L'artiglio rosaRecensioniRubriche

L’Artiglio Rosa: L’alchimista innominato, di Anonima Strega

E se i promessi sposi fossero vissuti nella Firenze del Trecento?
Se Lucia fosse stata una filatrice a favore dei diritti delle lavoratrici?
Se l’Innominato si fosse dedicato alla ‘conversione’ del metallo in oro?

Firenze, 1348. La filatrice Lucia è promessa al lanaiolo Lorenzo de’ Tramaglini, ma il notaio ser Roderico ha scommesso che la sposerà. Nonostante il vantaggioso cambio di programma, Lucia oppone resistenza al progetto del notaio, che minaccia di screditarla agli occhi della legge a causa delle sue idee politiche. Per rinviare le nozze, Roderico organizza il rapimento della ragazza e chiede aiuto all’Innominato, un nobile despota che si nasconde nelle campagne di Fiesole grazie alla sua protezione, per la quale riceve in cambio favori di natura criminale. Nel frattempo, però, la vita isolata e gli studi stanno portando l’Innominato su un’altra strada. La crisi di coscienza e il conflitto con la prigioniera gli offrono spunto sulla ‘conversione’ del metallo in oro letta alla luce di una tradizione arrivata dalla via della seta: l’unione con la compagna predestinata per compiere insieme la Grande Opera, la trasformazione dell’energia sessuale nel corpo dell’adepto, per risalire all’armonia perduta. Ma questo non rientra nei piani di Roderico…

Una rivisitazione manzoniana * * *

Ho comprato questo romanzo molti mesi fa, ma prima ho tardato a cominciarlo e poi l’ho interrotto, travolta dall’indignazione per il delitto di lesa maestà manzoniana: il fatto è che I promessi sposi sono stati il libro della mia vita da quando avevo dieci anni. Addirittura ho smesso di acquistare o leggere Natalia Ginzburg dopo La famiglia Manzoni in cui lo scrittore non fa una bella figura: non che non mi fidassi dell’attendibilità di quella ricostruzione, ma mi aveva distrutto un mito e ha pagato in prima persona.

Innanzitutto spostatevi non nel Seicento in Lombardia, ma a Firenze nel 1348, nella situazione sociale che sfocerà nel tumulto dei Ciompi e subito prima dell’arrivo della peste. E passi. Poi immaginatevi un Renzo (povera stella!) beone e maschilista, un ser Roderico notaio cattivissimo, una Lucia sindacalista ante litteram, una Gertrude sempre libertina, ma che ha saputo sfuggire alla sorte riservatale dalla sua famiglia e si guadagna la vita facendo la maestra, e soprattutto, soprattutto l’innominato che diventa il protagonista: un alchimista con un torbido passato, che cerca il modo di trasformare il metallo in oro attraverso il corpo di una donna speciale. Questa è la parte che non ho capito bene, lo confesso, forse perché non sono abituata ad una narrativa incentrata su streghe, diavoli o demoni, legioni magiche e quant’altro. E dell’autrice ho letto solo un racconto o due.

Probabilmente, se non fossi stata una manzoniana, mi sarei pure divertita, davanti a quella madonnina, qui davvero infilzata, di Lucia, che ha un sacco di pensieri e tentazioni lussuriose. E quindi niente rossori, anzi!

È stato troppo per me: al massimo posso apprezzare l’originalità e il coraggio del romanzo (e sono stati enormi da parte dell’autrice). Ma immagino che altre lettrici (magari soprattutto quelle che hanno odiato cordialmente I promessi sposi) potranno gradirlo molto.

Le recensioni de L’Artiglio Rosa

ANONIMA STREGA si occupa da sempre di tematiche legate all’occulto. Preferendo tutto quanto concerne l’universo femminile neopagano, è di conseguenza al contempo molto romantica, anche se l’oggetto dei suoi desideri esce spesso dalle righe, così come i personaggi delle sue storie. Crede fermamente che gli elementi del creato siano guida e strumento, sia per le streghe, sia per i protagonisti di avventure d’amore paranormali, come quelli della trilogia “Le spose della notte” e dei romanzi “Spettabile Demone”, “Il Diavolo e la Strega”, “L’Alchimista Innominato” e “Legione magica” (in quest’ultimo ritroviamo alcuni personaggi sia di “Spettabile Demone” sia della trilogia). In una vita precedente ha già avuto a che fare con i libri, ma i vaghi ricordi sono perlopiù negativi, e per libertà di movimento si dichiara disinteressata a qualsiasi proposta editoriale. Il suo antro è situato in un luogo nascosto, custodito da una gatta nera d’angora e una coppia di anziani troll norvegesi. Da lì dispensa consigli magici.

Titolo: L’alchimista innominato.
Autrice: Anonima Strega.
Genere: Romance Fantasy.
Editore: Self-Publishing.
Prezzo: euro 1,99 (e-Book); euro 10,99 (copertina flessibile).

Post precedente

Recensione: Con te, adesso, di Lisa Kleypas

Post successivo

Recensione: Il falsario di reliquie, di Carlo Animato

Maria Teresa Siciliano

Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

Nessun Commento

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *