La scheggia impazzitaRubriche

La stirpe delle tenebre (II), di Federica Soprani

Seconda puntata del saggio “La figura del vampiro nel teatro tra ‘800 e ‘900”, di Federica Soprani.

“Il Signore soccorra chi va per le strade di notte,
quando ulula il lupo,
quando il topo corre a rifugiarsi nella fogna,
quando tremano le foglie degli alberi,
quando la luna gronda sangue.
Ogni viandante può essere lo spettro del Vampiro,
e tu guardati dall’incrociare il tuo sguardo col suo.
Può succhiarti il sangue fino all’ultima stilla;
battendo l’ali del suo mantello nero,
il maledetto figlio del Demonio,
che non riposa in pace nella sua tomba”.
(Canto popolare della Transilvania)

Definizione

Chi è – o che cosa è un vampiro?
È fondamentale dare una risposta a questa domanda, prima d’intraprendere qualsiasi studio sull’argomento.
Massimo Introvigne (8) osserva come numerosi studi, che promettono di trattare di vampiri, non siano affatto fedeli al loro titolo. Essi parlano di spettri, lupi mannari, criminali necrofili che devastano le tombe e di morti che appaiono in varie forme: nessuna di queste figure corrisponde, propriamente, al vampiro.
Lo studioso prosegue fornendo una sua definizione di vampiro, atta a restringere il campo d’indagine sull’argomento. Egli definisce il vampiro “una persona umana morta, che appare ai viventi col suo corpo, e si sostiene con il loro sangue” (9).

Roxana Stuart (10) riassume le caratteristiche della creatura, pur con le dovute eccezioni, nel seguente schema:
1. Il vero vampiro è un corpo morto, non un fantasma, né uno spettro o un demone.
2. I vampiri possono essere vittime di una epidemia o di una malattia infettiva, o appartenere ad una razza distinta da quella umana; non sono necessariamente connessi con Satana e le forze degli inferi.
3.Essi possiedono forza sovrannaturale, e sono molto potenti soprattutto di notte.
4.Essi si nutrono del sangue dei vivi.
5. Sono praticamente immortali.
6. Possono comandare agli animali inferiori, e possono mutarsi in lupi e pipistrelli.
7. I vampiri vivono nelle tombe e sfuggono la luce.
8. Benché  già “morti”, essi sono molto difficili da eliminare.

Per quanto esauriente, questo schema non è applicabile a tutti i vampiri.
Lord Ruthven, per esempio, uno dei vampiri più famosi del XIX sec., non si potrebbe qualificare come vero vampiro, in quanto non beve letteralmente sangue. Così, molti vampiri “moderni” non rientrano in una o più delle caratteristiche sopraelencate.
Il vampiro Louis (11), intervistato dal reporter Daniel Molloy, ride alle sua domande sulla sua   presunta paura dei crocifissi e dei pioli di legno, negando al contempo di avere la facoltà di assumere una qualunque forma diversa dalla propria. D’altra parte, i vampiri di Anne Rice hanno, in certi casi, la facoltà di volare, e, come già il Dracula di Stoker, se abbastanza antichi, di aggirarsi di giorno, quando il cielo è  nuvoloso, senza essere ridotti in cenere .

Fin dal suo apparire nella letteratura, il mito del vampiro è stato trattato con la massima arbitrarietà, come metafora poetica e, in quanto tale, aperto ad infinite modificazioni.
Altri studiosi, come M.D. Cammarota Jr. (12) e Ornella Volta (13), rinunciano a fornire una definizione di “vampiro”, preferendo catalogarne le varie specie e sottospecie incontrate nel corso delle loro ricerche.
In ciò, la catalogazione della Volta appare quanto mai particolareggiata, includendo, per ciascuna specie vampirica, la località di provenienza, le caratteristiche specifiche, il canale di trasmissione (come si diventa tali… ), le attività e i sistemi di protezione ed eliminazione da usarsi.
D’altra parte la studiosa, che raccoglie nel suo volume, oltre a testimonianze su vampiri africani, australiani, assiri, greco-romani, anche documentazioni su casi di “veri” vampiri (ovvero, criminali necrofili e cannibali), viene accusata dall’Introvigne di usare in modo troppo liberale il termine “vampiro”, utilizzandolo per definire spesso demoni, divinità, personaggi mitologici o morti malevoli che però non si cibano di sangue (14).

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8 Introvigne, Massimo, La stirpe di Dracula: indagine sul vampirismo dall’antichità ai nostri giorni, Milano  :  Mondadori, 1997, pp.13-14
9 ibid., p.15
10 Stage blood, cit., pp.22-23
11 Intervista col vampiro, cit.
12 Cammarota Jr., Domenico, I vampiri: arte, cinema, folklore, letteratura, teatro, storia & altro, Roma  :  Fanucci, 1984
13 Volta, Ornella, Il vampiro, Milano  :  Sugar, 1964
14 La stirpe di Dracula, cit., pp.26-27.

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La prima puntata: http://babettebrown.it/8922-2/

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Federica Soprani

Federica Soprani

Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo.
Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ’800 e ’900″.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.

1 Commento

  1. Lucia G
    12 dicembre 2015 at 18:26 — Rispondi

    Sempre molto interessante. Brava Federica.

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