uno abbia davvero talento, e qui la cosa si fa difficile perché magari uno è convinto o vien convinto di averlo: prima di tutto ricordarsi che la grammatica italiana non è un optional, quindi riprenderla in mano, studiarsi un buon manuale di scrittura, farsi “giudicare” da persone non compiacenti, scrivere ciò che si conosce, evitare di imitare le autrici straniere. Questi sono suggerimenti che si possono tranquillamente non seguire se l’unico scopo è quello di vendere; in questo periodo l’editoria si è evoluta (involuta?), e l’editore “cartaceo” medio pesca negli indie, in base alla posizione in classifica, alle recensioni e al seguito di fan. Non sempre è buona narrativa. Tutto il resto è buon marketing. Preciso che, a scanso di equivoci, ho scritto per anni per una grossa CE (avevo mandato un pezzo, una volta, e mi contattarono dopo una settimana). Era il periodo in cui l’aspirante scrittore inseguiva l’editore. Ora non più. Ad ogni modo non tornerò indietro, pur avendo ricevuto una buona proposta per “La Rosa dei Venti”.

E  ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione? Sono fuori dal mondo dell’editoria tradizionale da molto. Per quanto riguarda il self, non credo di essere la più indicata a dare suggerimenti. Per me è importante non snaturarsi, far tesoro dei consigli e rinnovarsi, pur rimanendo fedeli al proprio brand.

Grazie per averci concesso questa intervista. Grazie mille a voi per l’attenzione e perdonate la mia logorrea, ecco questo è un mio difetto. Forse.

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Amneris Di Cesare, è scrittrice e blogger. http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=amneris+di+cesare&rh=i%3Aaps%2Ck%3Aamneris+di+cesare

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4 Commenti

  1. Lidia Calvano
    26 novembre 2015 at 7:23 — Rispondi

    Bella intervista, mi ha fatto piacere conoscere di più Keihra, che frequento e leggo sui social; interessante il suo approccio alla scrittura e il suo punto di vista sul self. Buona giornata!

  2. Macrina
    26 novembre 2015 at 7:36 — Rispondi

    Bella intervista, come al solito. Concordo sulla cassetta degli attrezzi. Senza non si può proprio fare. Buona giornata anche da me.

  3. Cristiana Pivari
    27 novembre 2015 at 11:43 — Rispondi

    Grazie per la menzione e complimenti per l’intervista 😉

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