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L’Artiglio Rosa e Paolo Capponi

Allo Staff piace leggere in tandem un romance e poi confrontare le due recensioni. Amneris Di Cesare ha già pubblicato la sua opinione (a cinque stelle) del romanzo di Paolo Capponi, “Quando Giulio tornò single“. Ora è il turno dell’Artiglio Rosa, al secolo la nostra (Maria) Teresa Siciliano.

Giulio è tornato a casa e ha trovato una sorpresa davvero poco gradita. Matteo, il suo storico fidanzato dai tempi del liceo, è nel loro letto insieme a un altro. E non stanno giocando a Risiko i due, questo è evidente. 

Come reagire? Cosa fare? È un bel problema. 

Dieci anni assieme a una persona sono tanti e dimenticare le proprie abitudini per tentare di cambiare il corso di una vita prestabilita è decisamente stressante. E caotico. 
Andare sui social e ricominciare? Rimanere da soli e attendere il principe azzurro? Oppure darsi alla pazza gioia e vedere cosa succede? Chissà Giulio cosa deciderà di fare, ora che è rimasto single…

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Un M/M scritto da un uomo per uomini?

Discreto * * *

aaaL’inizio è drammatico: Giulio, 27 anni, torna a casa e trova il suo compagno, Matteo, che fa sesso con un altro nel loro letto. E non è che si tratti di un rapporto recente e superficiale: stanno insieme da dieci anni, cioè da quando andavano al liceo. Dopo lo choc e la delusione, per lui si tratta di reimpostare tutta la sua vita, magari facendo anche quelle altre esperienze che si è negato negli anni precedenti proprio perché ha iniziato precocemente un legame di coppia.

Insomma il romanzo appartiene sostanzialmente al genere New Adult sottospecie M/M: e quindi social gay, bevute e sesso occasionale e superficiale a ripetizione.

Non sono un’esperta di M/M e questo è il mio primo scritto da un uomo. In tal senso ho notato una certa sbrigatività negli affari di letto, ma probabilmente può dipendere dal fatto che finora ho comprato praticamente solo M/M romance, a parte un’incursione nei BDSM di Patricia Logan.

Tuttavia dopo l’inizio si ride molto: insuperabile in proposito il rapporto durante il quale l’altro risponde al cellulare, senza alcuna interruzione.

Naturalmente non vi anticipo il finale, che mi ha sorpreso molto e, quando leggerete, capirete il perché. Ma il difetto maggiore, secondo me, che sono -com’è noto- una moralista, è la filosofia della vita sottesa alla vicenda, che è senza dubbio spregiudicata. E io non la condivido per niente.

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Maria Teresa Siciliano

Professoressa di Italiano presso il prestigioso Liceo Classico Aristofane di Roma, adora leggere e recensire montagne di libri con penna intinta in un dolcissimo veleno. Temuta e amata in ugual misura, ha plasmato una generazione di feroci lettrici di romance.

8 Commenti

  1. macrina
    16 gennaio 2017 at 19:25 — Rispondi

    Non so come regolarmi. Quale delle due recensioni è più vicina alla verità. So che Amneris scrive M/M, Teresa confessa di non amare la filosofia troppo spregiudicata sottesa al romanzo. E allora? Forse, la verità sta nel mezzo. Ne considero quattro e non se ne parla più.

    • Teresa Siciliano
      16 gennaio 2017 at 19:48 — Rispondi

      Ti dirò, Macrina, a me non è piaciuto il finale che non è abbastanza preparato, secondo me, e quindi mi ha sorpreso del tutto.

  2. perry potter
    16 gennaio 2017 at 19:42 — Rispondi

    A questo punto sono davvero curiosa di leggerlo e vedere a quale delle due recensioni andrà più vicina la mia opinione.
    Grazie per questa doppia visione.

  3. 17 gennaio 2017 at 12:04 — Rispondi

    Non credo che leggerò questo romanzo come non ho mai lettogli F/F. Sono conformista? Moralista? forse, non bacchettona, però, perciò non condanno nessuno e rispetto tutti coloro che rispettano me, senza bombardarmi di articoli, fotografie e immagini dei gay-pride. Quello che non mi piace è la costante attenzione dei media al mondo dei gay. Si vuole convncere la popolazione globale che le coppe di maschi e di femmine costituiscono ormai la base di una società? Che sarano loro a spodestare la famiglia tradizionale? Qual è lo scopo finale a parte la libertà di ad, oltrettare un bambino? Che cosa si vuole ottenere in realtà?

    • Babette Brown
      17 gennaio 2017 at 15:08 — Rispondi

      Il rispetto dell’altro. La realizzazione di ogni persona. Sono questi degli obiettivi di civiltà, direi. Le tue preoccupazioni mi sembrano illogiche, pertanto. I diritti degli altri non debbono farci paura.

    • Federica D'Ascani
      17 gennaio 2017 at 15:16 — Rispondi

      La libertà credo sia un motivo sufficientemente valido per scrivere, ostentare e fare tutto ciò che una persona NORMALE, in un’epoca come la nostra, ha il diritto di fare. Mi chiedo perché ci si ostini a dire che una cosa è giusta e un’altra no. E mi chiedo come mai un romanzo, che sia d’amore o meno, che ha per protagonisti individui omosessuali, debba essere giudicato in quanto tale e non per la trama. E mi chiedo ancora come sia possibile che in una civiltà che si professa democratica e CIVILE, appunto, si facciano ancora discorsi simili. Ognuno è libero di leggere ciò che vuole, ma dato che la libertà è valida finché non lede quella altrui, io non credo che lei abbia tutta questa LIBERTA’ di denigrare persone che non ha neanche mai conosciuto. Loro non lo fanno con lei: cerchi le differenze.

  4. 17 gennaio 2017 at 15:23 — Rispondi

    Mah, il finale di questo libro, anche se spiazzante l’ho trovato coerente con il personaggio principale dello stesso. Ammetto che molte delle scene hot le ho saltate, come da premessa (dove appunto dicevo che secondo me questo non è un MM) sulla mia stessa recensione, infatti, alcune sono davvero molto forti. Sì, la realtà è spregiudicata, ma io ho apprezzato proprio questo non volerla edulcorare, il non voler mostrare le cose in maniera meno cruda e realistica. Spesso nei MM si mostrano protagonisti dolci e ingenui, l’amore scocca a un batter di ciglia o all’incontro dell’altrui sguardo ed è saldo, forte ed eterno. C’è sempre un “e vissero tutti felici e contenti” che non prevede crisi del settimo anno, stanchezza, curiosità per altro, ma la coppia DEVE restare unita per sempre, cristallizzarsi su un finale saldo e duraturo. Ovvio, è uno dei cliché del romance, o comunque esempio del miglior romanticismo narrativo. Si tende a dare alla coppia MM un’immagine quasi da operetta. E credo che invece la realtà sia tutt’altro. Può far male, si può non condividerla ma credo che la verità sia questa, in questo momento. Ed è per questo che ho trovato il libro interessante. Perché mostra senza sconti.
    Poi si può approvare o disapprovare. Certo.

    • Teresa Siciliano
      18 gennaio 2017 at 17:27 — Rispondi

      Ma tu, Amneris, per quanto riguarda la struttura narrativa, non sei rimasta sorpresa dalla persona che Giulio sceglie per iniziare un rapporto stabile nel finale? Io manco mi ricordavo più chi era!
      Per quanto poi riguarda la concezione di una libertà amorosa assoluta, personalmente io non la condivido e non l’adotterei. Ma certo liberi tutti di fare scelte diverse.

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