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La serie “Dentro il mio Peccato”

La serie “Dentro il mio peccato” è un romantic drama. Non è un romance puro. Non è un chick-lit, né un erotico.
L’atmosfera che si respira tra le pagine, soprattutto all’inizio, rispecchierà necessariamente questo.
In un romantic drama l’affondo psicologico sul protagonista è tutto. C’è un impianto narrativo di base che regge una vicenda complessa, ci sono fili narrativi che si dipanano nel primo volume e che verranno riannodati solo nel secondo, c’è una caratterizzazione dei personaggi che tiene conto della personalità di ognuno, e non è intercambiabile.
Non succede tutto alla seconda pagina. Ogni pezzo del puzzle andrà a posto, ma con il tempo che la narrazione di questo genere richiede. Mi rendo conto dei rischi? Sì. Una struttura del genere non poteva stare in piedi per caso, occorreva un impianto, presentare i personaggi, principali e secondari, nel primo libro, mettere il possibile e fornire le risposte alle domande che verranno solo dopo, nei romanzi a seguire.
Ci sono parti oscure? Sì, ma niente è lasciato al caso, è una vicenda che ha bisogno di tempo. Come la vita reale.
Non succede tutto e subito. Succede quando deve succedere. E quando i tempi sono pronti perché ognuno guardi in faccia i propri fantasmi.

L’ispirazione

Osservare la gente è un piccolo furto in cui cado da sempre.
Fin da bambina mi piaceva guardare, non vista, chi non conoscevo: un automobilista alla guida, un passante, operai al lavoro, qualcuno alla finestra. Erano i dettagli ad affascinarmi: i gesti, le espressioni, la postura, e i momenti che sembrano insignificanti, ma che non lo sono quasi mai.
Vivere all’estero mi ha dato un punto di vista privilegiato, un occhio allenato come un obiettivo fotografico: quando hai molte incognite e poche certezze sei ancora più libera di notare le differenze e di trovare la bellezza in tanta diversità. Fisicità, espressioni, postura alla fine diventano i pezzi di un puzzle che compone un individuo e, quando non sai assolutamente niente della persona che hai davanti, come fai a frenare l’immaginazione?
A volte basta un’immagine per creare, se non una storia, un personaggio. Quello di Sevan arrivò così, molti anni fa, poi fu accantonato ma mai dimenticato. Era una sera d’estate, una festa iper cool, la gara a chi fosse il/la più interessante della serata. E questo ragazzo tirato per la manica ogni due per tre da chiunque, l’aria di chi viveva il circo, ma non ne faceva parte. Non era questione di bellezza o potere, c’era un discrimine potente tra lui e i presenti ed era il carisma, insieme al distacco nei confronti di tutti che si percepiva reale e non solo come un atteggiamento ostentato.
A fine festa, un giro nei locali e, quando era ormai notte inoltrata, lo incrociai nel dehor di un ristorante, a tavola, solo. Un’espressione nel viso che non ho mai dimenticato se, anni dopo, è bastata quell’immagine per cucire un personaggio inventato.
Mi sono sempre piaciuti i cani sciolti, sia da guardare sia da descrivere.

Stesura (e relativi problemi)

Quando affronti il genere drammatico, specie se la storia è lunga e ha tempi reali che non possono essere forzati se non a scapito della vicenda stessa, sai i rischi che corri. Soprattutto “aprendo” con un romanzo che, per ovvi motivi, non può rivelare nulla, ma mette in scena situazioni, conflitti e svariati personaggi.

Ambientazione

Sono un’italiana che vive all’estero da dieci anni. Ho cambiato diversi Paesi e lingue. Scrivo di luoghi in cui ho vissuto o che conosco. L’ambientazione, in una storia, non è meno importante dei personaggi. Deve esserci e deve essere curata. Una casa, un luogo, possono diventare protagonisti, non soltanto lo sfondo in cui capitano azioni. Mi piace che pulsi, che sia viva, non una sequenza di nomi. Non basta descrivere una città per farla apparire agli occhi di chi legge, si deve “sentire”. Si devono percepire profumi e olezzi, vedere scorci, intuire il modo di vivere di chi quella città l’attraversa. In questo modo sei dentro la storia, in questo modo puoi davvero viverla.

OoO

Dentro il mio peccato (Into My Sin Series, Volume I)

14958161_185131391941285_1485844231_oSevan Farrell è un architetto che lavora per una prestigiosa società di ingegneria di New York di cui ambisce a diventare socio, specie da quando ha iniziato a frequentare Rebecca Loewenthal, figlia del fondatore dello studio.
Introverso, solitario e carismatico, Sevan appare inquieto e incapace di prendere le distanze dall’avventura avuta con una certa Sara, nonostante sia a un passo dall’ottenere quello che ha sempre voluto.
In rotta con il fratello di Rebecca, Noah, e poco presente al lavoro, Sevan dovrà affrontare anche la notizia della morte di Clara Bark, cui in passato era stato legato da un rapporto ambiguo e morboso.
Partito alla volta di Cape Cod per il funerale, Sevan scoprirà che Clara, nelle sue ultime volontà, ha espresso il desiderio che lui ristrutturi il vecchio faro acquistato da lei prima di morire.
Vincolato dal testamento a seguire i lavori in prima persona e ad assumere una squadra del posto senza la possibilità di appoggiarsi alla Loewenthal&Associati, Sevan deciderà di rimandare il fidanzamento con Rebecca e di vivere nella casa attigua al faro con Amoret Reed, l’ingegnere ambientale che Clara ha voluto nel progetto e che vive lì da sempre.
L’attrazione tra i due è immediata, ma entrambi sembrano decisi a non assecondarla.
Un passato da seppellire, un futuro da vincente e un presente che scompaginerà ogni cosa. Una storia d’amore, di perdono e rinascita.

Fino al Tuo Buio (Into My Sin Series, Volume II)

14894604_185131428607948_1637247469_oDopo essere diventato socio della Loewenthal&Associati, Sevan Farrell è ritornato a Cape Cod per seguire i lavori sul faro. Tutto, però, è cambiato. E i cambiamenti non riguardano soltanto lui.
Tra passato e presente, amori vecchi e nuovi, si chiariranno le vicende di ogni personaggio incontrato nel primo volume della serie, “Dentro il mio peccato”, fino a una sconvolgente verità.

 

 

 

Il terzo volume della serie è previsto per il mese di gennaio 2017.

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