La scheggia impazzitaRubriche

La Stirpe delle tenebre (XIII), di Federica Soprani

IL SIGNORE DEI VAMPIRI

Listen, Love
Listen to my hearthbeat
Crumbling with its song
The crystal of the night…
Stay!… and free my soul
When I’ll be too tired
For I can do it alone.
Oh, why the sunrise has to arrive so soon,
Why, love?…
Oh, just another drop of your blood…

-Carmilla, “Just another drop of your blood”

Abbiamo già preso in considerazione, nella prima parte, alcune delle interpretazioni che sono state date del romanzo di Bram Stoker dalla sua prima pubblicazione, nel 1897, ad oggi, gli innumerevoli significati sessuali e psicoanalitici di cui è stato investito: nel suo vampiro si concentrano tutte le precedenti espressioni letterarie del mito, dando vita a quello che diventerà un archetipo destinato a sopravvivere fino ad oggi.
Dracula è figlio dei vari Ruthven, di Varney, di Carmilla, e di tutte le incarnazioni del mito che l’hanno preceduto, e che in lui si coagulano e si sublimano.
Ai fini del nostro studio, è bene ricordare che fin dall’inizio Stoker concepì la sua storia per la scena, per un dramma di quattro atti di sette scene ciascuno, che sarebbe dovuto essere presentato sul palcoscenico del Lyceum.
Altro elemento importante è il rapporto che intercorreva tra lo scrittore ed il celeberrimo Henry Irving, insieme a Vlad Tepes il padre “mortale” di Dracula, da cui Stoker desunse l’aspetto fisico e molte caratteristiche del suo personaggio., non da ultima la voce ipnotica e quasi metallica.
Nina Auerbach 131 suggerisce che Ellen Terry, partner di Irving e grande amica di Stoker, fosse stata invece il modello per Lucy.
La prima versione drammatica di Dracula, un adattamento di Stoker di cinque atti e 47 scene, venne presentata nel maggio del 1897 al Lyceum, teatro in cui avevano debuttato The Vampire di Planchè e Der Vampyr di Marschner.
Irving, che non assistette a tutta la rappresentazione, ebbe commenti sarcastici sull’opera di Stoker, e questo tolse all’autore la speranza di poter vedere il suo personaggio interpretato un giorno dall’attore che lo aveva, a sua insaputa, ispirato.
Bisogna attendere la morte di Stoker, ed il XX sec., perché Dracula possa essere consacrato come fenomeno teatrale.

Deane, Morrel & Balderstone.

La prima versione di successo è quella presentata nel 1924 da Hamilton Deane, che eliminò alcune delle parti più spettacolari e suggestive del libro, riducendo la vicenda ad un comune melodramma in tre atti, quasi interamente rappresentato in interni.
Di più, eliminò Lucy, e trasformò il personaggio di Quincey Morris in un ruolo femminile.
Nella versione di Deane gli elementi sessuali e psicologici del romanzo sono quasi interamente lasciati in secondo piano, ed il suo maggior contributo sta forse nell’aver definito l’abbigliamento e l’apparenza che diverranno tipici del vampiro per tutto questo secolo: l’abito da sera, la cappa ed il collare.
Il dramma di Deane ottenne un certo successo di pubblico, ma fu snobbato dalla critica.
Florence Stoker, la vedova di Bram, lo criticò aspramente, e commissionò a Charles Morrel una nuova versione della storia scritta dal marito, che andò in scena al Royal Court Theatre di Warrington nel settembre del 1927.
Questa versione presenta le scene più crude e spettacolari del film, come la vampirizzazione di Mina, e la marchiatura della fanciulla con l’ostia consacrata, e per la sua violenza incappò nella censura del Lord Ciambellano, che non  permise che arrivasse fino a Londra.
Nell’ottobre dello stesso anno, Horace Liveright produsse al Fulton Theatre di New York una nuova versione dell’opera, scritta da Deane e John Balderstone.
In essa la trama è ulteriormente semplificata; i ruoli di Lucy e Mina scambiati; Quincey Morris e Lord Arthur Goldalming sono eliminati, ed il dottor Seward è il padre di Lucy, mentre Johnathan è il di lei fidanzato.
Forse la caratteristica più notevole di questa produzione fu che, nel ruolo del protagonista, venne chiamato a recitare l’allora quasi sconosciuto attore ungherese Bela Lugosi, la cui prima interpretazione fu duramente condannata dalla critica, ma  apprezzata dal pubblico, soprattutto femminile,  conquistato dal suo fascino latino e magnetico.
Il dramma ebbe successo, anche per merito degli effetti speciali e fu portato in tour per parecchi anni. Dracula divenne ben presto una figura nota a tutti i livelli, un fenomeno popolare molto seguito.

Dracula oggi

Negli ultimi venticinque anni sono stati  realizzati numerosi adattamenti del romanzo di Stoker, oltre a varie riprese della versione di Deane/Balderstone.
Si va dalla blasfemia e dal kitch di Dracula Sabbat, presentato nel 1970 da Leon Katz, e trasudante sesso e violenza; alla rappresentazione simbolica e didascalica di Snoo Wilson, del 1973; alla versione classica prodotta a Brodway da Dennis Rosa del dramma di Deane/Balderstone, con Frank Langella come protagonista, nel 1977, e che resterà in cartellone per anni, vedendo alternarsi nella parte grandi nomi, tra cui Raul Julia e Terence Stamp.
Del 1979 è una produzione inglese, con un giovane Daniel Day-Lewis nella parte di un vampiro agile ed acrobatico, alle prese con  una Van Helsing in gonnella, esperta di karate.
Interessante la versione presentata da Liz Lochhead, che curò particolarmente le figure femminili e, in generale, l’interiorità dei personaggi, che si riflette anche nelle atmosfere suggestive evocate sulla scena.

OoO

131 Auerbach, Nina, Ellen Terry: Player in her time, New York  :  W.W. Norton, 1987

Post precedente

L'Artiglio Rosa accarezza e graffia...

Post successivo

Raffaella si toglie il Velo. Nero.

Federica Soprani

Federica Soprani

Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo.
Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ’800 e ’900″.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.

1 Commento

  1. 27 febbraio 2016 at 6:50 — Rispondi

    Stoker rimane un mito della letteratura. Dracula, una figura carismatica storicamente importante. I vampiri li ho sempre adorati, ovviamente quelli “seri”; le pallonate americane le lascio volentieri agli altri.
    Ergo, vai con Stoker, tutto il resto è noia!
    [email protected]

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *