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Le interviste di Amneris Di Cesare: Adele Vieri Castellano

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Questo bisogno di mettere sulla carta i miei pensieri risale a tanto tempo fa, non mi ricordo neppure quando. So che ero molto piccola, forse in terza elementare; da allora l’esigenza di scrivere è sempre stata pressante, irrinunciabile. Metti in conto che sono anche un’inguaribile romantica, che adoro la storia antica e la storia in generale. Il risultato è un mix pericoloso.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Portatile, fedelissimo portatile, e varie agendine tascabili, da mettere in borsa, dove annotare le idee, perché quelle sfuggono velocemente e quando arrivano bisogna subito trascriverle sulla carta.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Di solito nel pomeriggio, o la notte.

Che cosa significa per te scrivere? Scrivere è sognare, innanzi tutto. Tutto il resto viene dopo.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto? A volte non lo riconosco neppure ma in genere sì, mi piace perché sono riuscita a mettere sulla carta i miei sogni, i deliri, scorci di storie che prima erano solo nella mia mente e che, da quel momento in poi, saranno anche di altri.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati? No, non mi è mai capitato. Ma forse comincerò.

Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? Quasi nulla, in genere mi identifico nei personaggi maschili, quindi di autobiografico c’è ben poco.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri? Mi diverto o soffro a seconda dei momenti, vivo nel libro, nei miei personaggi e quindi, gioisco o piango con loro.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? Cambiata, evoluta, maturata. Ci mancherebbe fosse diversamente. La scrittura deve sempre essere in evoluzione.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa? Ormai sono rodata: mattina vita privata, pomeriggio e sera quella creativa.

Ti crea problemi nella vita quotidiana? I primi tempi avevo problemi a conciliare tutto, a uscire da una storia e… lavare i piatti. Ma, come in tutte le attività umane, anche a questa si fa l’abitudine.

Come trovi il tempo per scrivere? Lo faccio per mestiere, il tempo lo trovo perché è lavoro.

Gli amici ti sostengono oppure ti guardano come se fossi un’aliena? All’inizio mi hanno guardata come fossi sbarcata da Marte. Ma in positivo. Dopo il fallimento e la chiusura della società per cui lavoravo, ho trovato la mia strada con la scrittura, ho aperto un nuovo capitolo della mia vita in modo assai particolare, realizzando un sogno. Leggono i miei libri e mi dicono: dovevi farlo prima. Ma io sono convinta che c’è un tempo per ogni momento della vita e per me era arrivato quello giusto.

Nello scrivere un romanzo, “navighi a vista” come insegna Roberto Cotroneo, oppure usi la “scrittura architettonica”, metodica consigliata da Davide Bregola? Parto da un’idea, appunto alcune scene essenziali, strutturo la trama, poi scrivo con la più totale libertà. Non è detto che segua lo schema, spesso i miei personaggi prendono il sopravvento e allora, mi tocca seguirli.

Quando scrivi, lo fai con costanza, tutti i giorni, come faceva A. Trollope, oppure ti lasci trascinare dall’incostanza dell’ispirazione? Incostanza, ispirazione, dovere, la data di consegna all’editore… di tutto un po’.

Tutti dicono che per “scrivere” bisogna prima “leggere”: sei un lettore assiduo? Leggi tanto? Quanti libri all’anno? Hanno ragione. La lettura è il mattone su cui si costruisce la scrittura. Più che assidua mi ritengo maniacale. Quanti libri leggo? Non li conto più, sono tanti, tantissimi.

Quale è il genere letterario che prediligi? È lo stesso genere che scrivi o è differente? E se sì, perché? Non ho un genere, amo la lettura, la buona lettura. Tutto ciò che mi affascina o incuriosisce diventa lettura.

Autori/Autrici che ti rappresentano o che ami particolarmente: citane due italiani e due stranieri. Nessun autore mi rappresenta, la scrittura secondo me è una manifestazione troppo intima per trovare un proprio simile. È come svelare una piccola parte della propria anima, quindi è solo mia.  Scrittori italiani che amo? Nessuno mi hai mai colpita al cuore, se però devo citarne qualcuno ne cito tre, il numero perfetto: Camilleri che mi fa ridere e la Comastri Montanari che, con successo e aderenza, scrive di romani. Se cito Dante me la tiro? Lo ammiro, perché era un genio. Gli stranieri?  Colleen McCullough, Noel Barber, Follett.  Mi fermo qui, l’elenco sarebbe troppo lungo.

