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La strana coppia parla di Rehab

«Ti chiedo perdono per non aver saputo dare il giusto valore al tuo corpo intatto, per aver sporcato la tua anima pura. Ti chiedo perdono per averti usato, per non aver pensato ai tuoi bisogni e ai tuoi desideri. Ti chiedo perdono per le umiliazioni e per le lacrime. Ti chiedo perdono per il mio egoismo.»

Prendete un’autrice di quarant’anni, accanita e precoce appassionata di romanzi rosa, all’attivo due bambini, una femmina e un maschio, e due libri in self publishing, un romance storico e uno contemporaneo; poi mettete sulla sua strada un’eclettica signora attempata, che si diletta di scrittura erotica e di commistione di generi, mentre sogna di sperimentarsi in una narrazione a quattro mani. Cosa ne potrà uscire di buono?

Iniziare a scrivere in coppia, quando lo si desidera ardentemente, è come aspettare l’anima gemella; non bisogna forzare il destino, occorre attendere con pazienza l’opportunità giusta, la persona adatta, il partner speciale del quale si può dire: “Non mi somiglia per niente, ci scanneremo di sicuro, mi odierà, rimpiangerà di avermi conosciuto, parlerà male di me a tutti i suoi amici, però possiamo fare grandi cose insieme.” (Le grandi storie d’amore, di solito, cominciano con “Quanto è odioso/a quello/a”. NDR)

Così è andata, in effetti, tra Estelle Hunt e Lidia Calvano. Si sono conosciute sui social, studiate sempre più da vicino, contattate con prudenza, poi a Estelle è partito il plot e tutto è precipitato. Lei ha curato le scene più romantiche, il lieto fine, i lucciconi agli occhi, badando bene che Lidia non deragliasse come un cavallo imbizzarrito dai canoni di genere. Quest’ultima si è riservata i pezzi più cupi, i monologhi introspettivi, le tare psicologiche, i conflitti interiori, oltre a un personaggio femminile secondario dall’invidiabile stile.

Il loro protagonista non poteva che risultare duplice come Giano: crudele ma anche adorabile, depravato ma non senza speranza, egocentrico eppure magnanimo. Grande scopatore, almeno su questo hanno concordato da subito. Daniel, alias Jo King (persino due nomi!), ha un volto ben preciso, nella loro fantasia malata, quello di un attore che entrambe adorano, Michael Fassbender. Se mai lo dovessero incontrare di persona, in quell’occasione passerebbero sul cadavere dell’altra senza pensarci un attimo, in barba alla solidarietà tra donne e autrici.

Ma fino ad allora forse andranno d’amore e d’accordo, compensandosi e correggendosi a vicenda, aggiungendo rispettivamente miele e fiele alle scene che già immaginano per le storie future. I loro vizi? Estelle esagera con i gerundi e con i termini oftalmici, Lidia con le “e” dopo le virgole e i possessivi. Nulla che un buon editing e innumerevoli letture a quattro occhi non possano migliorare.

Un aneddoto gustoso? L’elegante sottoveste della protagonista, capo forte del primo incontro galante, era stata descritta nei minimi dettagli, eppure mancava un particolare essenziale.
“Sì, ho capito, intarsi di pizzo, seta, spalline sottili, ma non ci hai messo di che colore era.”
“E metticelo tu, che vuoi che importi il colore… nero, o rosa?”
“Ma scherzi, non sono adatti per una circostanza di quel genere!”
“Allora bianca…”
“Il bianco non va di moda, facciamo avorio, tra l’altro è il colore delle spose…”
“Tu hai un animo romance e non lo sai.”
“Pensa a mettere meno gerundi…”

Quindi, se mai leggerete questo libro, sappiate che Estelle ci ha messo il tormento ubiquo e il gaudio finale, Lidia, molto più prosaica, il colore della sottana.

OoO

Titolo: Rehab.

Autrici: Lidia Calvano, Estelle Hunt.

Genere: erotic romance.

Pagine: 380.

Editore: Self publishing (3 ottobre 2016).

Store: Amazon.

Prezzo: euro 2,99 (ebook).

Immagina di avere trentacinque anni, di essere un divo del cinema all’apice della carriera, di abitare a Los Angeles e di avere a disposizione tutto ciò che un uomo può desiderare: soldi, donne, alcool, droghe, fan adoranti, una villa da sogno. Il tuo ego smisurato è quello che ti ha portato fin lì, ma anche la bomba a orologeria che sta per distruggerti. Ora puoi farti un’idea di cosa significa essere Jo King.

Lauren ha vent’anni, un lavoro da sguattera, un fratello minore da mantenere, una madre svanita nel nulla che ricorda appena, un padre alcolista che ha segnato la sua infanzia. Le cicatrici che porta addosso sono profonde e ha costruito attorno a sé uno schermo impenetrabile per proteggere il suo piccolo mondo dalla bruttura e dalle insidie che la circondano; quanto agli uomini, le ispirano solo timore e disprezzo.

Adesso chiediti per chi dei due sia più duro sopravvivere nella città degli angeli. E sappi che qualsiasi risposta ti darai, sarà quella sbagliata.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

6 Commenti

  1. Lidia Calvano
    2 ottobre 2016 at 8:05 — Rispondi

    Grazie infinite, Babette, per la disponibilità e la gentilezza. È sempre un onore essere ospiti sul tuo blog!

    • Babette Brown
      2 ottobre 2016 at 10:22 — Rispondi

      Grazie a te, Lidia. Tu ed Estelle sarete sempre le benvenute.

  2. Estelle
    2 ottobre 2016 at 8:34 — Rispondi

    Grazie Babette per l’ospitalità e la gentilezza.

  3. Stefania
    2 ottobre 2016 at 10:45 — Rispondi

    Oh, oh, oh, manca poco, manca poco, manca poco, manca poco, manca poco, manca pocooooo *delirio da attesa*

  4. 3 ottobre 2016 at 8:56 — Rispondi

    Bellissima questa introduzione a Rehab. Corro a scaricarlo❤️

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