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L’Artiglio Rosa: White, Premoli e Balogh

Angela White, Cuore di ghiaccio (Mondadori, I Romanzi Classic 1142)

15996132_10208048640950109_794160412_nSolo l’amore può sciogliere un cuore di ghiaccio.

Inghilterra, 1161. Dopo aver servito con coraggio la Corona, il famigerato barone Warren Ashton reclama a gran voce una moglie degna della sua casata. Certo non si aspetta che la regina gli offra in sposa lady Mary, ultima erede dei Rothford, acerrimi nemici degli Ashton. Warren, tuttavia, è un guerriero con uno spiccato senso del dovere e non batte ciglio, neppure quando scopre che la giovane è rinchiusa in convento, accusata di essere posseduta dal demonio. Da parte sua, lady Mary non ha nessuna intenzione di sposarsi. La sua riluttanza dà inizio così allo scontro impari tra due cuori che, ben presto, saranno costretti a deporre le armi per abbandonarsi alla passione…

Note: CUORE DI GHIACCIO è il quinto romanzo della serie medievale “le profezie della strega scalza”. I primi quattro romanzi della serie, IL CASTELLO DEI SOGNI, DI GHIACCIO E D’ORO, LA ROSA DEL DRAGO e LA LUNA DEI DESIDERI, sono già stati pubblicati nella collana I Romanzi Classic – nr. 945, 994, 1026 e 1059 rispettivamente.

Un bel romanzo * * * * *

Avevamo conosciuto i gemelli Ashton nel romance “Di ghiaccio e d’oro”, quando erano molto giovani e certo non molto assennati (stupidi li definiva il terribile nonno) e personalmente non ero mai riuscita a distinguerli (problema grave per me anche nella realtà). Il protagonista di questo romanzo è Warren, che certo mi pare molto cambiato con il tempo, ma abbiamo ritrovato anche Aisley e Dagobert e Arabelle e Bryan, nonché un altro personaggio di cui riterrei scorretto anticiparvi il nome.

Molto interessante l’inserimento in un romance di una malattia come l’epilessia, che all’epoca, come nei vangeli, veniva ancora ritenuta causata da possessione demoniaca e per cui la White sa inventare una “soluzione” perfettamente soddisfacente e perfino verosimile. Anche se richiede certo un eroe fuori dal comune.

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Anna Premoli, È solo una storia d’amore (Newton Compton)

15978132_10208048641190115_1475811800_nCinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto verso il sole e il divertimento della California. Fresco di Premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo che quello fosse solo l’inizio di una luminosa e duratura carriera. Peccato che le cose non stiano andando proprio così: il suo primo libro è rimasto l’unico, l’agente letterario e l’editore gli stanno con il fiato sul collo perché consegni il secondo, per il quale ha già incassato un lauto anticipo. Un romanzo che Aidan proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, in cerca di ispirazione prova a rientrare nella sua città natale, là dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, scrittrice di romanzi rosa molto prolifica. Già, “rosa”: un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. E chiunque al giorno d’oggi è capace di scrivere una banale storia d’amore… O no?

Un ottimo esempio di metanarrativa * * * *

Non sono proprio una fan della Premoli, ma certo ho letto tutti i suoi romanzi e prevedo di fare lo stesso per i prossimi. Fin dall’inizio ho apprezzato il modo in cui si è collocata allo stesso livello, anzi a volte meglio, del rosa brillante anglosassone, anche se personalmente preferisco un’ambientazione italiana, e i suoi libri mi sono piaciuti quasi sempre. Ugualmente fin dall’inizio mi sono stupita che accanto alle recensioni entusiastiche ci fossero tante stroncature, a volte addirittura livorose, oppure che rivelano totale ignoranza del genere rosa.

Questo titolo è particolarmente interessante perché appartiene alla metanarrativa: discute appunto del rosa per sostenerne la validità di genere e anche la funzione che ha svolto nel nostro paese per accompagnare l’evoluzione del costume, soprattutto femminile.

Permettetemi di ripetere la mia solita battuta: nessuno oggi direbbe che la Christie abbia scritto dei romanzetti gialli o le rimprovererebbe che infili sempre un omicidio, o addirittura più d’uno, nelle sue storie. Invece a proposito dei rosa tutti lì a lamentarsi dell’immancabile lieto fine o della persistenza di certi topoi. La differenza dipende dal fatto che ormai la narrativa gialla è stata sdoganata e riconosciuta come letteratura tout court. Il rosa, invece, no.

