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Le interviste di Amneris Di Cesare: Chiara Valentina Segré, scrittrice per bambini e ragazzi

Autrice di libri e albi illustrati per bambini e ragazzi, ecco Chiara Valentina Segrè. Un lavoro a tempo pieno faticoso e che la obbliga a spostarsi frequentemente. E una passione per la scrittura.

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando?

Perché mi piace, mi riempie di soddisfazione e di gioia, creare mondi e metterli su carta affinché qualcun altro possa emozionarsi e trarne magari ispirazione per la propria vita. Scrivo da quando avevo otto anni, ma è solo durante gli anni dell’università che ho iniziato a pensare di poter davvero diventare una scrittrice.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone?

Ultimamente ho preso l’abitudine di fare tutto a video, sul computer, anche la fase di progettazione e gli schemi dei personaggi. Però mi capita speso di avere delle idee quando non ho sottomano la tastiera, e in quel caso prendo nota su un foglio, o sul cellulare… dove capita, basta fare in fretta per non lasciarsi sfuggire l’idea.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi?

Diciamo che lavorando a tempo pieno, ed essendo spesso via per trasferte, non ho molta scelta: scrivo la sera dopo cena. Per me non è il massimo, io sono più produttiva la mattina (non sono mai riuscita a studiare dopo le sei di sera nemmeno al liceo) ma bisogna fare di necessità virtù.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto?

Devo dire che fino ad ora sì, sono sempre stata soddisfatta di tutto ciò che ho scritto e pubblicato. Credo che dipenda anche dal fatto che sono abbastanza lenta nella mia produzione, in media esce solo un mio libro all’anno, quindi ho tanto tempo per rivedere i miei testi, e limarli fino all’inverosimile. Anche se, ovviamente, la perfezione è impossibile da raggiungere.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati?

Sì, sono di fatto obbligata a farlo: scrivendo per bambini e ragazzi, mi capita spesso di fare letture animate dei miei libri. Ma devo dire che è una delle parti del “lavoro” di scrittrice che preferisco.

Quanto c’è di autobiografico nei tuoi libri?

Moltissimo, direi praticamente tutto. Non tanto per gli episodi in sé, quanto per le emozioni e i personaggi che racconto. Tutto ciò che scrivo prende spunto da un fatto vero, da qualcosa che ho vissuto o che mi hanno raccontato, o di cui ho letto o studiato. Poi c’è la fase creativa, di rielaborazione. Penso che l’opera di ogni scrittore sia sempre un po’ autobiografica, in questo senso.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri?

In generale mi diverto un sacco. Nel mio romanzo “Una spiga per Kahlim” mi sono fatta tantissime risate insieme ai miei personaggi, e nella finzione letteraria, mi sono anche presa piccole rivincite che avrei voluto poter avere nella mia vita vera. In altri libri, ad esempio gli albi “Gedeone” e “Oscar il gatto custode”, dove tratto temi complessi e delicati come la morte e il ricordo, il sentimento preponderante è stato la commozione.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo?

Non credo sia cambiata tanto nello stile, ma sicuramente è maturata la mia capacità di gestire la trama e la narrazione.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa?

Eh…. Domanda di riserva? Scherzo! Ci vuole una grandissima organizzazione e forza di volontà. Sono fortuna ad avere un compagno molto comprensivo, che non si arrabbia quando mi “isolo” serate intere a scrivere.

Come trovi il tempo per scrivere?  

Anche questa è una gran bella domanda che si collega a quella precedente. Organizzandosi si riuscirebbe a trovare il tempo di fare (quasi) tutto… il mio vero problema è la mancanza di costanza… diciamo che se non ho scadenze impellenti, tendo a cedere spesso alla pigrizia e preferisco rilassarmi con un libro che rimettermi al pc. A mia parziale discolpa possono dire che dopo 10 ore di computer al lavoro non sempre ho la forza di rimettermi a scrivere.

Gli amici ti sostengono oppure ti guardano come se fossi un’aliena?

Per fortuna gli amici e la mia famiglia mi sostengono e mi incoraggiano. Anzi, ogni volta che esce un mio nuovo libro mi fanno i complimenti, ed è molto importante per me.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola?

Premetto che fino ad ora ho scritto solo un romanzo (“Una spiga per Kahlim”, Paoline edizioni, per ragazzi dai 9 ai 13 anni), gli altri sono albi illustrati. Per il romanzo, ho prima scritto la sinossi dettagliata, e poi ho pianificato i contenuti di ogni capitolo: è stato utilissimo poi in fase di stesura per non perdere l’obiettivo. Onestamente, non credo che riuscirei a scrivere un romanzo senza avere prima una “mappa” per tenere la rotta.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione?

