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Evento: la presentazione de “Il ragazzo ombra”, di Laura Costantini

Un’articolista di tutto rispetto per un evento milanese: Federica Soprani ci guida attraverso la presentazione de “Il ragazzo ombra”, il nuovo romanzo storico di Laura Costantini.

Venerdì 29 settembre, 2017, ore 18.30.

La Libreria Cultora Milano si affaccia su Via Lamarmora con due vetrine che offrono un colpo d’occhio di tutto rispetto. Colpo d’occhio di libri, copertine accattivanti, titoli variegati e non banali, in un ambiente luminoso ed elegante. Colpo d’occhio di persone, perché il locale è a dir poco gremito, è quasi impossibile entrare dalla porta. Ma ci riusciamo. Anche perché dobbiamo presentare il libro Il ragazzo ombra, di Laura Costantini, e siamo già in ritardo. Colpa del traffico milanese, al quale noi parmigiani non potremmo mai abituarci, colpa degli spostamenti di una lunghezza inconcepibile per noi che già ci lamentiamo se c’è coda in tangenziale nell’ora di punta…

Ma, a dispetto del traffico, delle mille insidie di Famagosta (già ci siamo dimenticate dove abbiamo parcheggiato l’auto…), delle tante fermate della metropolitana, siamo riuscite ad arrivare, giusto in tempo per meritare un’occhiata di biasimo, ma anche un abbraccio, dall’autrice.

E cominciamo subito, senza nemmeno riprendere fiato: l’atmosfera è calda, il pubblico pronto, sarebbe crudele farli aspettare.

Chiediamo subito a Laura perché e come è nato questo romanzo, solo il primo episodio di un progetto ben più ampio e articolato che risponde al nome di Diario vittoriano. Noi, naturalmente, conosciamo già la storia, ma è sempre un piacere sentirla raccontare dalla diretta interessata. Così Laura ci racconta di lei, quindicenne, innamorata dei romanzi di Salgari e Verne, delle loro ambientazioni esotiche, soprattutto dell’India misteriosa. Più tardi, nel corso della presentazione, ammetterà anche il suo amore per Kabir Bedi e il suo fascinosissimo Sandokan, strappando cenni di assenso e sospiri partecipi da buona parte del parterre. La parte femminile, naturalmente. In quest’India evocata dai grandi romanzieri la piccola Laura ha iniziato ad ambientare un romanzo d’avventura, che però, fin dall’inizio, devia sulla storia di una grande amicizia tra il tredicenne Robert, figlio di un barone scozzese, e il misterioso Kiran, mezzosangue dagli occhi d’oro e dalle movenze feline. E nel delinearsi di questo rapporto Laura si ferma, perché nella sua mente di quindicenne dalla fervida immaginazione fa capolino che questa amicizia è destinata a sfociare in qualcosa di diverso. Solo che ancora lei non capisce cosa.

Passano gli anni e Laura scrive, scrive tanto, e pubblica libri appassionanti e apprezzati con la sua socia Loredana Falcone. Ma il ricordo di quel Diario vittoriano e di quei due ragazzini in piedi sull’argine, nella notte, non l’abbandona mai. La vita e il lavoro la portano a trovarsi spesso da sola, la sera, e forse è proprio quella solitudine, quell’essere costretti lontani da casa e dagli affetti, a farle tornare il desiderio di scrivere di Robert e Kiran. Soli anche loro, come ci rivela l’autrice, due solitudini che si trovano e si attraggono fatalmente, in virtù del vuoto che li circonda, del loro disperato bisogno di confronto e affetto.

Parliamo della struttura del romanzo, della difficoltà di gestire più piani narrativi: da una parte i brani del diario di Robert tredicenne, dall’altra lo stesso Robert che, a trent’anni, mentre nubi tempestose minacciano di sconvolgere tutto il suo mondo, rilegge quelle pagine, e naturalmente la storia dei due ragazzi, nell’India del 1881. Eppure Laura è riuscita a coordinare tutti questi piani in modo ammirevole, non svelando mai più del necessario, mantenendo nel lettore una tensione e una curiosità tale da fargli desiderare solo di poter andare avanti, di poter sapere di più.

Chiediamo a Laura di parlarci dei personaggi secondari, che poi non sono meno protagonisti dei due ragazzi, in questo dramma: Sir William, padre di Robert, la giovane istitutrice Alvena Griffiths, il dottor Jack Mallard, presenze importanti, protettori, complici, a volte anche antagonisti di questo giovane amore. Amore, sì, perché la storia di Robert e Kiran è una storia d’amore, in un mondo che sembra aver bandito questo sentimento, averlo represso e sporcato e calpestato fino a negarne l’esistenza. Amore e discriminazione, rifiuto del prossimo solo in quanto diverso, per nascita, per il colore della pelle, per ciò che gli è stato fatto, e di cui ovviamente non ha alcuna colpa, per chi sceglie di amare.

