Recensioni

La Signora degli Spiriti, di Simona Liubicich

Torna Simona Liubicich con un nuovo romance storico, che sarà pubblicato in self il 2 maggio.
“La Signora degli Spiriti” racconta una storia molto particolare.

Londra 1890. Edward Fulham, investigatore della Rowland Inc., si trova coinvolto in un’indagine riguardante la morte di una nobildonna, lady Felicia Douglas Hamilton, moglie di un Pari molto in vista. 
Apparentemente, sembra trattarsi di suicidio, ma ciò non convince del tutto il giovane lord, tanto che, frugando nello studio della defunta, appassionata di spiritismo, trova qualcosa che riesce a sconvolgerlo, oltre a una bellissima giovane che dichiara di essere una medium e pone i suoi strani “servizi” a disposizione delle indagini.

Edward, scettico, dapprima non crede a una sua sola parola, ma ben presto i fatti iniziano a dimostrargli che Winter O’Gorman non è affatto un’impostora. 
Accadimenti che hanno dell’inverosimile, macabre scoperte e un viaggio in Irlanda, costringeranno Edward e la giovane Winter ad affrontare un percorso pericoloso che va oltre l’immaginazione della mente, in un mondo oscuro e impervio, oltre a qualcosa di molto forte, qualcosa che ha a che fare con il cuore e che li sta legando sempre più, sino al finale rocambolesco.

Un nuovo caso per la Rowland Investigation, ma questa volta Edward Fulham dovrà fare i conti con qualcosa di molto più pericoloso, qualcosa che va oltre l’apparenza, oltre la materia.
Una dimora elegante, una donna morta, apparentemente suicida; ma le indagini prendono subito una strana e inquietante piega quando “qualcosa” si manifesta all’interno della casa.
Rumori, un odore nauseabondo di putrefazione e un’atmosfera da brivido distolgono Edward da ciò che ha sempre guardato con occhio puramente investigativo; e Winter O’Gorman, la donna che incontra durante le perquisizioni, riesce a spiazzarlo completamente, non solo per la sua bellezza, ma per uno strano potere che porta dentro di sé.
Tra scontri verbali, baci rubati, un mondo al quale Edward non crede del tutto e un viaggio in Irlanda, i due scopriranno molto più di quanto avrebbero mai creduto.
Soprattutto, si accorgeranno di non poter più stare lontano l’uno dall’altra…

Con queste parole, Simona Liubicich mi ha inviato il manoscritto di “La Signora degli Spiriti”. Una presentazione che mi ha fatto buttare a capofitto in una vicenda che mi ha tenuto sveglia fino a un’ora improponibile (e alla mia età le occhiaie mi fanno assomigliare al negativo di un panda).

Il romanzo appartiene a quel genere “ibrido” che mi piace sempre di più: unisce, infatti, il romance storico al paranormal romance. Quello che ne scaturisce è una storia avvincente.

Vediamo: c’è un cadavere, quello di una nobildonna. Sembra che si sia uccisa, anche se il movente risulta oscuro: giovane, bella, felicemente sposata con un uomo che l’adora. Che cosa può aver spinto Lady Felicia Douglas Hamilton a compiere quel gesto estremo? Se lo chiede Scotland Yard, pronta ad archiviare al più presto un decesso che può solo portare discredito a una classe sociale che regge le sorti del Paese. Se lo chiede il marito, desolato, che sollecita l’intervento dell’Agenzia Rowland Investigation.

In fondo in fondo, un fatto di routine: qualche indagine discreta e la soluzione sarà a portata di mano. Questo pensano tutti. E sbagliano tutti. Già, perché non hanno fatto i conti con un mondo sotterraneo -a volte buono, a volte malvagio- che scorre parallelo a quello che conosciamo. Il mondo delle streghe, del paranormale. A fare da tramite fra i due mondi, si presenta a  Edward Fulham, offrendo la propria collaborazione, Winter O’ Gorman, che spalancherà davanti agli occhi increduli dell’investigatore il vero motivo del suicidio di Lady Felicia.

L’indagine si avvia su una strada scoscesa e impervia, accompagnata dal nascere e dalla crescita di una forte attrazione fra Edward e Winter. Il lieto fine -obbligatorio!- arriverà dopo numerose peripezie.

Bella storia, fuori dai canoni consolidati, ottimi personaggi. Winter non è la solita svenevole donzella (lasciatemi dire che alle scrittrici italiane di romance storici le fanciulle piacciono volitive e intelligenti), bensì una donna determinata e sicura di sé. Di fronte a lei, dapprima incredulo, poi via via trascinato in un’avventura complessa e a tratti spaventosa, un bell’esemplare di maschio alpha. Poco avvezzo a fare i conti con il sesso debole, troppo abituato a trattare le donne come passatempo. Si ricrederà, oh se lo farà!

Costruita ottimamente l’ambientazione. Inghilterra e Irlanda della fine del XIX secolo, tratteggiate con poche, sapienti parole.

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Babette Brown

Babette Brown

Babette Brown o meglio... Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano. Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile.
Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico.
A parte questo, risulta essere una brava persona. Da un anno circa, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

2 Commenti

  1. 27 aprile 2016 at 4:47 — Rispondi

    Che devo dire? Commossa, anche perché “Mannaia Babette” non regala nulla, nemmeno a me, statene certi; non è il tipo né lo vorrei…
    Contenta che le sia piaciuto…
    Spero piaccia molto anche a voi.
    Simona

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