Il volume tratta di questo: vuol difendere il genere. E lo fa con la storia d’amore più semplice che si possa immaginare, senza ricorrere, volutamente, a misteri e complicazioni melodrammatiche, caricando tutto sulle spalle della tesi da dimostrare e di due protagonisti simpatici (lei soprattutto).

Dopo l‘infortunio dell’ultima uscita questo romanzo mi è piaciuto molto.

Penso, però, che la Newton Compton tratti davvero male una delle sue scrittrici di punta: come si fa a mettere in vendita un testo tanto pieno di refusi e sviste?

Per cui cinque stelle all’autrice, una di meno alla casa editrice.

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Mary Balogh, Un angelo sotto la neve (Mondadori, I Romanzi Classic 1140)

15970616_10208048642190140_1095591576_nL’imprevisto più dolce, il cuore che si scioglie.

Inghilterra, 1815 circa (Periodo Regency). Prima di dire per sempre addio alla sua vita d’instancabile libertino e prendere moglie come si conviene a una persona del suo rango, Justin Halliday, conte di Wetherby, ha deciso di congedare la sua amante organizzando con lei una settimana di folle passione. Ma il fato ha in serbo per lui ben altre sorprese. Durante una tempesta di neve, infatti, Justin s’imbatte nella bella Rosamund, giovane vedova vivace e ribelle. Nonostante la tormenta, i due si accendono subito di ardente passione, consapevoli che ognuno presto tornerà alla sua vita. Finché un giorno, inaspettatamente…

Note: UN ANGELO SOTTO LA NEVE ( Snow Angel ) è una delle prime opere di Mary Balogh, celeberrima autrice di oltre settanta romanzi storici, per la maggior parte di ambientazione Regency. Tra le opere di Mary Balogh già pubblicate in precedenza da Mondadori, ricordiamo PRIMA, LE NOZZE ( First Comes Marriage ), CUORI RUBATI ( The Secret Mistress ), LA PROPOSTA ( The Proposal ), LA LUCE DELL’AMORE ( The Arrangement ) e DUE CUORI IN FUGA ( The Escape ), nella collana I Romanzi Emozioni; POI, LA SEDUZIONE ( Then Comes Seduction ), INFINE, L’AMORE ( At Last Comes Love ), COME UN ANGELO ( Seducing an Angel ), D’AMORE COME D’ACCORDO ( A Secret Affair ), CARO ANGELO INATTESO ( Dark Angel ), LA SPOSA DI LORD CAREW ( Lord Carew’s Bride ), UN AMORE INASPETTATO ( The Famous Heroine ), L’IDEALE DI MOGLIE ( The Ideal Wife ), UN GIOIELLO RARO ( A Precious Jewel ), SPOSA A NATALE (A Christmas Bride), SPOSA PER CONTRATTO ( The Temporary Wife ) e PURO INCANTO ( Only Enchanting ), nella collana I Romanzi Classic; UNA DOLCE CONQUISTA ( Gentle Conquest ), LA SPOSA OBBEDIENTE (The Obedient Bride), INCAUTA MA IRRESISTIBILE ( Lady with a black umbrella ) e MAGIA D’AMORE (A Certain Magic), nella collana I Romanzi Perle.

Buono * * * *

Nel blog dei Romanzi Mondadori ci siamo chiesti perché la casa editrice abbia deciso di interrompere la saga dei Sopravvissuti per pubblicare finalmente questo vecchio romanzo del 1991. L’unica motivazione che ci è venuta in mente è che i diritti costassero poco.

Più chiara è la ragione per cui probabilmente non è stato tradotto allora: una storia in cui una lady vedova perbene accetta con entusiasmo una breve relazione segreta di puro sesso era senza dubbio troppo audace per le lettrici rosa italiane dell’epoca.

La trama è semplice, basata sullo scambio di coppie di matrice heyeriana, ma sviluppata con grande attenzione alla psicologia dei personaggi principali. Insomma un romanzo nel suo genere riuscito.

Qualche refuso.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

1 Commento

  1. Therry
    14 gennaio 2017 at 9:18 — Rispondi

    è un piacere ogni volta leggere il punto di vista della Teresa Siciliano perché mi colma lacune sui generi e mi dà una prospettiva nuova su qualcosa a cui a volte non riesco a dare una collocazione

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