Di gran voga alla fine degli anni ’90, più recentemente messe al bando da molte polemiche in rete e non solo; cosa puoi dire a favore dell’insegnamento della scrittura e ai corsi che proliferano un po’ ovunque e cosa contro? La polemiche non le considero. La scrittura creativa, una grammatica corretta, l’uso adeguato dei congiuntivi. Sono tutti assi nella manica di uno scrittore. Non si devono fare polemiche sui mezzi che ci permettono di catturare i lettori e fanno sì che la lettura del nostro romanzo diventi piacevole e avvincente. Come un pittore che rinuncia ai pennelli per dipingere. Pro: è un bene, permette di capire la differenza tra scrivere e scrivere bene. Contro: ormai anche il Signor Laqualunque fa corsi di scrittura. Consiglio 1: frequentate solo corsi tenuti da grandi scrittori e professionisti di provata fama. Consiglio 2: in Italia anche fior fior di sceneggiatori e scrittori scrivono da cani, quindi siate vigili.

Dei tuoi romanzi precedenti, ce n’è uno che particolarmente prediligi e senti più tuo? Se sì qual è, vuoi descrivercelo e parlarci delle emozioni che ti ha suscitato a scriverlo? Tutti i miei romanzi mi danno emozioni, quello a me più caro? Roma 40 D.C. Destino D’Amore. Una folgorazione, una possibilità, un sogno che si è avverato. Che pretendo di più da un libro?

Hai partecipato a concorsi letterari? Se sì, quali?  Li trovi utili a chi vuole emergere e farsi valere? Ho partecipato a una fan-fiction indetta da Leggereditore, ho vinto, ho consegnato un manoscritto a Sergio Fanucci (Roma 40 D.C. Destino d’Amore) e quindici giorni dopo mi ha scritto il Direttore Editoriale dicendomi che mi avrebbero pubblicato il libro. Era scritto nel mio Fato. Quindi, se avete un buon manoscritto, scritto bene, non posso che dirvi: partecipate a un concorso, nella vita non si sa mai. L’importante è crederci.

A cosa stai lavorando ultimamente e quando uscirà il tuo nuovo romanzo?  Vuoi parlarcene? Sto scrivendo il quinto libro della serie Roma Caput Mundi, dedicato al personaggio di Massimo Valerio Messalla. Non so quando uscirà, penso a fine 2015 o all’inizio del 2016. Ho già il titolo, Roma 50 D.C. Il Leone di Roma. Tutto il resto è top-segret.

Un consiglio a un aspirante scrittore? Leggere, scrivere, rileggere, riscrivere e non accontentarsi MAI.

E  ne avresti uno anche per chi ha già pubblicato il primo romanzo e deve orientarsi per ottenere una seconda pubblicazione? Non si è mai arrivati, continuate a studiare e imparare, siete solo all’inizio e non scoraggiatevi, più si scrive, più ci si sente inadeguati al confronto con i lettori. Tranquilli, è normale, succederà ogni volta che pubblicherete un nuovo libro.

Grazie per averci concesso questa intervista. Grazie a voi per le domande e per il tempo che mi avete dedicato.

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Adele Vieri Castellano ha pubblicato per Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. – Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C. – Cuore nemico (2012) e Roma 39 d.C. – Marco Quinto Rufo (2013). I tre volumi compongono la serie Roma Caput Mundi.

Sempre per Leggereditore, ha pubblicato anche Il gioco dell’inganno (2013) e Il Canto del Deserto (2015).

Per la casa editrice femminile e digitale EmmaBooks ha pubblicato due raccolte di racconti con più autori Gli Uomini preferiscono le Befane (2013) e Voci a Matera (2014). La versione cartacea di Implacabile è uscita con CreateSpace Independent Publishing Platform (2015).

La legge del Lupo e altre Storie è una raccolta di racconti storici/contemporanei pubblicata con Amazon KDP (2015).

Nel giugno 2015 è uscito il quarto libro della serie RCM, Roma 46 D.C. Vendetta in self-publishing in e-book sulle principali piattaforme web e in cartaceo con CreateSpace Independent Publishing Platform, (luglio 2015). Oltre alla scrittura, si occupa di editing editoriale come Writer’s Coach.

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Amneris Di Cesare la trovate qui: http://www.amazon.it/s/ref=nb_sb_noss_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&url=search-alias%3Daps&field-keywords=Amneris+Di+Cesare

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1 Commento

  1. Babette Brown
    19 ottobre 2015 at 10:20 — Rispondi

    Abbiamo problemi con i commenti. Posto io quello di Adele Vieri Castellano: “Grazie per avermi tartassata, Amneris e grazie per lo spazio che mi hai dedicato, Babette. La vostra attenzione a noi autrici italiane è sempre un prezioso aiuto, così come le vostre letture ci danno la carica per continuare in questo difficile mondo dell’editoria. Grazie di cuore e continuate così!”

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