Laura ha definito il Diario vittoriano un feuilleton, rifacendosi ai romanzi d’appendice pubblicati a puntate tra ‘800 e ‘900 sui giornali, spesso opera di penne di tutto rispetto, come Alexandre Dumas e Victor Hugo. Non a caso, prima di pubblicare Il ragazzo ombra con la casa editrice goWare, Laura ha voluto mettere a disposizione i primi capitoli del Diario vittoriano sul portale di informazione culturale Cultora, suscitando fin da subito interesse e una viva partecipazione da parte di molti lettori. Parliamo di feuilletton dunque, ma anche di Melò, forma teatrale sempre ottocentesca, entrambi caratterizzati da un’innocente perseguitata da un villain perverso e senza scrupoli, che, dopo molte peripezie, viene salvata dall’eroe con l’aiuto di amici fidati. Qui abbiamo due ragazzi innocenti, e, nello stesso tempo, due eroi, che si salvano l’un l’altro. Ma la sostanza non cambia.

Si parla dell’ambientazione, dello studio che ha richiesto, meticoloso, preciso, su ogni aspetto, dagli abiti ai mezzi di trasporto, al modo di parlare, perché Laura è una perfezionista e non tollera gli anacronismi. Anche la ricerca etimologica è evidente e apprezzabile.

Parliamo, ovviamente, di Robert e Kiran, di quanto sia luminoso il primo, tenebroso il secondo, e di come, inevitabilmente, nel loro frequentarsi e avvicinarsi sempre di più, luce e ombra si mescolino, si contaminino a vicenda, rendendoli più consapevoli di sé capitolo dopo capitolo, più uomini, sicuramente più uniti. Il Ragazzo ombra è anche un romanzo di formazione doppio, perché è davvero evidente l’evoluzione dei due protagonisti man mano che la vicenda procede, e i turbamenti e le malinconie di Robert vengono sostituite da minacce e pericoli sempre più tangibili e incombenti per lui e il suo amico.

Decido di provocare Laura, di chiederle quanto l’epoca vittoriana possa offrire agli autori e soprattutto ai lettori italiani suggestioni e stimoli che vadano al di là dei romanzi d’amore frutto di una letteratura leggera e di disimpegno. Ovviamente lei raccoglie la provocazione e rilancia, nominando film, serie televisive sulla Regina Vittoria e sul tardo Ottocento inglese in genere che hanno ottenuto un buon seguito anche nel nostro paese. Ci sentiamo di essere ottimisti come lei.

Laura risponde alle domande del pubblico. Molti hanno già letto il romanzo, alcuni hanno letto in anteprima l’intero Diario, e l’emozione con cui ne parlano lascia indovinare che impatto abbia avuto su di loro. La notizia dell’imminente pubblicazione del secondo episodio della serie, entro l’inizio di dicembre, suscita entusiasmo e aspettativa in tutti.

Al termine della presentazione le firme di rito, infinti complimenti, e l’estrazione di un meraviglioso gioiello vittoriano creato appositamente dalle abili mani di Sara Pasolini di Neverending Attic e messo in palio da Laura tra i lettori che hanno acquistato il libro in questa occasione.

Finalmente riprendiamo fiato e ci rilassiamo un po’, felici di aver potuto prendere parte a questo evento e di aver potuto dare il nostro contributo alla diffusione di questa meravigliosa storia che, non abbiamo dubbi, farà sognare un pubblico sempre più vasto.

Titolo: Il ragazzo ombra. Serie “Diario vittoriano”, Volume Primo.
Autrice: Laura Castellani.
Genere: Romanzo storico.
Editore: GoWare.
Prezzo: euro 4,99 (eBook); euro 11,04 (copertina flessibile).

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Federica Soprani

Federica Soprani

Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo.
Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ’800 e ’900″.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.

2 Commenti

  1. 4 ottobre 2017 at 17:29 — Rispondi

    Grazie Federica per la bellissima cronaca di quella giornata alla quale avrei dovuto partecipare ma per impegni di famiglia non ho potuto presenziare! Grazie perché ci tenevo…adc

  2. 4 ottobre 2017 at 23:07 — Rispondi

    Grazie a Babette, per aver voluto condividere questa nostra magica avventura con tutti. Amneris, sarà per la prossima occasione <3

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