La scheggia impazzitaRubriche

La stirpe delle tenebre (VI), di Federica Soprani

Dopo Dracula – Anne Rice

Dopo Dracula, la produzione di romanzi e racconti sui vampiri si disperde in una miriade di ruscelletti differenti per stile e livello. Un’impennata alla produzione viene data, a partire dagli anni venti, e fino agli anni sessanta, dalla pubblicazione di riviste come Weird Tales, specializzata in racconti dell’orrore, e che ebbe innumerevoli imitatori in America e in Europa. Furono esse, a prescindere dal valore letterario delle opere, a tenere vivo l’interesse per i vampiri, anche intrecciandolo con la fantascienza e le storie di sword and sorcery. Citiamo alcuni racconti di Ray Bradbury 76, in cui si tratta di vampiri psichici; il fortunatissimo I Am Legend 77, di Richard Matheson che racconta la storia di Robert Neville, l’ultimo uomo rimasto in un mondo popolato da vampiri; Some of Your Blood 78, di Theodore Sturgeon, in cui il vampirismo è trattato coma malattia; e molti altri.

Come anticipato in apertura di capitolo, è praticamente impossibile ricostruire un’esauriente bibliografia che comprenda tutti i racconti e romanzi sui vampiri scritti dall’Ottocento a oggi, soprattutto volendo considerare tutte le produzioni più recenti, e, comunque, non è questa la sede per farlo.

Citerò dunque solo tre dei testi a mio avviso più significativi tra quelli scritti nell’ultimo ventennio: Sabella 79, di Tanith Lee, che intreccia il racconto di vampiri con la fantascienza; ‘Salem’s Lot 80, del prolifico Stephen King; Anno-Dracula 81, di Kim Newman, interessante pastiche in cui, al fianco del leggendario conte, che qui, uscito vincitore dallo scontro con Van Helsing e i suoi, ha sposato la regina Vittoria, e ha fatto dell’Inghilterra un impero di vampiri, appaiono altri personaggi della letteratura, vampirica e non, come Sherlock Holmes e Jack lo Squartatore.

Anne Rice
Dalla fine degli anni settanta, siamo entrati in una nuova epoca d’oro per il vampirismo letterario, dominato soprattutto da autrici. Tra loro, una in particolare ha finito col definire l’immagine per eccellenza di quello che l’Introvigne chiama il “vampiro postmoderno”: Anne Rice.

Parleremo più diffusamente di lei e della sua opera nell’appendice finale. C’interessa qui accennare,  seppur  brevemente,   alla  sua  opera  letteraria,  considerata  da  molti come una nuova Bibbia del vampirismo. Infatti, non si contano in America le associazioni sorte intorno ai personaggi da lei creati, veri e propri fan-clubs, provvisti  di pubblicazioni autonome, siti Internet e raduni periodici.

Ad un esame seppur superficiale, appare evidente che tale successo è da attribuirsi non tanto al valore letterario dei suoi romanzi, gradevoli, certo, ma ben lungi dal poter essere considerati capolavori. Il maggior merito della Rice sta nell’aver recuperato una delle figure letterarie più inflazionate degli ultimi duecento anni, e aver aperto la via ad una nuova generazione di figli delle tenebre.

Autrice, tra l’altro, di romanzi erotici, scritti sotto pseudonimo, e di un affascinante romanzo storico, avente per argomento i cantanti castrati italiani del primo Settecento 82, pubblica Interview with the vampire 83, il primo capitolo delle Vampire Chronicles, nel 1976. Il libro diventa subito oggetto di culto per piccoli gruppi di appassionati del genere, e l’autrice viene consacrata a nuova regina del genere  con la pubblicazione, nel 1985, del seguito, The Vampire Lestat 84.

Nel primo romanzo, un giovane giornalista riesce ad incontrare e a intervistare un vampiro, Louis de la Pointe du Lac. Nel 1791 Louis, che era un giovane proprietario terriero di New Orleans, incontra il vampiro Lestat de Lioncourt, che, approfittando del suo stato di prostrazione, dovuto al recente suicidio del fratello, lo vampirizza.

I due vivono insieme per quattro anni, durante i quali Louis, idealista e ancora profondamente legato alla sua mortalità, subisce la presenza del crudele e cinico compagno. Quando tenta di abbandonarlo, Lestat vampirizza una bambina di cinque anni,  Claudia,  contravvenendo  alle regole  della società dei vampiri, secondo le quali solo gli adulti possono essere fatti depositari del Dono Oscuro. Louis viene assunto da Claudia come padre putativo, e deve rinunciare alla fuga. La famigliola vive per sessantacinque anni a New Orleans: mentre Louis sopravvive, cibandosi per lo più di sangue di animali, e sempre più insofferente della sua condizione di dannato, la piccola Claudia impara da Lestat l’arte della crudeltà, e i due cacciano insieme, gareggiando in sfrenatezza. Ma col passare degli anni, Claudia si sente sempre più prigioniera della sua atroce condizione: è un vampiro, e per tanto immortale, ma deve continuare a vivere in un corpo di bambina. Decide, pertanto, di uccidere Lestat, responsabile di tutto, e trascina Louis nel suo piano. Lestat non muore, ma è indebolito, e i due ne approfittano per fuggire in Europa, dove sperano d’incontrare altri della loro razza.

