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La mossa del Diavolo, di Josh Lanyon

Titolo: La mossa del Diavolo (Adrien English, volume III).
Titolo originale: The Hell You Say.
Autore: Josh Lanyon.
Traduzione: Chiara Messina.
Genere: Romance M/M.
Editore: Triskell Edizioni.
Prezzo: euro 4,49 (eBook).

La valutazione di Federica D’Ascani: cinque stelline.

Dopo che il commesso della sua libreria sparisce in seguito a delle terrificanti minacce di morte, Adrien English è costretto a vedersela con un misterioso culto satanico, un affascinate professore universitario e la sua traballante relazione col detective Jake Riordan che, pur di non ammettere pubblicamente la propria omosessualità, rischia di compiere un passo senza ritorno.

Adrien e la sua libreria sembrano viaggiare ormai su binari assestati, senza nessuno scossone, soprattutto il nostro scrittore di polizieschi preferito, forte di un discreto successo lavorativo e personale. Non fosse per Angus, il suo assistente, che rende l’aria stranamente pesante, Mr English potrebbe anche azzardare il pensiero di essere tutto sommato felice. Della sua carriera di scrittore, della sua attività, del suo compagno a mezzo servizio (perché chiamarlo ragazzo sarebbe davvero troppo) Jake Riordan…

Poi arrivano i satanisti e il mondo crolla. Così, puff, come un castello di carte che Adrien non sapeva neanche di aver costruito. E il suo istinto da novello detective prende il sopravvento, non potrebbe essere altrimenti. Si crea problemi al pensiero che è stato vittima di uno stalker, lui? No. Per caso pensa all’ultima volta che ha rischiato di rimetterci le penne? Ehm… no. Perché la verità e la sua ricerca a volte sono solo valvole di sfogo per dimenticare il presente. E Adrien questo lo sa fin troppo bene.
Sono sincera, ero arrivata “preparata” a questo appuntamento, eppure non è stato sufficiente all’impatto. Sono due giorni che ho finito il libro e il pensiero di Adrien e della sua sofferenza mi accompagnano. Sembra esagerato, e forse lo è anche, ma il fatto che Lanyon sia riuscito a trasmettere ciò che tutti provano quando vengono lasciati credo sia degno di nota e merito. Non lo perdono per come ha condotto la serie (geniale dal punto di vista del marketing, odioso dal punto di vista del lettore), ma gli rendo il merito che deve avere. Inutile girarci intorno, che Jake non fosse a suo agio nella relazione con English è un dato di fatto per chiunque si approcci alla serie, fin dal primo episodio. Non considero “spam” il fatto di dire che Jake, ora, si allontana ancora di più, dopo che nel secondo ci aveva fatto sperare che finalmente fosse pronto a superare i suoi ostacoli psicologici. Non lo considero tale e infatti ne sto parlando (fustigatemi, lo merito, ma dovete capire il mio dramma esistenziale!). Dunque, Jake si allontana (e apprezzate che non vi dica il perché), ma lo fa in una maniera così silenziosa che risulta ancora più dolorosa, per Adrien e il lettore stesso. La sua mancanza nella narrazione si sente, a ogni pensiero, a ogni movimento. Perché Adrien è abituato a pensare in funzione di ciò che il poliziotto direbbe, farebbe, proprio come le nostre migliori amiche ci intimano di non fare nei confronti del nostro ex. E il lettore è proprio così che si trova a sentirsi, a un certo punto, come un migliore amico che si inalbera appena sente “ma tizio direbbe così, ma tizio farebbe così.” Perché che Adrien sia perdutamente innamorato non viene detto, ma si sa. È un dato di fatto come lo è quello che Jake è innamorato di lui, pur anteponendo i propri bisogni e le proprie paure a quello che sente essere “una sensazione unica”. E quando il momento tra loro giunge al culmine, quando ormai è certo che non ci sia più alcun ritorno, il lettore si abbandona ai ricordi degli episodi precedenti, al sorriso di sfuggita di Jake, alla speranza di Adrien, ai loro alterchi… Insomma, Lanyon fa vivere lo sconforto di Adrien e ci riesce così bene che addirittura il giallo perde di valore, nonostante sia ben confezionato. I satanisti, il sangue, i culti… Tutto molto interessante, tutto molto curato, ma… Rimane sempre quel “ma” che lascia l’amaro in bocca, che non permette di abbandonare le pagine e che costringe ad andare a leggere le trame dei successivi, vocabolario alla mano (perché sono in inglese), sacramentando su una parola che non si capisce, ma che potrebbe dare quella speranza di cui si ha bisogno per arrivare incolumi fino all’estate, data in cui Triskell ha promesso di pubblicare il quarto episodio.
Insomma, “La mossa del diavolo” mi ha devastata, ma sapevo già dal principio che sarebbe stato così. Noi Adrien’s addicted ci confortiamo a vicenda…

Plauso di merito alla traduttrice Chiara Messina, bravissima anche e soprattutto nelle parti ironiche.
Se vi state chiedendo, con questi presupposti, se sia il caso di leggere o meno la serie io vi dico senza alcun dubbio: sì. Lanyon è geniale e la serie è fantastica.

Waiting for summer…

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