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Le interviste di Amneris Di Cesare: Alessandra Gaggioli, scrittrice e blogger (e tante altre cose…)

Chi è Alessandra Gaggioli ( pseudonimo Federica Gnomo Twins)? Gliel’abbiamo chiedo e lei ha risposto così.

Sono nata a Viterbo, mi sono laureata con lode in Architettura e Restauro a Firenze dove  ho vissuto  per molti anni. Ho avuto varie esperienze di lavoro e di impegno sociale: architetto, direttore d’azienda nel tessile, direttore  di piccola casa editrice per due anni, presidente provinciale Fismo (Federazione Italiana Moda) e tenente di Croce Rossa Italiana. Sono sposata e ho una figlia scrittrice YA, Dorotea De Spirito, sicuramente più brava e famosa di me. Vivo in campagna con mio marito e  due cani, Lilly e Bebolino. Amo leggere da sempre, soprattutto romanzi classici e storici, ma sono attratta anche da autori contemporanei di altre culture e dalle storie con basi di verità o fondate su problematiche sociali,  tanto che io stessa nei miei romanzi parto sempre da fatti che mi colpiscono, anche solo un trafiletto di giornale. In genere scrivo storie d’amore e affronto temi difficili con semplicità e talvolta ironia.  Amo prendermi in giro e cucinare.
Da tre anni sono redattrice della rubrica cucina del magazine on line Lovvy.
Nel mio blog “Gnomosopralerighe” (http://gnomosopralerighe.blogspot.it/) pubblico racconti,ricette, recensioni di libri, impressioni di lettura ed esperienze editoriali. Promuovo scrittori con  interviste  culinarie/letterarie molto seguite.
Tra il 2011 e il 2015 ho pubblicato con lo pseudonimo Federica Gnomo Twins venti racconti su varie antologie di ottime case editrici (Historica, Diamond, Delos Books, Perrone, La mela avvelenata, Butterfly, e tante altre)
I miei romanzi sono sempre arrivati tra i semifinalisti del torneo letterario Io Scrittore di Gems e stanno uscendo con vari editori.
“ Il ragazzo alla pari”, una commedia rosa/ hot, è uscito per Gremese editore, nel maggio 2013,  sotto pseudonimo Federica Gnomo Twins
Nel maggio 2015  con Amarganta ho pubblicato il romanzo rosa/fantascienza  “Darkside” con il mio vero nome Alessandra Gaggioli.
Nel 2016 uscirà un romanzo storico M/M molto passionale e romantico per Triskell Edizioni.

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Ho sempre letto molto e scritto, fin da adolescente. Poesie e raccontini, impressioni. Mio padre aveva un a piccola biblioteca in casa, stazionavo sempre lì. Ero molto brava in Italiano e il mio prof del liceo classico “Buratti” leggeva sempre in classe i miei temi, facendomi arrossire. Sono timida di natura.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Non prendo appunti e mi dispiace perché spesso dimentico belle storie che mi vengono in testa. Scrivo solo al pc. Scrivo molto svelta e la penna non riesce a stare dietro alla mente.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? No, però sono più attiva al mattino presto o dopo le 18.

Che cosa significa per te scrivere? Divagarmi, dimenticare i problemi pratici con cui ho a che fare ogni giorno. Essendo architetto tutti pensano che sia anche idraulico, elettricista, pittore, antennista, muratore, geometra del catasto  e via dicendo… Comunque a forza di vedere e imparare ormai lo sono veramente!

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto? Sempre.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati? Sì, e anche quelli di mia figlia. Mi chiedo: ma l’ho scritti io? Talvolta mi sembra impossibile.

Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? Come per tutti gli autori, credo, c’è l’esperienza di vita, i sentimenti provati, le emozioni, i luoghi.  Il tutto in un collage di invenzione e realtà trasfigurata che rende la storia non autobiografica ma comunque ricca di riferimenti, soprattutto per me che li ho vissuti certi aspetti che descrivo e ricordo come e quando. Il lettore comunque tende sempre a pensare che lo scrittore viva davvero le storie, soprattutto se il romanzo è scritto in prima persona. E cioè come tendo a scrivere io.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri? Mi appassiono, mi sogno i personaggi.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? È migliorata. Il primo romanzo era pieno di avverbi e ripetizioni. Come contenuti sono sempre stata contenta di trattare argomenti scomodi in modo lieve e con linguaggio semplice. Quindi non vorrei cambiare, anche se così facendo piaccio al pubblico e non ai custodi della “Cultura”.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa? Molto male. Al principio mi sono scontrata anche con mia figlia, che non voleva che scrivessi. Poi mio marito, che si sentiva trascurato quando sparivo per ore nello studio. Alla fine però si sono arresi. E con mia figlia si è instaurata una grande complicità nelle “faccende letterarie”. Ci confrontiamo, ci vengono in mente trame, o belle immagini poetiche. Siamo lontane, lei sta a Milano, ma quando torna ci rendiamo conto di quanto ci manchiamo a vicenda.

Ti crea problemi nella vita quotidiana? Ormai non molto. Mi crea più problema qualche editing di altri scrittori alle prime armi. Mi viene da dire come una direttrice Meridiani di Mondadori: ma tutti scrivono?

