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Laura Gay ci parla de “La Regina di Ghiaccio”

Da qualche giorno su Amazon e altri store, “La regina di ghiaccio” va a gonfie vele: vendite all’insù e apprezzamento delle lettrici. Un romance erotico, pubblicato da Delos Digital, che sta dando molte soddisfazioni all’autrice.

Abbiamo chiesto a Laura Gay di parlarcene (e di lasciarci anche un succulento estratto…).

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La storia.

Una potente famiglia sull’orlo di una crisi economica, un uomo ricco di fascino, abituato a trattare le donne come fazzolettini di carta, e una donna fredda e altera. Riusciranno Stefano e Gloria a trovare un punto d’incontro?

Stefano Rosati ha sempre avuto ricchezza e potere a volontà, ma quando la sua famiglia precipita in una grave crisi finanziaria, l’unica possibilità per salvarsi dalla bancarotta è il matrimonio con un’ereditiera: la bella e altera Gloria Della Rovere, soprannominata “regina di ghiaccio” per la sua freddezza. Ma Gloria è davvero la donna fredda che tutti credono? Oppure a letto si trasforma in una creatura sensuale e disinibita, capace di condurre un uomo alla pazzia? Stefano lo capirà a sue spese. E quando tutto il suo mondo crollerà, forse sarà proprio la regina di ghiaccio a tendergli una mano. Un uomo che non crede nell’amore. Una donna che cela da anni i propri sentimenti. Una storia passionale e travolgente che vi terrà col fiato sospeso.

Dice Laura Gay…

Questo racconto è il sequel di “Sexy girl”, ma è autoconclusivo e si può leggere anche autonomamente. L’idea mi è venuta proprio mentre scrivevo la storia di Marco e Giulia; uno dei personaggi, Stefano, mi sembrava l’ideale per un racconto erotico: ricco, autoritario, anche un po’ stronzo. Che c’è di meglio? Perciò ho cercato di immaginarmi che tipo di donna avrebbe potuto conquistarlo, e siccome gli opposti si attraggono, ho pensato subito a Gloria: bellissima, ma fredda e austera… una donna di ghiaccio, insomma!

Poiché nel precedente racconto Stefano aveva cercato in tutti i modi di maritare la sorella con un milionario, ma le nozze erano poi andate a monte, ho immaginato quali potessero essere le conseguenze: fin dalle prime battute si scopre che la famiglia dei Rosati è in bancarotta e l’unico modo che il nostro protagonista ha di salvarla è quello di contrarre un matrimonio di convenienza. Con Gloria per l’appunto.

Ne nasce un rapporto contrastato, ma molto, molto passionale… be’, è un racconto erotico, in fondo!

Di più non posso dirvi, altrimenti finirei per fare degli spoiler e guastarvi il gusto della lettura. Sappiate solo che il personaggio di Stefano mi è piaciuto molto e Gloria ha tutte le carte in regola per farlo impazzire.

Volete un piccolo assaggio? D’accordo, solo per voi c’è un breve estratto. Buona lettura!

Il regalo di Laura Gay…

Il salone era gremito di uomini e donne in abiti griffati, e le luci sfavillanti dei lampadari di cristallo si riflettevano sull’argenteria, esposta di proposito a sottolineare che i Rosati non erano ancora in rovina; che sarebbero risorti dalle loro ceneri come l’Araba fenice.

Stefano si fece largo tra gli invitati, un senso di inquietudine a gravargli sul petto. Il suo sguardo percorse l’intera sala alla ricerca di Gloria Della Rovere, e quando l’ebbe trovata, i suoi muscoli si tesero all’istante. Era divina, come sempre: bella, sofisticata, elegante, quasi eterea. Ma anche rigida e altera. In poche parole: irraggiungibile.

Non appena l’ebbe raggiunta, lei si voltò. I suoi occhi incredibilmente azzurri ebbero un guizzo di sorpresa, subito represso. Non era da lei esprimere una qualsiasi emozione. Mai. Per un attimo, Stefano avvertì un brivido lungo la schiena al pensiero di essere condannato a vivere al fianco di una simile creatura. Gli gelava il sangue nelle vene. Simulando un sorriso smagliante ricambiò il suo sguardo. – Ciao, Gloria. Come stai? Sono felice che tu abbia accettato il nostro invito.