Dopo alcune esperienza deludenti nell’Europa dell’Est, dove s’imbattono solo in larve senza cervello, finalmente giungono a Parigi, dove scoprono il Teatro dei Vampiri.

Qui è il centro di una vera e propria congrega, capeggiata dal bellissimo e diabolico Armand, vampiro adolescente dai lineamenti Caravaggeschi.

Louis, che crede di aver trovato in lui il maestro che Lestat non era stato, se ne innamora, e Claudia, temendo di essere lasciata sola, lo costringe a crearle una madre-vampiro, Madelaine. Ma nel frattempo, Lestat giunge a Parigi, e racconta ad Armand, sua vecchia conoscenza, la sua storia. I vampiri considerano un crimine imperdonabile tentare di uccidere il proprio ‘padre di tenebra’, e così catturano ed espongono al sole, uccidendole, Claudia e Madelaine.

Louis, inferocito, distrugge il teatro e la congrega, e solo Armand scampa alla sua furia. Da allora in poi, tutta la sua vita è un vacuo e doloroso susseguirsi d’interminabili notti, piene solo di rimpianto e nostalgia per la propria umanità perduta, e per la morte del suo piccolo, unico amore, Claudia. Il giovane giornalista fraintende del tutto la reale portata della maledizione  vampirica, tanto da chiedere a Louis di trasformare anche lui. Il vampiro lo lascia in fin di vita, consapevole di aver fallito ancora una volta.

The Vampire Lestat è un’autobiografia, nonché un’apologia di Lestat, appunto, che, da questo romanzo in poi, diventerà il protagonista assoluto dell’opera di Anne Rice, in virtù del suo incredibile fascino, della sua inesausta passione, della sua inesauribile fame di conoscenza ed esperienze estreme.

Dopo essere rimasto dal 1929 al 1984 in uno stato di trance Lestat si risveglia al nuovo mondo , richiamato prepotentemente dalla musica rock. Decide di unirsi ad un gruppo di giovani musicisti, come cantante e leader ed è così che scopre il libro Interview with the Vampire, in cui legge la storia di Louis. Così, mentre si dà da fare per portare al successo il suo gruppo, s’impegna anche a scrivere la propria autobiografia, in cui spera di poter dare la propria versione dei fatti.

Nato all’inizio del Settecento in una famiglia di nobili decaduti nell’Auvergne, Lestat insegue il suo sogno di fare l’attore fino a Parigi, dove lavora con una compagnia di comici dell’arte.

Durante un’esibizione, viene notato da Magnus, un vampiro antico e pazzo, che lo sceglie come erede, lo rapisce e, senza dargli possibilità di scegliere, lo trasforma.

Adattandosi lentamente alla sua nuova condizione, Lestat vampirizza sua madre, Gabrielle, che sta morendo di tisi, ed alla quale il giovane è sempre stato legato da un rapporto sottilmente incestuoso, e il suo migliore amico, il violinista Nicholas.

Insieme ai suoi alleati, Lestat combatte contro la congrega parigina che si riunisce sotto il cimitero de Les Innocents, guidata da Armand, e legata a regole obsolete.

I superstiti della congrega distrutta si riuniscono presso il Teatro dei Vampiri, l’antico teatro in cui Lestat aveva lavorato come mortale, lo stesso in cui s’imbatteranno, quasi un secolo più tardi, Claudia e Louis.

Lasciati i compagni a Parigi, Lestat si mette in viaggio, cercando di scoprire l’origine della loro specie. Incontra Marius, vampirizzato nell’antica Roma e ‘padre di tenebra’ di Armand: egli lo conduce in un’isola dove da secoli custodisce “coloro che devono essere conservati”, ovvero Akasha ed Enkil, coppia reale dell’antico Egitto e progenitori di tutti i vampiri.

Lestat risveglia la regina vampiro, e ne beve il potentissimo sangue; quindi fugge dall’isola, e giunge a New Orleans, dove incontra Louis.

A questo punto, i due romanzi s’incontrano, anche se Lestat si preoccupa di   dare     la propria versione dei fatti accaduti, scagionandosi da ogni colpa per la morte di Claudia, e accusando Louis di non aver mai compreso le sua ragioni.

Nel frattempo il gruppo rock del vampiro Lestat è pronto a debuttare, con un grandioso concerto organizzato in California: ad esso, oltre ad innumerevoli mortali stregati dalla carismatica figura del cantante rock che si ‘finge’ vampiro, accorrono molti vampiri, desiderosi di punire Lestat per aver rivelato i loro segreti all’umanità.

