RubricheTaffetà, darling

Le Baccanti di Euripide, Almeida Theatre, London

Vittoria Corella è volata a Londra per noi. Ecco la sua recensione dello spettacolo-cult del 2015.

Bakkhai (Le Baccanti) di Euripide
Presso: Almeida Theatre, London
Il 25/07/2015
Nuova Versione di Anne Carson
Regia di James Macdonald

Personaggi e interpreti:
Dioniso, Tiresia, messaggero: Ben Whishaw
Penteo, Agave: Bertie Carvel
Cadmo, messaggero: Kevin Harvey
Coro/Baccanti:  Amiera Darwish, Aruhan Galieva, Eugenia Georgieva, Kaisa Hammarlund, Helen Hobson, Hazel Holder, Melanie La barrie, Elinor Lawless, Catherine May, Belinda Sykes

« Anche se non lo vuole, questa città imparerà a conoscere i riti segreti di Bacco » (vv. 39-40)

ESTASI & TERRORE: LE BACCANTI

“Sono venuto qui per eccitarti, Tebe. Stai sicura che lo farò”. È il dio-rockstar a parlare, Dioniso, signore dell’ebbrezza, dell’estasi e dell’esaltazione. Entra in scena ambiguo, sexy. Ha capelli lunghissimi da donna, la barba non rasata. T-shirt bianca e jeans aderenti, sottile e sensuale come un giovanissimo Mick Jagger, Dioniso viene lì vicino, ti guarda negli occhi – c’è una scintilla maliziosa e perversa – si accarezza il fianco e ti chiede “Eccomi. Allora, come ti sembro?”

Eccolo, il figlio mai nato di Zeus, raccolto da suo padre in mezzo alle ceneri di sua madre Semele ancora solo un feto e fatto crescere dal Padre degli Dei all’interno della sua coscia, cucito dentro con del filo d’oro.

Dioniso/Ben Whishaw ha compreso la sua condizione ancora prima di nascere: Hera lo voleva morto insieme alla madre, ma Dioniso è sopravvissuto e ora o sei con lui o sei CONTRO di lui. Non essergli mai contro, perché Dioniso è un dio-bambino (paragonato all’età degli agli altri dei è poco più che un infante capriccioso), è un dio-rockstar. Prende quello che vuole, quando e come vuole.

Dioniso viene a bordo palco e ti racconta chi è, come è nato “due volte” e come a Tebe suo cugino Penteo, il re, neghi la sua natura divina: “Quale dio, signori miei? Mia zia Semele era una poco di buono, si è fatta sedurre dal primo bellimbusto ed ecco qui il ragazzino, nessun Dio l’ha sedotta e messa incinta. Dioniso è un falso dio, un millantatore, un esaltato messia che anima un culto perverso”.

Cosa dicevamo del fatto di non mettersi mai contro Dioniso? Forse Penteo era distratto, non ha sentito.

Dioniso, estasi e orrore, infinita vitalità e selvaggia distruzione, Daimon, la tua è la dualità di uomo/dio, vita/morte, maschile/femminile, serenità/pericolo. Ma il problema non è questo: sei un dio-bambino capriccioso e immaturo e come tutti i bambini, puoi essere molto crudele se non ottieni il tuo giocattolo.

Penteo proibisce i culti dionisiaci, le celebrazioni orgiastiche, che sono l’alimento principe del Dio-Rockstar. Gli nega l’amore della folla estatica, lo affama di gloria. Penteo è Bertie Carvel in tre pezzi blu-executive e una pennellata d’oro sulla fronte ad attestare la sua regalità. Bertie Carvel/Penteo è l’ordine di Tebe. È la legge. È un prestante businessman della City di Londra dipinto d’oro che ha molto da fare, una città da governare. Non può amare il Caos primevo del Dio-Rockstar. Tutto quel vino, tutto quel sesso, dove andremo mai a finire?

Penteo è in rotta di collisione con Dioniso e questa versione delle Baccanti ci fa veder il “crash” di due mondi e due mentalità. L’Ordine va in pezzi contro il Caos, il Maschile non comanda più il Femminile, il Cuore travolge e calpesta la Mente.

Su un palco nero e cosparso delle ceneri altrettanto brunite della madre Semele, Ben Whishaw/Dioniso  s’impossessa delle donne di Tebe, le fa diventare Baccanti. Egli è l’eccitazione che precede il sesso o l’omicidio. Interpreta perfetto il guizzo prima della nascita e prima della morte. Il suo fisico androgino, il suo sorriso angelico ti fanno sentire tu stessa una Baccante, se sei donna. Se sei uomo…beh, ho sentito molte risatine nervose vicino a me provenire dai bravi signori. Ben Whishaw sa passare da uomo a donna con una facilità, ugualmente da adorabile Daimon passa a terribile Dio vendicativo. Ha una voce dolcissima e poco dopo tuona furibondo, non so come faccia, mette quasi paura, come i matti e le persone imprevedibili in generale. Ah già, ma lui è il dio duplice, nato due volte e con due diverse nature.

Bertie Carvel è uno splendido re che ha commesso un grave errore di valutazione. Ma anche quest’attore è duplice: per tutto il tempo sarà il Re di Tebe, in giacca e cravatta. Infine infilerà un abito lungo e una parrucca bionda e diventerà Agave, sua stessa madre, la prima fra le Baccanti ammaliate da Dioniso.

Quello che farà Dioniso a Penteo sarà molto crudele: umiliazione, derisione, svilimento e infine una morte spaventosa. Crudele come un bambino, malvagio come un Dio, il mio piccolo Dioniso.

La bellezza delle Baccanti per me risiede nella discesa nel Maelstrom che subiscono sia Tebe e Penteo stesso, e questo ad opera delle donne: non più madri e mogli dedite alla casa e alla prole, ma donne selvagge, inarrestabili cacciatrici, affamate di sesso e assetate di vino, fanno a pezzi il ruolo da sempre assegnato alla femmina e lasciano che il caos dirompa.

Il Caos è una donna che rifiuta il suo posto? Fantastico. Evviva il Caos. Evviva Dioniso.

Dal 23 luglio al 19 settembre all’Almeida Theatre. Ma ahimè, i biglietti sono già tutti esauriti. Consolatevi con una bella sbronza, Dioniso ama il vino e lo ha creato per consolarci tutti dalle miserie della vita mortale.

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
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