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L’Artiglio Rosa: Poggi, Martini, Grieco – Grazzini

Eccoci alla consueta rubrica di recensioni di Teresa Siciliano, il nostro “Artiglio Rosa”.

Raffaella V. Poggi, Wedding girl (Newton Compton)

Eric Nolan è un uomo molto sicuro di sé, convinto di avere tutti in pugno: dalle ceneri delle attività di famiglia ha creato la NETline, la nuova realtà nel mondo dell’intrattenimento digitale. Ora si trova in un momento delicato e non può permettere a nessuno di intromettersi nei suoi affari. L’imprevisto, tuttavia, è dietro l’angolo: si chiama Charlotte McGraw, bionda e bellissima tentazione peccaminosa, pronta a mandare a monte il matrimonio di suo fratello Noah con Jade Kanakis, la figlia del “re dello yogurt” e finanziatore generoso della NETline.

Ma quando Eric cerca di togliere di mezzo Charlotte, ecco che i guai entrano nella sua vita…

Raffaella V. Poggi vive in Liguria, in un appartamento sui tetti davanti al mare, con il marito, due figlie, cinque computer e due gatte part-time della vicina. Studi classici, molti lavori e molte storie da raccontare.

Nell’insieme un bell’erotico * * * *

Lo confesso: mi aspettavo qualcosa sul genere di Uptown girl e quindi sono rimasta sorpresa molto piacevolmente. Anzi mi sembra che l’autrice progredisca sempre più di romanzo in romanzo: qui la chiave vincente è la figura di Eric e soprattutto l’adozione del suo punto di vista. Proprio questo espediente serve a distinguerlo da tutti i sosia di Grey che girano per il rosa, perché noi lo vediamo agire e lo giudichiamo conoscendo la sua mente e il suo cuore in ogni momento, anche quando potrebbe sembrare (e sembra perfino a sé stesso) privo di sentimento: cinico, egocentrico, dominante, ma mai violento, nonostante le apparenze. E quindi le innumerevoli scene di sesso (perché si tratta di un erotico) risultano molto avvincenti.

Il limite del romanzo è tutto nell’ultima parte: ricca di flashback e di troppi eventi complicati e arruffati, sia sul versante degli affari sia su quello dei sentimenti, stordisce chi legge e fatica ad orientarsi. E l’ultimo capitolo mi pare superfluo: tagliarlo avrebbe molto migliorato la figura di Charlotte.

Emilio Martini, La regina del catrame (Corbaccio)

Il suo nome è Gigi Berté. Commissario Berté. C’è una macchia nel suo passato, un buco nero che gli è costato il trasferimento da Milano a Lungariva, uno di quei paesini liguri che sono troppo pieni d’estate e troppo vuoti d’inverno. In attesa di trovare casa, vive nella pensione della Marzia, una donna bella ma decisamente sovrappeso, l’esatto contrario del suo immaginario erotico. Il commissario ha un segreto che non ha mai rivelato a nessuno: scrive racconti gialli e surreali. Ma poi il morto ammazzato arriva per davvero. In un angolo della spiaggia di Lungariva, in mezzo ai bagnanti. Per il commissario Berté è arrivata l’ora di mettersi al lavoro e chissà se per risolvere il caso gli servirà di più la sua esperienza di poliziotto o il suo intuito di scrittore? Dietro lo pseudonimo di Gigi Berté si nasconde un vicequestore in carne e? coda, che opera in un commissariato italiano. Per ovvie ragioni di riservatezza, Gigi non ha potuto esporsi con il suo vero nome. Anche dietro il nome Emilio Martini si cela qualcuno in carne e? penna, che conosce bene il commissario e che però preferisce restare nell’ombra.

L’esordio di Berté * * *

È il racconto che inizia la serie del commissario Berté e quindi ancora non si capiscono bene le caratteristiche dell’investigatore. Già però emergono alcune specificità: la doppia trama, quella reale e quella metanarrativa, che però sono strettamente collegate, lo stile, almeno a prima vista, semplice, l’inizio di una storia d’amore, sia pure di tipo adulterino. Interessante.

Un problema di riconversione: cambia spesso il corpo del testo.

Anna Grieco – Irene Grazzini, Vendetta d’amore (Leggereditore)

Tra splendori e ombre della Londra vittoriana, un amore che sfida ogni convenzione.
Londra, XIX secolo. La contessina Elizabeth Clarendon ha preso la sua decisione: rinuncerà agli agi del suo rango per fuggire insieme all’uomo che ama, Kenneth, anche se è solo un umile stalliere. Non ha fatto però i conti con il padre, uomo egoista e meschino, che minaccia di far uccidere l’innamorato. Per salvarlo, Elizabeth è costretta ad allontanarlo da sé con l’inganno, a costo di spezzargli il cuore. Un anno dopo, Kenneth è diventato il nono duca di Wellesley e ha un solo pensiero: vendicarsi dell’umiliazione subita. Ma è davvero ciò che vuole? E allora perché l’unica cosa cui riesce a pensare sono quegli occhi di zaffiro capaci di accendergli il sangue nelle vene? Ed Elizabeth, ora che il suo amore è tornato, si ritrova nuovamente attanagliata tra sentimenti e obblighi, in una stretta che le imporrà una nuova scelta.

Ambientato tra gli splendori e le ombre della Londra vittoriana, un romance storico che terrà le lettrici con il fiato sospeso fino alla fine.

Meglio di quello che temessi * * *

Lo spunto iniziale forse si richiama troppo direttamente alla Kleypas e le sviste storiche ci sono, non si può negare (imperdonabile quella su Francesco Giuseppe). La storia però regge, anche se la struttura narrativa è complicata e un po’ impacciata e le autrici non sono riuscite a decidere se Kenneth sia una specie di sadico oppure semplicemente un uomo che troppo ha subito e troppo sofferto.

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Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

6 Commenti

  1. VeloNero
    20 maggio 2017 at 8:33 — Rispondi

    Teresa, sono felice che ti sia piaciuto, soprattutto Eric. Grazie delle belle parole e grazie dell’apprezzamento, è molto importante.

    • Teresa Siciliano
      20 maggio 2017 at 13:25 — Rispondi

      È quello che penso, come al solito.

  2. VeloNero
    20 maggio 2017 at 16:51 — Rispondi

    Sì, lo so, sono felice per l’apprezzamento all’autore più ancora che alla storia.

  3. 22 maggio 2017 at 8:07 — Rispondi

    Grazie a Teresa e a questo blog per aver segnalato l’esordio di una serie che continua a crescere, quella di Gigi Berté, dove il giallo italiano si unisce alla storia sentimentale e umana del protagonista e dove si tenta di sperimentare la metanarrazione. Elena e Michela.

    • Babette Brown
      22 maggio 2017 at 9:25 — Rispondi

      Sono felice per l’apprezzamento. Grazie.

    • Teresa Siciliano
      22 maggio 2017 at 9:37 — Rispondi

      Idem come Babette.

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