Il finale del libro rimane aperto, segno evidente che il seguito era già in cantiere: fuggito ai suoi nemici, con l’aiuto di Gabrielle e Louis, Lestat incontra Akasha, che ha lasciato l’isola per cercarlo.

 Dal momento che è nei primi due romanzi del ciclo che l’attenzione dell’autrice si sofferma sul teatro, eviterò di riassumere, in questa sede, le trame dei tre successivi romanzi, aventi tutti come protagonista Lestat. Mi limiterò a citarne i titoli: La regina dei dannati 85, in cui si narra del tentativo di Akasha d’impossessarsi del mondo, distruggendo il genere maschile e la maggior parte dei vampiri; The Tale of the Body Thief 86, in cui Lestat si lascia convincere a scambiare il suo potente corpo immortale con quello di un truffatore umano dotato di potere psichici; Memnoch, the Devil 87, in cui il diavolo in persona chiede aiuto al vampiro biondo platino, per correggere gli errori nel millenario piano di Dio…

Nell’appendice tenterò di approfondire gli  aspetti di  questa  scrittrice   più   vicini   al mio studio. Per ora concluderò, ricordando la sua importanza per l’affermazione  della nuova generazione di vampiri, i moderni figli delle tenebre, che  si  aggirano  tra  noi, nel crepuscolo di un millennio.

Gli altri capitoli del saggio: http://babettebrown.it/?s=La+stirpe+delle+tenebre

OoO

Note:
76 Bradbury, Ray, Something Wicked This Way Comes, New York  :  Simon and Schuster, 1962.
77 Matheson, Richard, I Am Legend, New York  :  Walker and Company, 1954; prima tr. it.: Io sono leggenda,  in: I vampiri, Milano  :  Longanesi, 1957.
78 Sturgeon, Theodore, Some of Your Blood, New York  :  Ballantine Books, 1961; tr. it.: Qualche goccia del tuo sangue, Milano  :  Mondadori, 1990.
79 Lee, Tanith, Sabella, New York  :  DAW Books,1980; tr. it.: La vampira di Marte, Roma  :  Compagnia del Fantastico- Gruppo Newton, 1994.
80 King, Stephen, ‘Salem’s Lot, New York  :  Doubleday, 1975; tr. it. :Le notti di Salem, Milano  :  Bompiani, 1979
81 Newman, Kim, Anno-Dracula, Londra  :  Simon and Schuster, 1992; t. it.: Anno Dracula, Roma  :  Fanucci, 1994
82 Rice, Anne, Cry to Heaven, New York  :  Knopf, 1982; tr. it. Un grido fino al cielo, Milano  :  Sperling & Kupfer, 1984
83 Rice, Anne, Interview with the vampire, New York  :  Knopf, 1976; tr. it.: Intervista col Vampiro, Milano  :  Bompiani, 1977; seconda ed. Firenze  :  Salani, 1983
84 Rice, Anne, The Vampire Lestat, New York  :  Knopf, 1985; tr. it. : Scelti dalle Tenebre, Firenze  :  Salani, 1989
85 Rice, Anne, The Queen of the Damned, New York  :  Knopf, 1988; tr. it.: La Regina dei Dannati, Milano  :  Longanesi, 1990
86 Rice, Anne, The Tale of the Body Thief, New York  :  Knopf, 1992
87 Rice, Anne, Memnoch, the Devil, New York  :  Knopf, 1995

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Federica Soprani

Federica Soprani

Federica Soprani vive a Parma, sfortunatamente per lei, in questo secolo.
Scrivere le è necessario quanto respirare. E da parte di un’asmatica questa affermazione si ammanta di un pathos quasi insostenibile…
Tale necessità non sempre riesce a coniugarsi col suo lavoro presso uno studio grafico e con la gestione più o meno rocambolesca di una famiglia che ha più zampe che arti. Ma oltre che vivere occorre sopravvivere. Laureata in lettere moderne, indirizzo Storia del Teatro e dello spettacolo, con un tesi dal titolo “La figura del Vampiro nel Teatro tra ’800 e ’900″.
Da sempre coltiva la passione per la lettura e la scrittura. Scrive racconti di vario genere, dall’horror al fantasy. I suoi autori di riferimento sono Angela Carter, Tanith Lee e Paola Capriolo, oltre ai classici dell’800 e ’900.

1 Commento

  1. dario villasana
    9 gennaio 2016 at 10:47 — Rispondi

    A mio modesto avviso, Memnoch il diavolo segnò un passo importante nella storia di questa leggendaria figura. Vennero infatti gettate che delle basi teologiche credibili che andavano aldilà del semplice romanzo. Lì, la Rice ha dimostrato non solo una grande cultura biblica, ma anche una cultura critica che ha dato al vampiro una giustificazione anche motivazionale, rendendolo più plausibile come personaggio, sotto quel punto di vista.

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