Come trovi il tempo per scrivere? Tutto si fa, diceva il mio professore di Costruzioni.

Gli amici ti sostengono oppure ti guardano come se fossi un’aliena? Mi sopportano. Alle presentazioni faccio un bel buffet così mangiano, comprano il libro e tornano a casa felici. Poi lo leggono e allora -dadan!- scoprono che riescono a finirlo in due giorni, cosa che non capita spesso con altri autori. Be’ per me questo è un gran complimento!

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola? Di solito scelgo l’argomento e il luogo, parto da un evento che mi colpisce, poi navigo a vista, lascio che i personaggi facciano come vogliono.  Li dirigo come un regista solo per poter affrontare le tematiche che ho in testa, come l’amore con differenza di età notevole, in Il Ragazzo alla pari, o tra fratelli, come in Darkside, o tra uomini in epoche in cui era tabù, il romanzo in uscita per Triskell.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione? Sono la regina dell’incostanza. Mi faccio programmi e inevitabilmente li trasgredisco. Sono un’insofferente di natura alle regole.

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Ho letto e leggo di tutto, soprattutto classici, saggi, biografie, autori contemporanei stranieri di culture asiatiche o sudamericane, e amici.

Quale è il genere letterario che prediligi? È lo stesso genere che scrivi o è differente? E se sì, perché? Faccio prima a dire quello che non leggo, e cioè Horror, fantasy vampiresco e rosa scontato.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri. Non ho un’autrice che mi rappresenti. Non sono una scrittrice di alto livello tanto da essere confrontata. E amo tantissimi scrittori. Ne cito alcuni ma non sono solo loro i miei preferiti. Victor Hugò, Emile Zolà, Jane Austen, Garcìa Marquez, Isabel Allende, Jung Chang, Belinda Starling, Giovanni Verga, Giuseppina Torregrossa, Tiziano Terzani, Carlo Deffenu, e tutti i miei amici scrittori, tra cui immancabile mia figlia Dorotea De Spirito. Insomma non potrei scegliere e inoltre odio le catalogazioni.

Di gran voga alla fine degli anni ’90, più recentemente messe al bando da molte polemiche in rete e non solo; cosa puoi dire a favore dell’insegnamento della scrittura e ai corsi che proliferano un po’ ovunque e cosa contro?  Non ne ho mai seguiti per poter giudicare. Penso siano utili alla grammatica e sintassi, o a capire come è fatto il mondo editoriale, ma se non si ha uno stile personale, ne’ buone idee, non credo che questi corsi possano supplire molto.

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è? Vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato a scriverlo? È quello in uscita e uno nel cassetto. Cosa vuoi che dica? L’arte e l’amore sono le mie due passioni. Sono fuse insieme nel mio prossimo romanzo che uscirà nel 2016. Quello nel cassetto è tenero. Io adoro le storie m/m tenere. Mi batto per far passare messaggi con storie semplici, delle piccole commedie piene di risvolti e riflessioni. Speriamo di avere proposte anche per questo romanzo.

Hai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quali?  Li trovi utili a chi vuole emergere e farsi valere? Ho partecipato a tutte le edizioni di GEMS/ IO SCRITTORE arrivando semifinalista. I romanzi, come ho detto stanno uscendo con altri editori. I concorsi sono utili per darsi delle scadenze e lavorare al testo. Per il resto meglio non aspettarsi niente ed esultare se si arriva in finale, salvo poi brutte sorprese di programmazione delle ce. L’editoria è un mondo in crisi: un mare burrascoso con isole di felicità. Se abbiamo la scialuppa della consapevolezza si può navigare sereni.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene? Ora sto lavorando ad uno storico romantico italiano. Di quello che uscirà ne ho parlato sopra. Non posso dire di più. Non so nemmeno se manterranno il titolo scelto da me…

Un consiglio a un aspirante scrittore? Scrivere, scrivere, scrivere. Intanto  leggere , leggere, leggere. E poi affidarsi a un vero agente. Non essere arroganti e riflettere sulle critiche.

E ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione? Sinceramente non saprei: se il primo va bene, il secondo libro di solito esce con lo stesso editore. Ma se l’editore non è stato onesto, allora penso che lo scrittore l’esperienza se la sia fatta da solo.  Nella scelta di una casa editrice trovo comunque utile ascoltare il parere di altri scrittori e non fissarsi solo sulle big. Spesso le piccole case editrici sono più attente ai loro scrittori, cosa che non capita con le big che tendono a fare grandi numeri con nomi noti o traduzioni dall’estero e a fare le pecore con i vip e i lupi con gli esordienti.

Grazie per averci concesso questa intervista. Grazie a voi.

OoO

Amneris Di Cesare la trovate qui: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Amneris+Di+Cesare

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1 Commento

  1. Macrina
    19 novembre 2015 at 18:02 — Rispondi

    Interessante. Quante cose fanno le donne! Vedo che anche Alessandra ha diversi Io Scrittore dietro le spalle. Manca sempre la zampata finale, è un peccato, anche se non è detto che vincano sempre i migliori. Mi sono ritrovata nella consapevolezza di come cambi la scrittura attraverso gli anni e attraverso l’esperienza. E’ lo stesso anche per me. Grazie per la chiacchierata e in bocca al lupo.

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