Io sono molto incostante, e ho bisogno di scadenze per dare il meglio di me. Lavoro meglio sotto pressione. Solo in quel caso, quando ho una scadenza da rispettare, riesco a essere abbastanza regolare.

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno?

Sì, sono convinta che un buon scrittore sia prima di tutto un ottimo lettore. Negli ultimi anni ho ridotto molto il numero di libro che leggo, per mancanza di tempo. Ne leggo circa uno al mese, e spesso sono saggi a tema scientifico, che è quello di cui mi occupo per lavoro. Ma il tempo per un bel romanzo cerco di ritagliarmelo.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri.

JK Rowling, fonte di ispirazione per chiunque scriva per bambini e ragazzi (ma non solo) Jostein Gaarder, autore de “Il Mondo di Sofia” Silvana de Mari, ispirazione per i grandi fantasy. Stefano Benni, genio assoluto, mago e prestigiatore della parola

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è, vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato a scriverlo?

Non ho un libro preferito; è un po’ come coi figli, si amano tutti allo stesso modo, ognuno è unico nella sua diversità e peculiarità.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene?

Proprio nei prossimi giorni, più precisamente il 23 ottobre, uscirà il mio ultimo libro. Non è un romanzo ma un albo illustrato: “Oscar il gatto custode”, edito da Camelozampa, e illustrato da Paolo Domeniconi. E’ il secondo albo che firmiamo insieme per Camelozampa, dopo “Lola e io” che nel 2015 è stato inserito nella lista internazionale IBBY Outastanding books for children with disabilites. Tornando a Oscar; è un albo molto coraggioso, che tratta un argomento difficile e quasi mai affrontato nei libri per bambini: quello della vita che finisce. E’ basato su una storia vera, quella del gatto Oscar che vive nella casa di riposo Steere House di Providence, negli Stati Uniti e afa compagnia ai pazienti nel momento del trapasso. Ho messo davvero il cuore in questo libro e spero che venga apprezzato dai lettori. Io sono strenuamente convinta che la finzione letteraria sia il migliore modo di metabolizzare emozioni difficili, per essere più forti quando dobbiamo affrontarle nella vita vera.

Un consiglio a un aspirante scrittore?

Scrivere scrivere scrivere, trovare un bravo editor che ti massacri e che ti faccia crescere e non demordere mai davanti agli inevitabili rifiuti.

E ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione?

Scrivere scrivere scrivere, trovare un bravo editor che ti massacri e che ti faccia crescere e non demordere mai davanti agli altri inevitabili rifiuti che arriveranno… Non bisogna mai considerarsi arrivati.

Grazie per averci concesso questa intervista.

Grazie a voi per l’opportunità.

OoO

Pubblicazioni:

Oscar il gatto custode, Camelozampa, 2015, albo illustrato basato su una storia vera.

Potterologia. 10 as-saggi più uno dell’universo di JK Rowling, AA.VV, Camelozampa, 2015, nuova edizione con ampliamento del mio saggio “Il mondo animale in Harry Potter”. http://www.amazon.it/Potterologia-Dieci-as-saggi-delluniverso-Rowling/dp/8890587806/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1444637573&sr=8-1&keywords=Chiara+Valentina+Segr%C3%A9

La grammatica la fa… la differenza, AA.VV., Casa editrice Mammeonline, 2015, antologia di racconti e filastrocche  per parlare di grammatica di genere.

Una spiga per Kahlim, Edizioni Paoline, 2015, romanzo per ragazzi dagli 8 anni.

Ciabattina coccinella al contrario, Astragalo edizioni, 2014, albo illustrato 3-6 anni.

Prossima fermata Italia, AA.VV., Onda edizioni, romanzo scolastico con approfondimenti sulla geografia delle regioni italiane per la scuola secondaria di primo grado.

Chiamarlo amore non si può, AA.VV., Casa editrice Mammeonline, 2013-antologia di racconti per parlare della violenza sulle donne.

Lola e io, Camelozampa, 2012, albo illustrato inserito nella INTERNATIONAL IBBY SELECTION OF OUTSTANDING BOOKS FOR CHILDREN WITH DISABILITIES 2015.

Potterologia: 10 as-saggi dell’universo di JK Rowling, AA.VV., Camelozampa, 2011, antologia di saggi sulla saga di Harry Potter

Gedeone, Il gioco di leggere 2010, albo illustrato dai 4 anni.

Code di Stampa, Edizioni La Gru 2011, antologia di racconti di beneficenza per gli animali.

OoO

Amneris Di Cesare è scrittrice e blogger.

http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=amneris+di+cesare

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