Fece per baciarla su entrambe le guance e lei si irrigidì. – Non avrei potuto mancare. Sarebbe stato oltremodo maleducato, non credi? – La sua voce era calda, a dispetto della postura rigida e compassata, e leggermente roca.

Stefano fece un passo all’indietro per studiarla con attenzione. Il suo fisico statuario era fasciato in un abito che sottolineava ogni curva e ogni avvallamento; i lucenti capelli biondo miele raccolti dietro alla nuca, in una pettinatura austera come lei. – Maleducato, certo. Ma a una donna di tale bellezza sarei stato pronto a perdonare tutto. Anche una mancanza di stile.

Un sopracciglio biondo scattò verso l’alto e i suoi occhi si fecero ancora più glaciali, se possibile. – Sbaglio o mi stai adulando? Non è da te.

Stefano trattenne un moto di stizza. Di solito a quel punto le donne cadevano ai suoi piedi, diventando esseri striscianti. Non lei. Gloria riusciva a fissarlo con profondo disprezzo, quasi avesse ricevuto un’offesa mortale invece di un complimento. – Nessuna adulazione, lo garantisco – le rispose tenendo a bada l’irritazione. – Sto dicendo solo la verità. Sei meravigliosa, stasera.

La regina di ghiaccio si sfilò lentamente i guanti di seta, senza smettere di fissarlo. – Stasera? E le altre volte che ci siamo incrociati a qualche ricevimento non mi trovavi bella? Ma sì, che sciocca! È evidente, dal momento che non mi hai mai degnata di uno sguardo prima d’ora. Per caso, tutta questa tua galanteria ha qualcosa a che vedere con la gravosa crisi finanziaria che sta attraversando la tua famiglia?

Stefano trasalì. Era più perspicace di quanto immaginasse. E brutalmente sincera. Gloria Della Rovere non era il tipo di donna che girava intorno alle cose. Sapeva essere schietta e offensiva. Stavolta lui non riuscì a sorriderle. – Le notizie si diffondono velocemente nel nostro ambiente, a quanto pare. E perché mai la nostra crisi finanziaria dovrebbe avere qualcosa a che vedere con la mia gentilezza nei tuoi confronti?

Gloria sostenne il suo sguardo senza il minimo imbarazzo o cedevolezza. – Forse perché, dopo che tua sorella ha mandato a monte le nozze con mio fratello, sono rimasta l’unica Della Rovere su cui posare lo sguardo.

Stefano fu come folgorato. Trattenere la rabbia divenne un’impresa immane: irrigidì la mascella e strinse i denti.

– Ci ho preso, non è vero? – La voce di lei era diventata derisoria. Insopportabile.

– Touché, madame.

A quel punto la sincerità divenne l’unica arma possibile. Stefano decise di giocarsi quell’ultima carta, e al diavolo tutto. Se quella donna lo avesse rifiutato, forse non sarebbe stato così terribile. Si sarebbe tolto un peso.

Gloria lo esaminò con attenzione, come se fosse stato uno stallone da monta. Decisamente irritante. Infine, i suoi occhi si strinsero fino a diventare due fessure di ghiaccio. – Lasciami indovinare: pensi che convincendomi a sposarti potresti mettere le mani sul patrimonio della mia famiglia, non è così?

Una risatina sprezzante uscì da quelle labbra a cuore, rosso vermiglio. Stefano non riuscì più a sopportarlo. Era troppo. Le lanciò un’occhiata rabbiosa. – Un’idea assurda, non è così? Bene, ti auguro di trascorrere una piacevole serata. Ti prego di scusarmi, ma ho altri ospiti da intrattenere.

Si voltò e fece per allontanarsi, ma la voce di lei lo trattenne. – Aspetta. Non ho ancora rifiutato la tua proposta, se non sbaglio.

Il cuore di Stefano fece una capriola nel petto. Tornò a fissarla, dritto in quegli occhi glaciali. – Cosa hai detto?

Lei si inumidì le labbra; un gesto sensuale che su di lui ebbe un effetto devastante. Odiava quella donna, ma al tempo stesso ne era attratto. Si chiedeva se dietro a quella rigida compostezza si nascondesse una briciola di passione. Com’era Gloria Della Rovere a letto? Tutto a un tratto avrebbe voluto guardarla godere. Era diventata una sfida.

E lui amava le sfide. Da sempre.

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Sono quelli che scrivono a Babette Brown: "Senti, avrei una cosetta da mandarti. Posso?"
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